La posizione dei consiglieri in vista della seduta del 17 giugno

Scusi_lei_è_favorevole_o_contrarioMartedì 17 giugno a partire dalle 15:30 il disegno di legge di iniziativa popolare 1/XV sarà esaminato dalla commissione legislativa competente. Allo stato attuale, salvo decisioni improvvise, si tratta dell’ultima seduta in programma prima della conferenza di informazione del 1 luglio e della votazione finale in aula che avrà luogo nella sessione del 15-16-17 luglio.

Dopo 24 mesi dal deposito delle 4000 firme a sostegno dell’iniziativa, pochi consiglieri provinciali hanno preso una posizione pubblica sui singoli punti contenuti nella proposta popolare. Gli unici consiglieri a rispondere per iscritto alle domande del comitato furono Luca ZeniRodolfo Borga nella scorsa legislatura e Diego Mosna in quella attuale.

Alcuni rappresentanti hanno tuttavia espresso un’opinione piuttosto netta sui pilastri del testo di legge. Nella fattispecie, in una serie di vedointerviste condotte dal membro del comitato Paolo Michelotto, l’assessore alla Sanità Donata Borgonovo Re e i consiglieri Alessio ManicaFilippo Degasperi hanno dichiarato senza mezzi termini di essere favorevoli all’abolizione del quorum e al rafforzamento degli strumenti referendari. In particolare, secondo il consigliere Manica, solo a seguito di un improbabile eccesso di partecipazione e ad un abuso dell’istituto si potrebbe pensare di intervenire con norme restrittive. In un momento storico come quello vigente il problema è infatti l’opposto ovvero quello di creare le condizioni affinchè i cittadini utilizzino degli strumenti messi a loro disposizione.

Anche la consigliera Violetta Plotegher, sottoscrivedo l’iniziativa popolare nell’estate del 2012, dimostrò attenzione per le istanze sollevate dai cittadini mentre Manuela Bottamedi, pur non avendo risposto puntualmente alle domande del comitato, ha espresso in più occasioni il suo appoggio all’iniziativa sottolineando come il M5S abbia inserito integralmente la proposta del comitato nel programma di legislatura.

Inoltre, se da una parte nell’aprile del 2013 nel corso del dibattito Quorum o non quorum organizzato dall’UDU presso la facoltà di sociologia,Claudio Civettini si espresse a favore dell’eliminazione del quorum. Dall’altra, il 29 gennaio scorso in Prima commissione, anche il suo compagno di partito Maurizio Fugatti dichiarò espressamente di essere favorevole all’abolizione dello stesso e simultaneamente al mantenimento della soglia di 8000 firme per la richiesta di una votazione popolare.

Nella medesima seduta Walter KaswalderMarino Simoni espressero considerazioni in linea con l’esponente della Lega mentre Mattia Civico dichiarò una blanda apertura e il bisogno di approfondire la conoscenza della materia.

Il programma di Progetto Trentino sancisce invece a chiare lettere il sistema di democrazia diretta vigente in Svizzera come modello di riferimento. Il referendum confermativo, il referendum propositivo con la previsione della possibilità da parte del governo di mettere ai voti una controproposta in alternativa a quella dei cittadini e ovviamente l’assenza del quorum sono gli elementi che caratterizzano sia l’impianto democratico svizzero che i propositi di Più Democrazia in Trentino. Per questa ragione, per lo meno in linea di principio, tutti i consiglieri di Progetto Trentino potrebbero essere a favorevoli all’iniziativa popolare.

Infine, nell’attesa di un vertice di maggioranza, il Presidente Ugo Rossi ha posto un veto sulla possibilità di riforma della legge in senso partecipativo mettendo in dubbio perfino le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, l’organo internazionale più autorevole per quanto riguarda le riforme istituzionali e lo sviluppo democratico degli stati e dell’ordinamento dei loro enti locali. Tuttavia, poichè nel programma della coalizione di centro sinistra non vi è alcun impegno in relazione agli strumenti di democrazia diretta, l’ipotesi più plausibile, nonchè auspicabile, è che i consiglieri possano esprimere liberamente la loro posizione nel merito delle proposte e non debbano votare aprioristicamente contro l’iniziativa popolare.

Ecco uno schema che, sulla base delle interviste e delle dichiarazioni pubbliche elencate sopra, riassume la posizione dei consiglieri sui punti qualificanti del disegno di legge.
schema
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