L’editoriale del professor Roberto Toniatti pubblicato sul Corriere del Trentino l’8 gennaio scorso rappresenta uno dei contributi più lucidi e utili emersi dopo la sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sul terzo mandato del Presidente della Provincia autonoma di Trento.
di Paolo Minotto – Segretario di Più Democrazia in Trentino
La sentenza della Corte costituzionale sul limite dei mandati del Presidente della Provincia di Trento ha confermato un dato che, per Più Democrazia in Trentino, era evidente fin dall’inizio: la rimozione del vincolo dei due mandati non poneva un problema tecnico o contingente, ma una questione strutturale di qualità democratica. Ed è proprio su questo terreno che la nostra associazione ha ritenuto doveroso intervenire, portando all’attenzione della Corte elementi informativi specifici della realtà politica e istituzionale trentina.
La pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sulla rimozione del limite dei due mandati per l’elezione del Presidente della Provincia autonoma di Trento consente una valutazione più approfondita e meno emotiva di una decisione che ha animato il dibattito pubblico negli ultimi mesi.
Con la pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Consulta sul limite dei mandati del Presidente della Provincia di Trento, emerge con chiarezza la coerenza tra il ragionamento della Corte costituzionale e le argomentazioni sviluppate da Più Democrazia in Trentino nella memoria amicus curiae ammessa nel giudizio.
Pedestrians on zebra crossing. Free public domain CC0 photo.
La petizione popolare n. 6/XVII, attualmente all’esame della Prima Commissione del Consiglio provinciale, chiede di introdurre anche in Trentino la possibilità di sottoscrivere digitalmente referendum, iniziative popolari e liste elettorali provinciali. Si tratta di una proposta che non solo modernizza le procedure democratiche, ma che può contribuire ad ampliare la partecipazione e a rafforzare il legame tra la nostra comunità e i molti trentini che vivono, studiano o lavorano lontano dalla provincia.
* lettera pubblicata sul quotidiano L’Adige il 19 novembre 2025 di Alex Marini e Stefano Longano
Abbiamo letto con curiosità l’intervento dell’assessore provinciale e segretario del PATT Simone Marchiori apparso su L’Adige il 15 novembre. Alcune affermazioni meritano però una puntualizzazione, nell’interesse di un dibattito pubblico serio e trasparente. Marchiori sostiene che le osservazioni del prof. Cosulich “assumono particolare rilievo”.
Con il comunicato del 6 novembre 2025, la Corte Costituzionale ha annunciato la sua decisione sul ricorso del Governo contro la legge provinciale che consentiva al Presidente della Provincia autonoma di Trento di ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo. La Corte ha ritenuto illegittima la norma, confermando che il divieto del terzo mandato costituisce un principio generale dell’ordinamento della Repubblica, vincolante anche per le autonomie speciali.
Oggi, 5 novembre 2025, la Corte Costituzionale ha discusso in udienza pubblica il ricorso n. 21/2025, promosso dal Governo contro la Provincia autonoma di Trento, in merito alla legge provinciale che consente il terzo mandato consecutivo per il Presidente della Provincia. Un confronto di grande rilievo politico e giuridico (video a piè di pagina), che tocca il cuore del rapporto tra autonomia speciale e principi democratici fondamentali, in particolare quello dell’alternanza al potere.
Domani, 5 novembre 2025, la Corte Costituzionale discuterà il ricorso di legittimità costituzionale promosso dal Governo contro la legge della Provincia autonoma di Trento che consente al Presidente della Provincia di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Si tratta di un contenzioso di grande rilievo politico e giuridico, che pone al centro il rapporto tra autonomia speciale e principi fondamentali della Repubblica, tra autogoverno territoriale e limiti costituzionali alla concentrazione del potere.
Su un focus del 27 – 10 – 2025 la rivista federalismi.it ha pubblicato un intervento del Prof. Cosulich, ordinario di Diritto costituzionale e pubblico presso l’Università di Trento dal titolo “Dix ans, ça suffit ? Il dilemma del terzo mandato, da Napoli a Trento, fra autonomia e uniformità”.
Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del nuovo rapporto annuale di IDEA International (Istituto Internazionale per la Democrazia e l’Assistenza Elettorale), intitolato “The Global State of Democracy 2025: Democracy on the Move”. IDEA è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1995 con sede a Stoccolma, impegnata a promuovere la democrazia sostenibile in tutto il mondo attraverso studi e rapporti.
Il 22 ottobre la Corte costituzionale ha pubblicato il ruolo delle udienze del 5 novembre 2025, includendo il ricorso n. 21/2025 promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge della Provincia autonoma di Trento che modifica l’articolo 14 della legge elettorale provinciale n. 2 del 2003, rimuovendo il limite dei due mandati consecutivi per il Presidente della Provincia.
Pubblicata su Vita Trentina – Numero 43 del 2 novembre 2025
Da molti anni mi capita di osservare con una certa amarezza, anche nella nostra autonomia, una prassi politica che percepisco più come lotta fra comitati d’affari che non vera lotta fra idee, ideali o ideologie diverse.
In attesa dell’incontro di presentazione al pubblico programmato per giovedì 23 ottobre a Borgo Valsugana, lunedì 20 ottobre, a Trento, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della memoria amicus curiae depositata da Più Democrazia in Trentino nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Governo contro la legge provinciale che elimina il limite dei due mandati consecutivi per il Presidente della Provincia. L’incontro, introdotto dal presidente Alex Marini, ha visto la partecipazione del prof. Lorenzo Spadacini (Università di Brescia), dell’avv. Rosa Rizzi (già componente della Commissione dei 12) e del dott. Stefano Longano, co-estensore della memoria.
Dopo il ricorso promosso dal Governo contro la legge provinciale che rimuove il limite dei due mandati consecutivi per consentire la rielezione fino a un terzo mandato del Presidente della Provincia di Trento, prosegue il percorso del giudizio davanti alla Corte Costituzionale.
Il 1° ottobre scorso sono intervenuto in Prima Commissione, a nome dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per inquadrare la petizione petizione popolare provinciale n. 6/XVII“Previsione di sottoscrizioni digitali in materia elettorale e referendaria”presentata dal primo firmatario e segretario dell’associazione Paolo Minotto in una prospettiva più ampia: quella di una democrazia moderna, digitale e realmente partecipata. La questione non riguarda solo un aspetto tecnico, ma il modo in cui intendiamo garantire l’effettività dei diritti politici e la qualità democratica della nostra Autonomia.
“[…] Nessuno, a parte qualche caso isolato, oggi si informa realmente su ciò che accade nelle aule parlamentari e nelle commissioni, o conosce le centinaia e migliaia di emendamenti presentati. Questo qualunquismo imperante è una delle cause della delegittimazione della politica, dei partiti e del Parlamento” — ha scritto recentemente Rosy Bindi su La Via Libera, affermando una scomoda verità che, calata nella quotidianità, vale anche per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e per il dibattito parlamentare sullo Statuto di autonomia, svoltosi martedì 7 ottobre alla Camera dei Deputati.
Oltre il dibattito sul governo della provincia: perché i nostri comuni meritano più autonomia
Spesso, quando si parla di autonomia in Trentino, il dibattito si concentra principalmente sul rapporto tra le Province e lo Stato. Ma c’è un’altra questione fondamentale che rischia di passare in secondo piano: quella dell’autonomia dei nostri comuni.