Consulta per lo Statuto di autonomia: lettera aperta a Dorigatti

dorigatti_SPS_ACLI_Piu DemocraziaGentile Presidente Dorigatti,

a nome delle 3 Associazioni desidero innanzitutto ringraziarLa per l’accoglienza che ci ha riservata mercoledì scorso.

Rendersi disponibile al dialogo è testimonianza concreta della Sua volontà di aprire al confronto con la società civile che manifesta interesse al percorso che porterà alla riscrittura del nostro Statuto di Autonomia.

Riteniamo che le proposte operative contenute nelle lettera presentata possano contribuire ad esercitare quella capacità di sguardo laterale che sarebbe utile per costruire un percorso innovativo che coinvolga il più possibile i cittadini nel progetto della Costituente.

Parlando insieme abbiamo peraltro percepito la presenza di una sorta di spazio tra la Consulta e la Società civile, uno spazio che potrebbe essere abitato da un’entità che faciliti lo scambio e l’informazione – o che in qualche modo funga da raccordo.

Riteniamo interessante questa riflessione e ne parleremo fra noi Associazioni con l’obiettivo di formulare un’ipotesi operativa.

Come convenuto, trasmetto in allegato il formato digitale della lettera aperta che è stata oggetto della nostra chiacchierata – sarà mia cura inoltrare anche ai Capigruppo del Consiglio Provinciale.

Grazie per l’attenzione

Daniela Filbier – per conto di ACLI/SPS/Più Democrazia in Trentino

* * * * *
Alla stampa

Genitili signori,

trasmetto in allegato lo scritto che qualche giorno fa le 3 Associazioni – ACLI Trentine, Scuola di Preparazione Sociale, Più Democrazia in Trentino – hanno illustrato di persona al Presidente del Consiglio Dorigatti e successivamente trasmesso ai Capigruppo del Consiglio.

Con questa lettera aperta le 3 Associazioni intendono contribuire concretamente al percorso che conduce alla riscrittura dello Statuto speciale.

Un contributo che non si esurisce nella richiesta di essere rappresentate nella Consulta, ma si concretizza in proposte operative volte a favorire la partecipazione dei cittadini a questo percorso.

Siamo convinti che questa sfida, seppur avviata con difficoltà e imperfetta, costitusca una preziosa opportunità per iniziare a fare una politica diversa, innovativa e autenticamente inclusiva.

Questo momento storico richiede il coraggio di abbandonare liturgie sorpassate per sperimentare modi diversi di fare comunità.

Le 3 Associazioni hanno formulato alcune proposte concrete – altre ne seguiranno.

Confidiamo che questa iniziativa trovi adeguato spazio mediatico.

Grazie sin d’ora

* * * * *
Lettera aperta al Presidente del Consiglio Provinciale

Bruno DORIGATTI

E per conoscenza
Ai Capigruppo Consiliari

Trento, 2 marzo 2016

Oggetto: Proposte per un metodo di lavoro della Consulta per lo Statuto speciale

Gentile Presidente,

a qualche settimana di distanza dalla nostra precedente lettera, nella quale abbiamo portato alla Sua attenzione la richiesta delle 3 Associazioni scriventi di essere rappresentate nella costituenda Consulta per il nuovo Statuto, torniamo a rivolgerci a Lei con l’obiettivo di fornire ulteriori elementi e suggerimenti costruttivi che riteniamo potrebbero qualificare il percorso tracciato. Lo facciamo mossi dalla volontà di contribuire affinché i lavori della Consulta si svolgano all’insegna della trasparenza e della pluralità, principi cardine di qualsiasi processo partecipativo.

  • assicurare che tutti i gruppi consiliari siano rappresentati
    L’Autonomia è di tutti, come peraltro qualsiasi Costituzione. Ciascuna forza politica ha diritto di eguale rappresentanza.
  • optare per un Presidente laico, che sia espressione delle minoranze – non necessariamente quelle consiliari.
    Il percorso che condurrà alla riscrittura dello Statuto purtroppo è nato con un difetto congenito in tal senso. Sarebbe un atto politicamente molto significativo se la guida della Consulta fosse affidata a un/una componente largamente riconosciuto come “terzo”. Una persona dalla reputazione cristallina, non in conflitto di interessi, con comprovate competenze relazionali e adeguate conoscenze di contesto.
    Una siffatta scelta sarebbe vissuta dai più, in primis dai cittadini, come un atto molto coraggioso, il segno concreto della volontà  del cosiddetto “Palazzo” di includere e coinvolgere. Probabile che anche in seno al Consiglio provinciale gli animi potrebbero rasserenarsi. Stesso dicasi per la componente altoatesina del Consiglio Regionale, che apprezzerebbe questo inaspettato scatto in avanti.
  • Definire i criteri per la selezione dei componenti della Consulta
    E’ fondamentale definire ex ante in base a quali criteri i componenti “non politici” saranno designati. Proponiamo di vincolare l’ingresso nella Consulta alla produzione, da parte degli aspiranti componenti, di una dichiarazione di intenti in cui sia compresa una presentazione del profilo del soggetto, le sue proposte di lavoro e le indicazioni programmatiche.
    Qualsiasi sospetto di cooptazione sarebbe fugato e la Consulta risulterebbe maggiormente legittimata.
    L’intero processo dovrà essere reso pubblico e accessibile (cfr. punto successivo).
  • Creare una piattaforma web dedicata al percorso della Consulta
    E’ fondamentale, per assicurare appunto la necessaria trasparenza e favorire la partecipazione, mettere a disposizione un’Agorà sul web, così come ha già fatto Bolzano.
    Sul web dovranno essere pubblicati sistematicamente tutti i resoconti, i contributi e gli  accadimenti relativi ai lavori della Consulta – e naturalmente i profili e gli intenti dichiarati dai componenti selezionati.
    Dovranno inoltre essere messi a disposizione tutti i materiali sino ad oggi prodotti sul tema dai numerosi Gruppi di lavoro attivati e dagli esperti che hanno affiancato la Provincia/Regione negli anni.
    Torna nuovamente il principio di trasparenza e di libero accesso ai dati, presupposto indispensabile per una partecipazione di qualità: chiunque sia interessato a capire e/o voglia contribuire ai lavori della Consulta ha diritto di disporre di tutte le informazioni esistenti.
    Bene sarebbe se riuscissimo ad ottenere dai nostri fratelli altoatesini l’architettura di base della loro soluzione; sarebbe di grande aiuto e ci consentirebbe di recuperare un po’ di tempo (e risparmiare denaro). Già affrontiamo la sfida della riscrittura dello Statuto da separati in casa: perché non tentare da subito una conciliazione almeno su base operativa?
  • Includere i nuovi cittadini, che sono le nuove minoranze
    Ora più che mai è indispensabile fare spazio alle nuove minoranze nella Consulta per lo Statuto. Sollecitiamo una Sua riflessione a questo proposito, partendo dai dati numerici, passando per la difficile situazione in cui l’Europa (e il Trentino) versa oggi a fronte delle migrazioni in atto, sino ad arrivare a guardare al futuro di questa nostra Terra.
    Sui numeri: già oggi gli stranieri rappresentano una percentuale significativa della popolazione trentina, senza tuttavia godere di alcun diritto politico. Pensiamo sia utile e opportuno procedere come se non fosse così?
    Sul contesto globale: si alzano i muri e si chiudono i confini. Tutti noi siamo preoccupati, un  turbamento che ha il sapore dell’impotenza e il retrogusto della paura. E la paura non è un buon viatico Presidente. Parliamo di accoglienza, di integrazione, di umanità.
    Ebbene, proviamo a tradurre questi ottimi propositi e sentimenti in azioni concrete.
    Sul futuro: i modi per intendere l’Autonomia sono molteplici. Senza entrare in un dibattito sul merito in questo momento, pensiamo sia particolarmente interessante riflettere su come immaginiamo il futuro.
    Questo è l’esercizio che riteniamo più prezioso, i tecnicismi finanziari e giuridici arrivano dopo – e di esperti che sapranno farlo egregiamente non difettiamo per certo.
    Quindi: ricordare da dove veniamo e come siamo giunti sino a qui e poi interrogarci su cosa desideriamo essere tra 10, 20 o 50 anni. Immaginarci proiettati nel Trentino del 2050 e chiederci chi saremo, come vivremo;  come vorremmo essere e come vorremmo vivere. Perché se è vero, come è vero, che l’identità di un popolo affonda le proprie radici nella storia, altrettanto vero è che l’identità non è dato immutabile. La si può ri-modellare, senza tradire la storia, ma condividendo con tutti coloro che abitano questa nostra Terra una visione di futuro.

Ci auguriamo Lei colga lo spirito costruttivo delle riflessioni che proponiamo e intenda recepire i nostri suggerimenti.
Siamo più che disponibili a un confronto, se vorrà.

Restiamo in attesa di una Sua comunicazione.

Con osservanza

in rappresentanza delle associazioni
tre presidenti

RISPOSTA DEL PRESIDENTE DORIGATTI – 30 MARZO 2016

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8 thoughts on “Consulta per lo Statuto di autonomia: lettera aperta a Dorigatti

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  2. faccio pa rte del Forum dei 100 a Bolzano e non comprendo come si possano fare due convegni per trovare la soluzione per la riforma dell’Autonomia regione Trentino Alto Adige. Così come è proposta lìtaliani a Bolzano hanno ben poco da dire, ma ci faremo valere, Penso che sarebbe molto importante che qualcuno di -Trento partecipasse a Bolzano visto che Trento è capoluogo dell’Alto Adige e dovrebbe sostenere di più gli italiani nella provincia di Bolzano che, non ho capito per quale motivo, devono essere la minornza in Italia, Se sono informata bene Se si avesse solo la Regione Trentino Alto Adige la maggioranza sarebbe di lingua italiana e propongo che lo -statuto dell*Autonomia sia regolata dalla Regione Trentino Alto Adige e questa decida poi le competenze da dare alle Province, cosí sarbbero tutelati di piú quelli del gruppo linguistico italiano.a Bolzano…

    Liked by 1 persona

    • Lei ha proprio ragione Rita, secondo me naturalmente. Il percorso di riscrittura dello Statuto di Autonomia avrebbe dovuto essere fatto insieme dalle 2 Province – Trento e Bolzano. Purtroppo così non è stato, per responsabilità di chi ci governa, di chi da molto tempo ha lasciato che la Regione Trentino Alto Adige Suedtirol diventasse sempre più fragile, al punto che la proposta di riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum in ottobre parla di 2 province autonome, non più di Regione. La nostra Regione è stata gradualmente svuotata di competenze ed è diventata un Ente quasi irrilevante. Per quel che può valere, noi abbiamo tentato di mettere in guardia la politica trentina, consapevoli che l’indebolimento della Regione sarebbe stato un fattore di alto rischio. Nessun risultato. A mio avviso le responsabilità sono chiare: da un lato l’Alto Adige considera il Trentino una palla al piede e guarda con favore, o perlomeno non si oppone, a spinte secessioniste di matrice conservatrice, dall’altro il Trentino dorme un lungo sonno politico dal quale non riesce a svegliarsi – totalmente succubo della SVP. Quanto Lei scrive è il pericolo che pavetavamo: il gruppo linguistico italiano (e quello ladino pure) resteranno schiacciati tra l’incudine e il martello. Che fare? Non so davvero che dirLe. L’Associazione Più Democrazia in Trentino si sta adoperando per aprire uno spiraglio (insieme alle ACLI, alla Scuola di Preparazione Sociale e presto speriamo anche le ASUC) per avere un dialogo costruttivo con le istituzioni. Ma qui la situazione è anche peggio che in Alto Adige. La nostra Consulta sarà il risultato di un’operazione alla Cencelli e non toccherà di certo i temi che Lei pone. Mi farebbe piacere Lei restasse in contatto con noi. Abbiamo amici in Alto Adige che condividono la nostra (e Sua) preoccupazione. E non ci diamo per vinti.
      Ci faccia sapere quando e dove possiamo incontrarci e conoscerci e partecipare (seppur senza titolo effettivo) almeno a una parte dei lavori che state svolgendo.
      Daniela Filbier

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      • La prego di farmi avere un suo contatto Email per poterla tener aggiornata ed invitarla a degli incontri che ho intenzione di fare….. mio indirizzo email info@ritabonora.com …. questa è una buona occasione ma dobbiamo star uniti… stanno venendo alla luce degli scandali su questo evento che potrebbero esserci favorevoli…

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