Statuto comunale di Trento. Ritirati gli emendamenti migliorativi, bocciato l’emendamento per rendere vincolante l’esito referendario

presentazione emendamenti DemattèPrima del voto finale sulla proposta di delibera 77/2015 sono stati esaminati e votati gli emendamenti presentati dai consiglieri comunali al fine di valorizzare, almeno marginalmente, il lavoro preparatorio dell’associazione. La paura di azzardare manifestata dalle forze politiche di opposizione e la volontà di mantenere lo status quo da parte dei partiti di maggioranza hanno prevalso sulle enunciazioni di principio e sulle speranze per una sostanziale e concreta realizzazione del diritto di partecipare direttamente ai processi decisionali.

Demattè, Negroni e Romano hanno depositato una quindicina di emendamenti per apportare dei miglioramenti sostanziali alla disciplina referendaria. Sette emendamenti sono stati ritirati nel corso della prima seduta senza essere illustrati mentre sei sono stati ritirati al termine della votazione degli ordini del giorno su invito del capogruppo del PD e dopo aver ricevuto il parere negativo del segretario comunale distribuito nel corso della seduta. A riguardo, l’associazione aveva preparato delle osservazioni analizzando le controdeduzioni tecniche che il segretario comunale aveva anticipato il 24 novembre in ordine alla proposta di modifica semplificata. Tuttavia non sono state utilizzate dai consiglieri proponenti.

Solo due degli emendamenti depositati dal terzetto sono stati votati: uno per introdurre il referendum confermativo e l’altro per introdurre l’effetto vincolante del voto popolare nei confronti del Consiglio. Il primo è stato bocciato senza troppe velleità (dettagli del voto a piè di pagina). Il secondo, sul quale le opposizioni pensavano di aver trovato l’appoggio del Partito Democratico, è stato riformulato per adeguarlo alla volontà del segretario comunale ma poi è stato bocciato a seguito dell’astensione dal voto della maggioranza dei consiglieri del PD stesso (dettagli del voto a piè di pagina).

E’ stato infine approvato all’unanimità l’emendamento (C1) proposto da Bridi (vicepresidente del Consiglio) e sottoscritto dai consiglieri Pattini, Serra, Negroni, Ducati, Coradello, Postal, Oliva, Giuliani, Moranduzzo e altri. L’emendamento prevedeva l’abbassamento del quorum dal 25% (massimo previsto dalla legge 11/2014) al 20% (e non l’azzeramento come raccomandazione del Consiglio d’Europa), la riduzione dal 10% all’8% degli aventi diritto al voto per richiedere un referendum circoscrizionale e la riduzione dal 5% (soglia massima prevista dalla legge) al 3% degli aventi diritto al voto per la richiesta del referendum confermativo statutario.

Di seguito il dettaglio di tutti gli emendamenti che sono stati depositati e il relativo iter:

EMENDAMENTI PRESENTATI E RITIRATI NELLA SEDUTA DELL’1 DICEMBRE:

– introduzione dell’effetto vincolante per il referendum propositivo e definizione degli ambiti per il referenum consultivo (emendamento B_versione 1)

– modifica delle premesse della proposta di delibera: abrogazione della discriminazione nei confronti delle “minoranze organizzate” (emendamento 1)

– modifica delle premesse della proposta di delibera: abrogazione del riferimento alla trattazione della proposta in commissione vigilanza (emendamento 2)

– modifica delle premesse della proposta di delibera: abrogazione della dicitura che “non siano necessari ulteriori pareri” (emendamento 3)

– introduzione dell’articolo 2bis per richiamare nello Statuto i principi della Carta Europea delle Autonomie Locali (vedi anche petizione) (emendamento 4)

– introduzione nell’articolo 3 dello Statuto (Diritti di Partecipazione) del riferimento alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (emendamento 6)

– abbassamento del quorum di partecipazione dal 30% al 20% (emendamento 10)

EMENDAMENTI PRESENTATI L’1 DICEMBRE E RITIRATI IL 2 DICEMBRE – I seguenti emendamenti sono stati ritirati dopo la distribuzione del parere del segretario comunale che evidenziava alcune presunti profili di dubbia regolarità (qui le controdeduzioni dell’associazione):

– nomina di un comitato dei garanti di natura permanente, imparziale e indipendente (emendamento 7)

– possibilità riconosciuta al Consiglio di approvare il contenuto della richiesta di referendum propositivo, di proporre degli emendamenti al comitato promotore o di elaborare una controproposta da sottoporre a voto popolare insieme al quesito referendario (emendamento 8)

abrogazione del divieto di svolgere i referendum comunali in concomitanza con le altre operazioni elettorali (emendamento 9)

estensione delle materie referendabili includendo anche la materia tributaria e la materia finanziaria (emendamento A)

riduzione della soglia di raccolta firme per la richiesta del referendum confermativo statutario dal 5% al 2% degli aventi diritto al voto (emendamento C)

definizione della procedura del referendum propositivo e della conformità al diritto superiore e definizione della procedura di svolgimento del referendum confermativo sulle deliberazioni del Consiglio con l’eccezione dei provvedimenti d’urgenza (emendamento D)

EMENDAMENTI VOTATI E RESPINTI

– introduzione del referendum confermativo, rafforzamento del referendum propositivo ed eliminazione del referendum consultivo (emendamento 5)
Favorevoli (7): Bozzarelli, Bungaro, Coppola, Demattè, Negroni, Romano e Scalfi
Contrari (14): Biasioli, Coradello, Ducati, Festini, Brosa, Giuliani, Guastamacchia, Lombardo, Merler, Moranduzzo, Oliva, Osele, Postal, Tomasi e Zanetti
Astenuti (16): Andreatta, Bosetti, Bridi, Brugnara, Calza, Castelli, Franzoia, Gilmozzi, Maestranzi, Pattini, Robol, Salizzoni, Serra, Stanchina, Uez e Zalla

– introduzione dell‘effetto vincolante: in caso il quesito venga validamento approvato dagli elettori, il Sindaco, con decreto da assumere entro cinque giorni dalla proclamazione dei risultati dichiara l’entrata in vigore dell’atto referendario e ne dispone la pubblicazione nelle forme e nei modi previsti dalla legge (emendamento Bemendamento riformulato in aula).
Favorevoli (13): Bridi, Bungaro, Coppola, Coradello, Demattè, Guastamacchia, Merler, Negroni, Oliva, Romano, Salizzoni, Scalfi e Tomasi
Contrari (3): Festini, Brosa, Giuliani e Zanetti
Astenuti (15): Andreatta, Biasioli, Bosetti, Brugnara, Calza, Castelli, Ducati, Franzoia, Lombardo, Pattini, Robol, Serra, Stanchina, Uez e Zalla

EMENDAMENTI VOTATI E APPROVATI

riduzione quorum al 20%, riduzione soglia firme per referendum confermativo statutario al 3% e riduzione soglia firme per referendum circoscrizionali all’8% (emendamento C1)
Voto favorevole all’unanimità

Qui il riassunto dei tabulati delle operazioni di voto.

Presentazione degli emendamenti da parte della consigliera Marianna Demattè:

Videoregistrazione integrale delle sedute:
1 dicembre 2015 (discussione generale e presentazione degli ordini del giorno)
2 dicembre 2015 (discussione ordini del giorno ed emendamenti e votazioni finali)

Rassegna stampa:
20151202_democrazia diretta_ore contate 20151202_consultazione quorum piu basso 20151202_referendum anche nei quartieri 20151201_dem diretta_sfida sulle regole

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2 thoughts on “Statuto comunale di Trento. Ritirati gli emendamenti migliorativi, bocciato l’emendamento per rendere vincolante l’esito referendario

  1. Un lavoro faticosissimo che qualche risultato lo ha portato.
    Diciamo chiaramente che se fosse passato tutto saremo diventati IMMEDIATAMENTE la Svizzera di Italia.
    Il brutto è che la gente pensa sia una cosa noiosa di cui parlare, ma che sarebbe una cosa bellissima. Pazienza, di è gettato il sasso, vediamo se ci possono essere risultati.
    Io sono a Gardolo, per fare un referendum ho bisogno di raccogliere quasi 1500 firme.
    Non demordo.anche se la salita è faticosa

    Mi piace

  2. Pingback: La cronostoria della proposta di modifica dello Statuto di Trento | Più Democrazia in Trentino

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