Il diritto di voto negato: milioni di cittadini esclusi da regole ferme al secolo scorso

Il sistema elettorale italiano continua a escludere, nei fatti, una parte significativa della popolazione dall’esercizio del diritto di voto. Tra cittadini fuori sede e persone con problemi di salute, cresce il fenomeno dell’astensionismo involontario, causato da regole rigide e ormai anacronistiche. Lo dimostrano, da un lato, il caso del consigliere regionale toscano Jacopo Melio, che ha denunciato le difficoltà di accesso al voto domiciliare in presenza di problemi di salute sopravvenuti, e dall’altro i dati della città di Trento, dove su 60.353 votanti sono stati nominati 394 rappresentanti di lista (0,65%), spesso utilizzati come soluzione surrettizia dai fuori sede per poter votare. Due evidenze che rafforzano la necessità urgente di riformare le modalità di voto, introducendo strumenti più accessibili e adeguati alla società contemporanea. Un tema già sollevato da Più Democrazia in Trentino con un appello alle istituzioni, che oggi si conferma più attuale che mai.

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Dal problema alla soluzione: appello alle istituzioni per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini

Decine di migliaia di cittadini esclusi dal voto non sono una statistica: sono un segnale di allarme per la qualità della nostra democrazia. A pochi giorni dal referendum costituzionale del 22-23 marzo, Più Democrazia in Trentino torna sul tema dell’astensionismo involontario, già al centro dell’analisi pubblicata il 16 marzo, con un passo ulteriore: dalla denuncia delle criticità alla proposta di soluzioni concrete.

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Libro Bianco sull’astensionismo: un lavoro dimenticato dalle istituzioni


Nel corso del Governo Conte II, la Presidenza del Consiglio dei Ministri promosse la realizzazione di un Libro Bianco sull’astensionismo, con l’obiettivo di analizzare le cause della crescente disaffezione al voto e individuare soluzioni concrete per favorire la partecipazione elettorale.

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