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Informazioni su Alex Marini

Presidente dell'associazione APS Più Democrazia in Trentino

Appuntamenti sulla democrazia diretta: 4 e 5 dicembre

Questa sarà una settimana decisiva per le iniziative popolari lanciate per favorire la democrazia diretta in Trentino. I consigli comunali dei due maggiori centri urbani della provincia, Trento e Rovereto, avranno infatti modo di adeguare i propri statuti e regolamenti ai livelli di quelli delle democrazie occidentali più sviluppate.Piu Democrazia a RoveretoIl primo appuntamento sarà in Consiglio Comunale a Trento dove il giorno 4 dicembre alle ore 18.00 i rappresentanti dei partiti politici locali discuteranno l’iniziativa sottoscritta da 1900 liberi cittadini, Quorum Zero Trento. Precedentemente Matteo Rigotti e Gianni Ceri, oltre ad aver redatto la proposta e aver organizzato la campagna raccolta firme, avevano illustrato i contenuti all’interno della commissione trasparenza.

Lo scopo dell’eliminazione del quorum è essenzialmente quello di facilitare la partecipazione. La notizia positiva è che il Consiglio sembra essere orientato all’eliminazione. Purtroppo in contrasto con tale apertura, è emersa l’intenzione da parte degli esponenti dei partiti di maggioranza di aumentare il numero minimo di firme per poter presentare un’iniziativa referendaria. In questo modo si introdurrebbe un ostacolo di diverso tipo al coinvolgimento effettivo dei cittadini.

Il secondo appuntamento avrà luogo il 5 dicembre alle 20.30 presso l’Urban Center di Rovereto con un dibattito pubblico su Quorum Zero Rovereto. L’incontro è stato organizzato su sollecitazione del consigliere dei Verdi, Mauro Previdi, al fine di confrontarsi liberamente sul tema della democrazia diretta. Paolo Michelotto, uno dei promotori dell’iniziativa nonché membro di Più Democrazia in Trentino, parteciperà all’incontro.

Michelotto argomenterà a favore dell’opportunità e della necessità di una maggiore partecipazione dei cittadini mentre Fabrizio Gerola cercherà un esperto per confutare tale tesi e per sostenere che i cittadini debbano invece essere rappresentati e guidati esclusivamente dalla suprema autorità degli eletti. Presumibilmente, nelle settimane successive al dibattito anche il Consiglio Comunale di Rovereto si pronuncerà sulla questione.

Infine, per sostenere l’iniziativa popolare provinciale verso la metà di novembre il comitato di Più Democrazia ha inviato ai consiglieri provinciali una copia ciascuno della Guida alla Democrazia Diretta di Bruno Kaufmann, Rolf Büchi e Nadja Braun. La pubblicazione ci è stata gentilmente messa a disposizione da Presenza del dipartimento degli affari esteri della Confederazione Elvetica ed è stata inviata con in allegato una Lettera di presentazione.

Il pensiero non è passato inosservato tant’è che anche il Presidente dalla Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, ci ha inviato una risposta di ringraziamento. E’ stato un messaggio breve ma cordiale, che ci segnala come le proposte per democratizzare il Trentino abbiano un grande potenziale di essere realizzate.

Con l’introduzione di adeguati strumenti di democrazia diretta a diversi livelli amministrativi l’opinione ed il voto dei cittadini possono avere un valore nelle scelte che li riguardano. Siamo di fronte ad un’occasione storica per il Trentino: più Democrazia e più coscienza civile per l’Autonomia.

Intervista a Thomas Benedikter

Thomas Benedikter è ricercatore economico-sociale nonché collaboratore della Accademia Europea di Bolzano EURAC e sostenitore di “Iniziativa per più democrazia” di Bolzano. E’ inoltre autore di varie pubblicazioni sulla democrazia diretta come indicato in un elenco a piè di pagina. Di seguito riportiamo l’intervista che ci ha gentilmente concesso.

Quali sono a tuo avviso i punti più significativi e quelli più innovativi del ddl presentato dal comitato di Più Democrazia in Trentino?
La vostra proposta di legge riprende principalmente le nostre proposte di Più democrazia di Bolzano, sviluppate durante gli ultimi anni e portate a referendum propositivo nel 2009, e lo integra con alcuni elementi ed istituti interessanti ed originali. L’istituto dei pritani potrebbe avere un ruolo di integrazione degli strumenti tradizionali della DD. L’istituto del recall nella forma della sfiducia al Presidente della Provincia potrebbe semmai imporsi nel caso in cui questo fosse eletto direttamente dal popolo. Fin quando è il Consiglio provinciale a votarlo, come è il caso tuttora in Alto Adige, fiducia e sfiducia dovrebbero competere allo stesso organo, cioè alla rappresentanza politica.
Molto ben elaborate sono le norme sull’esercizio elettronico della DD, un concetto di e-democracy che va continuamente ampliato. In merito all’iniziativa popolare bisognerebbe precisare che occorre prevedere di andare alla votazione nel caso in cui il Consiglio provinciale non accettasse la sostanza della proposta dei cittadini, ma comunque deve spettare ai promotori giudicare quando una proposta non soddisfa le loro richieste.
Nella vostra pdl ci sono tutti e tre gli strumenti referendari principali, ma non si parla del referendum statutario. Tuttavia, tutto sommato una proposta di legge ben ragionata, comprensiva degli elementi essenziali. La legge elettorale andrebbe però elaborata distintamente.

Noi abbiamo pensato all’istituto dei pritani per esprimere un parere su situazioni dove il governo locale ha un potere assoluto. In alcuni casi abusa di tale potere senza perseguire il bene comune (es. legge elettorale, nomine di personaggi senza le necessarie competenze in ruoli di interesse pubblico, gestione di società controllate e/o partecipate etc.). Qual è la tua opinione riguardo ai consigli di cittadini estratti a sorte?
Per la legge elettorale e la legge sulla democrazia diretta mi sembra che dovrebbero esserci anche gli strumenti referendari disponibili ai cittadini; per le altre competenze menzionate nella domanda i pritani possono essere utili, senza dubbio.

La proposta di Più Democrazia in Trentino si è ispirata esplicitamente a quella di Mehr Demokratie di Bolzano, tuttavia è arrivata ad un risultato diverso sia da un punto di vista dei contenuti che della forma, hai maturato un giudizio a riguardo?
È legittimo trovare soluzioni specifiche per ogni provincia autonoma o regione autonoma. L’Alto Adige, per esempio, ha questa specificità etnolinguistica, non elegge il Presidente della Provincia direttamente. In ogni caso entrambe le Province sono sottoposte allo stesso Statuto di autonomia, che prevede la possibilità di legiferare sulla forma di governo in maniera autonoma, ma non prevede l’iniziativa popolare in questa materia. Sicuramente una lacuna da colmare. Inoltre nello Statuto manca tutta una serie di altre forme e meccanismi di partecipazione popolare alla politica. Nella prossima riforma dello Statuto di autonomia occorre perciò puntare su un miglioramento significativo di questa dimensione della nostra autonomia.

In Alto Adige i comuni senza o con bassissima percentuale di quorum di partecipazione allo stato attuale sono una decina (Ortisei, La Valle, Cortaccia, Fiè, San Candido, Verano, Varna, Lana, Dobbiaco, Terento, etc.). In termini percentuali questo significa che circa un comune su dieci ha adottato optato per un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella gestione del potere locale. A cosa è dovuta questa accelerazione rispetto al resto d’Italia, Trentino incluso?
Sicuramente questo fatto è dovuto alla sensibilizzazione di tanti cittadini e amministratori comunali sul funzionamento della DD e sull’effetto nefasto del quorum di partecipazione. In tantissimi i sudtirolesi hanno capito che, se vogliamo promuovere la partecipazione dei cittadini, dobbiamo accettare il principio “Chi va a votare decide, chi sta a casa, lascia la decisione agli altri”. Il quorum e altre angherie amministrative (tipo di raccolta delle firme, iter per arrivare alla votazione, soglie di firme ecc.) continuano a frenare l’interesse dei cittadini. Non solo parecchi consigli comunali sono disposti ad aperture, ma la stessa SVP nella sua proposta di legge provinciale sulla DD si è congedata dal quorum. Dall’altra parte la SVP, che governa 109 su 116 comuni, è ancora molto restía ad un regolamento avanzato e citizen-friendly dei diritti referendari a livello comunale.

Oltre che di democrazia diretta ti occupi di minoranze etniche. Il libro “Europe ethnic mosaic” ne è la testimonianza più evidente. In molti, soprattutto fra coloro che potrebbero essere definiti intellettuali di sinistra, ritengono che i referendum siano una minaccia per le minoranze poiché una maggioranza semplice potrebbe ledere i loro diritti. Qual è il tuo pensiero riguardo ad affermazioni di questo tipo?
Infatti, strumenti referendari che nel loro regolamento non tengono conto l’eventuale presenza di minoranze etnolinguistica o religiose, possono accentuare questo rischio. È questo uno dei motivi centrali per cui in Macedonia la forte minoranza albanese si è opposta ad un rafforzamento della DD a livello nazionale, e come esempio più vicino, tantissimi italiani dell’Alto Adige continuano a nutrire il sospetto che una DD ben evoluta possa andare a scapito della minoranza numerica del gruppo italiano (26% della popolazione). Ma di fatto dipende dall’ordinamento costituzionale o statutario e dal regolamento specifico degli strumenti referendari. Per la Svizzera, paese con 4 gruppi linguistici, la prassi di DD che dura da 140 anni, ha mai portato a seri conflitti fra i 4 gruppi, sia perché questioni linguistiche vengono sollevate molto raramente sia perché nel federalismo svizzero i diritti linguistici sono ben radicati (vedi il mio saggio, Direct Democracy and linguistic minorities in Switzerland and South Tyrol – A comparison, qui allegato, uscito nel 2011 su EDAP dell’EURAC di Bolzano).
In Alto Adige/Sudtirolo l’Iniziativa per più democrazia nella sua proposta di legge ha previsto un meccanismo di “doppia maggioranza” riferita alla caratteristica della popolazione a livello comunale), nel caso in cui venissero portati al voto referendario questioni “etnicamente sensibili”. Comunque, il problema si risolve istituendo a livello statutario costituzionali forti per le minoranze etnolinguistiche come pure quelle religiose, non referendabili. A livello regionale in Italia possono essere portate a referendum solo questioni di competenza regionale o provinciale.

La strada per incrementare i diritti politici dei cittadini è lunga e tortuosa, non si tratta solo di ridistribuire il potere ai cittadini ma anche di ricostruire un nuovo spirito civico che sembra smarrito, a tuo avviso quali obiettivi sono raggiungibile nel breve periodo?
Inanzitutto occorre creare più informazione e conoscenza sul funzionamento di un sistema di DD ben evoluto. Niente di rivoluzionario, perché anche nei paesi con lunga tradizione di DD, sono sempre i governi e i parlamenti a prendere il 99% delle decisioni. Inoltre, in quelle realtà non necessariamente osserviamo una politica solo più progressista, o solo liberale o solo conservatrice. Gli strumenti referendari servono come specchio per le posizioni presenti nell’elettorato rispetto problemi concreti specifici, un servizio che le elezioni non possono sortire. Più potere in mano ai cittadini è la forma semplice, ma efficace percreare spirito civico. Più deleghe ai politici, assenza di diritti partecipativi e di controllo portano a più menefreghismo e frustrazione. Ciò è comprovato da varie ricerche scientifiche in vari paesi, ma anche dove il potere politico è fortemente decentralizzato (stati federali, autonomie regionali). La nostra autonomia regionale-provinciale in Trentino-Alto Adige ha avvicinato l’esercizio del potere alla gente, perché riesce a controllare e responsabilizzare i propri rappresentanti. Ma questo va integrato con una gamma più completa possibile di diritti referendari. Non è un compito troppo difficile, tant’è vero ch ein Sudtirolo il 45% degli elettori del gruppo tedesco l’hanno avvallato votando SI alla nostra proposta di legge nel referendum del 2009. È la scarsa partecipazione del gruppo italiano, dovuta a vari timori e una clamorosa disinformazione, alla farci mancare il quorum (il 40%).

PUBBLICAZIONI

  • Più democrazia per l’Europa (Edizioni ARCA, 2010)

  • Mehr direkte Demokratie in die italienische Verfassung! (Campagna nazionale Quorum zero e più democrazia, 2012

  • Europe’s Ethnic Mosaic – A Short Guide to Minority Rights in Europe (EURAC 2008)

  • Più potere ai cittadini (Edizioni SONDA, 2008)

  • Modern Autonomy Systems (EURAC Bolzano 2010, su: http://www.gfbv.at) e Moderne Autonomiesysteme (Bolzano 2012)

  • Introduzione poco riverente nel mondo dei sudtirolesi (Edizioni ARCA, 2012)

  • Il groviglio del Kashmir (Ed. Frilli, Genova, 2006)

  • Il dramma del Kosovo (Ed. DATANEWS, Roma 1998)

  • Krieg im Himalaya (Ed. LIT, Berlino 2003)

  • Linguistic Minorities in India (Ed. LIT Berlino 2009)

  • Solving Ethnic Conflict through Self-Government (sull’Internet. ed. EURAC Bolzano)

  • Direct Democracy and linguistic minorities in Switzerland and South Tyrol – A comparison, 2011 su EDAP dell’EURAC Bolzano – CLICK PER SCARICARE ALLEGATO

L’arte e la politica secondo Sybille Tezzele

Oggi abbiamo avuto l’occasione di intervistare Sybille Tezzele, la quale, tra le altre cose, ci ha raccontato di vivere un periodo emozionante poiché in Alto Adige hanno iniziato a discutere e scrivere un ddl per una nuova legge elettorale che lei definisce “superinnovativa e fantastica … che i partiti non accetteranno mai ma che potrà essere utile ai nostri figli e nipoti…”. In Alto Adige hanno infatti l’intenzione di proporre questo nuovo ddl come iniziativa popolare insieme e di iniziare una nuova raccolta firme per il referendum confermativo sulla legge in tema di (anti)democrazia diretta imposta dalla SVP. Ecco l’intervista!

Nel tuo blog affermi di essere affascinata dall’idea della scultura sociale secondo Joseph Beuys, il quale teorizzava la funzione sociale, culturale e politica dell’arte per trasformare la società. Ci puoi raccontare come è nata la tua passione per l’arte ma soprattutto l’arte con finalità civiche se così si può dire?
Grazie a mio padre che si occupava di calligrafia, serigrafia e grafica, a casa nostra c’erano sempre carta, colori e matite a portata di mano. Mia madre racconta che dopo aver dormito, da piccola, ero sempre di cattivo umore e l’unico modo per farmi sorridere di nuovo era sedersi e disegnare insieme a me. E anche oggi mi rende felice la comunicazione attraverso linee e colori. Circa 20 anni fa mi sono poi “innamorata” della tecnica colori a matita su carta da pacco. Da allora non ho più smesso di colorare la carta da pacco.
Per me l’arte rappresenta una forma di preghiera, una via che porta dal mondo immaginario al mondo reale: “if you can imagine it, you can do it”. Nei miei disegni visualizzo e trasporto ciò che mi sta a cuore per avere sempre visibili le priorità e gli obiettivi, e per cercare di condividerli con altre persone: il contatto con la natura, un po’ di spiritualità e di filosofia, un pizzico di sana follia e così ovviamente anche gli argomenti sociali e politici che ritengo più importanti – democrazia, donne, ambiente, educazione…

Vista la tua appartenenza a partiti di sinistra, sei stata ispirata anche dai muralisti messicani e dal fumetto politico di Rius?
No. Il mio rapporto con i partiti poi é iniziato molto più tardi, dopo diverso tempo di impegno politico “da cittadina normale”, quando un po’ alla volta ho capito da che parte volevo stare.

Partendo magari dal bellissimo esempio di “Cosa farebbe la democrazia?” come stai sviluppando la tua arte nel quotidiano e che soddisfazioni stai cogliendo da questa attività?
Da diversi anni ho iniziato a usare i miei disegni per produrre delle stampe – poster, cartoline, flexagoni, segnalibri, francobolli, banconote – per renderli fruibili a più persone. Non mi dava molta soddisfazione organizzare delle mostre di quadri e magari vendere uno o due disegni in cornice… Invece in questo modo riesco a trasportare i miei “messaggi” in luoghi dove altrimenti non arriverebbero: nei portafogli delle persone, sulle porte dei WC (e sul frigorifero di Alex Marini e nei WC del municipio di Colonia-Köln) sulle buste della posta accanto ai francobolli “veri”.
Le soddisfazioni? Sono innanzitutto le reazioni, le riflessioni delle altre persone. Ad esempio ogni volta che “pago” con una delle mie banconote autoprodotte, nascono delle interessanti discussioni sui soldi, sul valore del denaro, sull’economia in generale ecc. O il mio disegno “La democrazia non é una poltrona” che ha ispirato il gruppo di Iniziativa Piú Democrazia di Merano a costruire un divano su rotelle e portarlo in giro per la città per attirare l’attenzione sulla raccolta firme per l’iniziativa popolare. Come dire, é un po’ la soddisfazione e la gioia di “aver acceso una luce” in qualcun altro…

Finora la tua esperienza politica è maturata su due fronti: il fronte partitico con il PD, per il quale sei stata anche consigliera comunale e membro della segreteria provinciale, e quello apartitico con l’iniziativa per la democrazia diretta altoatesina. Come hai conciliato queste due esperienze?
È stato il mio percorso stesso a conciliare tutto; é stato proprio durante l’impegno nel comitato per la democrazia diretta che ho conosciuto delle persone che erano iscritte in partiti e che davano una mano nelle raccolte firme. Da lì é nata un po’ la mia curiosità di saperne di più – ho pensato “se si impegnano per la democrazia diretta, chissà…” e così dopo un po’ ho fatto la mia prima tessera di partito, nei DS di allora. Già allora, come anche oggi nel PD, ho capito che all’interno del partito c’erano e ci sono delle sensibilità diverse rispetto all’argomento della partecipazione dei cittadini: nel partito ho incontrato compagni e compagne che come me hanno molto a cuore questo tema, e altri per i quali la democrazia diretta é un tema un po’ diciamo fastidioso, difficile. Personalmente trovo che questo scambio con diverse realtà – quella partitica e quella apartitica appunto – mi faccia bene perché mi aiuta a vedere le cose da prospettive differenti, a riflettere in maniera più ampia, a conoscere posizioni diverse. Da questo punto di vista mi sento in qualche modo privilegiata.
E soprattutto non condivido il modo di vedere le due cose come due opposti: sia nei comitati di cittadini che nei partiti vedo delle persone che si impegnano, che sognano un mondo migliore, che condividono dei valori e dei ideali nel senso di fare qualcosa di buono per l’intera società – e vedo anche quelli che usano istituzioni e gruppi per perseguire i loro interessi personali. Quello che intendo sottolineare é che stare in un partito non significa automaticamente una cosa, come stare in un comitato non significa automaticamente essere “dalla parte dei buoni”. Ah, sarebbe troppo semplice! La cosa più importante nell’impegno politico é prima di tutto essere onesti e sinceri con sé stessi, riflettere continuamente se quello che si sta facendo é giusto e coerente con i propri valori, e non aver paura di mettere in discussione le proprie convinzioni. E confrontarsi con gli altri prima di tutto da persona, con la propria storia, i propri punti di vista, i propri difetti, ed accettare gli altri con la loro storia, i loro punti di vista, i loro difetti. Solo così si riesce secondo me a superare gli ostacoli che spesso ci impediscono a costruire qualcosa di buono, insieme.

In Trentino la tendenza del PD è di essere piuttosto centralista nelle decisioni e poco orientato ad aprirsi a strumenti di democrazia diretta. Le eccezioni a questa tendenza sono sporadiche. Non essendo il PD in Alto Adige un grosso partito (con l’eccezione del Comune di Bolzano) credi che questo abbia favorito un maggiore impegno del PD altoatesino ad introdurre strumenti di democrazia diretta rispetto a quello trentino?
Il PD in Alto Adige un certo peso ce l’ha essendo il partner di coalizione in Giunta Provinciale. Penso comunque che la differenza con il Trentino sia quella che il nostro PD sta affrontando la questione da molto più tempo, grazie ai comitati che da oltre 15 anni portano avanti l’argomento della democrazia diretta. Come raccontavo sopra già dieci anni fa c’erano iscritti e simpatizzanti dei DS che si impegnavano per la democrazia diretta sia nel comitato dell’Alto Adige e che all’interno del partito hanno sempre portato avanti la questione. Sono stati organizzati anche diversi incontri fra comitato e partito (ad esempio Andreas Gross dell’IRI é stato ospite dell’assemblea provinciale del PD).
Oggi nel PD c’é un buon clima di dialogo e di confronto sulla materia, anche per merito dell’attuale segretario che fin dall’inizio si é sempre mostrato sensibile e disponibile verso la cosiddetta società civile. Anche se per il PD come partner di coalizione di una SVP abbastanza allergica alla vera partecipazione dei cittadini questo argomento certamente non é di facile gestione.
Poi soprattutto non dimentichiamo la lezione del 2009, quando in Alto Adige si sono tenuti i primi referendum provinciali propositivi con dei risultati inaspettati – di questo sviluppo all’interno della popolazione tutti i partiti devono per forza tenere conto e questo ha cambiato molto l’atteggiamento dei partiti in generale nei confronti della democrazia diretta. Se ad esempio per anni la SVP a livello provinciale ha insistito sull’importanza del quorum di partecipazione, dal 2009 in poi ha totalmente cambiato strategia ed ora é la prima a vantarsi di proporre una legge con quorum zero. Ha però trovato altre possibilità per rendere inutilizzabili gli strumenti di partecipazione. Va anche detto che all’interno della SVP stessa sull’argomento democrazia diretta ci sono diversi punti di vista: mentre la base spinge verso un chiaro miglioramento della legge in vigore, chi é alla guida del partito si comporta diversamente e penso che pagherà care le conseguenze.

La SVP finora ha dimostrato scarse capacità d’ascolto alle istanze diffuse per avere più democrazia diretta a livello provinciale. A dir poco drammatica è la loro proposta “percorso a due fasi”, che hai schematizzato nel documento allegato (vedi allegato). Credi che questo momento di crisi interna della SVP (es. le spese di Durnvalder e il caso Sel) e di crisi generale dei partiti, possa portare ad un’apertura al termine della legislatura o le corporazioni che sono l’asse portante del partito continueranno a far sentire il proprio peso a tutela degli interessi particolari?
No, con i personaggi che in questo momento sono alla guida della SVP, penso che un cambio di rotta sia proprio impossibile, e penso che l’ultima cosa che abbiano voglia di affrontare sia il disegno di legge sulla democrazia diretta – troppo grande  il rischio di trovarsi poi di fronte al referendum confermativo che potranno soltanto perdere. Credo che ancora una volta bisogna muoversi dal basso, che la popolazione stessa debba dare un messaggio forte e chiaro. Nelle condizioni di adesso la politica é paralizzata, non é in grado di compiere i cambiamenti politici e sociali che sono necessari, e sta dunque ai cittadini fare qualcosa per cambiare queste condizioni. L’unica altra alternativa che mi viene in mente sarebbe chiedere aiuto agli alieni.

Riguardo all’iniziativa di legge popolare che è stata portata nel Consiglio Provinciale di Trento, qual è il tuo giudizio? Quali sono le tue aspettative?
Oh, mi piace molto! Sono contentissima che i nostri “cugini trentini” si siano aggiunti ai tanti movimenti in tutto il mondo che si impegnano per una nuova cultura di partecipazione! Nel vostro disegno di legge ci sono alcuni aspetti interessanti che nel ddl di Iniziativa per Più Democrazia Alto Adige non erano previsti, come la raccolta elettronica di firme e il voto elettronico, e per quanto riguarda la parte sulla legge elettorale personalmente mi piace molto la mozione di sfiducia. Poco fa a Bolzano é stato dato il via ad un gruppo di lavoro all’interno di Iniziativa per Più Democrazia per formulare una nuova legge elettorale da proporre poi come iniziativa popolare, e questa é sicuramente un’idea da copiare! ;)
Non sono assolutamente una pessimista ma non riesco ad immaginare che il Consiglio Provinciale di Trento accoglierà la vostra proposta. La politica nelle istituzioni tende di solito ad essere piú lenta della realtà, dei cambiamenti e degli sviluppi che avvengono nella società. Penso che ci vuole ancora più tempo e ulteriori esperienze democratiche dirette (iniziative popolari, referendum provinciali) per rendere chiaro il messaggio, oltre a qualche cambiamento forte nel paesaggio politico stesso.
Comunque vadano le cose, i risultati della vostra iniziativa non tarderanno a farsi vedere: una società più consapevole che passo per passo scopre un nuovo modo di percepire sé stessa come soggetto attivo nella politica. D’ora in poi nulla sarà più come prima, il primo passo verso un cambiamento e un miglioramento é stato fatto!

La presentazione dell’iniziativa popolare in Prima commissione permanente

In seno alla Prima commissione permanente del Consiglio Provinciale, il giorno 6 settembre 2012 ha avuto luogo la presentazione del disegno di legge di iniziativa popolare promosso dal comitato civico Più Democrazia in Trentino. Lo scopo, gli obiettivi ed i contenuti del ddl sono stati brevemente illustrati dal primo firmatario, Alex Marini, e dai due relatori, Stefano Longano e Cristiano Zanella.
Gli interventi sono stati moderati dal presidente della commissione Renzo Anderle, il quale per l’occasione ha gentilmente concesso il tempo per un dibattito introduttivo a cui hanno preso parte alcuni dei consiglieri provinciali presenti. Insieme al ddl di iniziativa popolare sono state illustrate anche le proposte di legge consiliari di modifica alla legge attuale in tema di referendum.
I consiglieri presenti sono stati: Renzo Anderle, Rodolfo Borga, Bruno Firmani, Claudio Civettini, Dallapiccola Michele, Roberto Bombarda, Margherita Cogo e Luca Zeni.
Nel corso della seduta è stata distribuita a tutti i presenti una copia dell’opuscolo informativo edito e distribuito dalla Cancelleria della Confederazione Elvetica in coincidenza della tornata referendaria del 23 settembre 2012. Il fine è stato quello di offrire un’evidenza semplice e concreta di come, in Svizzera al contrario dell’Italia, la partecipazione alle consultazioni popolari è favorita da un’informazione precisa ed imparziale oltre che dall’assenza di quorum di partecipazione.Al termine dell’udienza, pur avendo già provveduto all’invio di una busta a tutti i Consiglieri provinciali, è stato rinnovato l’invito a partecipare all’incontro pubblico “Chi ha paura dei cittadini” con Bruno Kaufmann e Fabrizio Franchi organizzato dal comitato stesso (Registrazione e resoconti). Purtroppo in pochi hanno avuto la cortesia di rispondere e di giustificare la loro assenza. L’unico che ha aderito all’invito è stato Bruno Firmani.
La testimonianza di Kaufmann ha indubbiamente avuto più successo presso il Comitato Affari Costituzionali del Parlmento Europeoe dove è stato ascoltato nell’ambito di un’audizione in tema di democrazia diretta e partecipazione dei cittadini. In questo senso confidiamo che, quando riprenderà la discussione all’interno della Prima commissione, l’attenzione e l’impegno dei consiglieri provinciali raggiunga livelli più accettabili per lo meno per dimostrare maggiore rispetto ed attenzione alle 4.000 firme che hanno sostenuto l’iniziativa popolare.

Il protagonismo dei cittadini … e del territorio

In risposta all’articolo Animazione territoriale di Luca Paolazzi sul portale di cultura politica Politica Responsabile:

Caro Luca,

Abbiamo significativi esempi di fallimento delle politiche di sviluppo e di mancanza di controlli anche in Trentino senza dover arrivare fino a Taranto. Quando la sussidiarietà è interpretata esclusivamente come delega dai livelli più alti ai livelli più bassi solo per i compiti meno importanti e marginali, è difficile attivare un processo orizzontale fondato su collaborazione ed integrazione.

In Trentino esiste un sistema di goverment che distribuisce favori e poltrone ad un numero eccessivo di livelli amministrativi e società controllate/partecipate. Possiamo definire ciò come un sistema di governance? Sappiamo benissimo che il livello più alto decide come e quando vuole quanto spazio di manovra e libertà d’azione possono ricevere i livelli più bassi.

Tale situazione anziché generare senso civico e capitale sociale li sta distruggendo giorno dopo giorno poiché concentra potere, deresponsabilizza i cittadini, favorisce i professionisti conniventi rispetto a quelli competenti, delega funzioni inutili a soggetti con scarse capacità e spessore umano rendendo la pubblica amministrazione e di conseguenza l’economia locale meno produttive e meno performanti.

Concordo con quello che scrivi che “la sfida dei sistemi territoriali sta nella capacità di individuare idee in grado di valorizzare l’unicità di ogni territorio e di attivare, partendo dalle persone e dai loro bisogni, reti territoriali, investimenti, intelligenze e competenze”. Tale sfida però, potremo vincerla solo quando i cittadini saranno messi nella condizione di delegare i rappresentanti quando e nelle forme che ritengono opportune – non solo in occasione delle elezioni – poiché lo sviluppo è il risultato di un lavoro quotidiano che risulta dalla fiducia dei cittadini nei cittadini e nei loro rappresentanti e che origina da un processo di legittimazione costruito durevolmente attraverso decisioni condivise e partecipate.

I cittadini vanno messi nella condizione di controllare i rappresentanti e di proporre politiche, idee e soluzioni per poter dimostrare il loro senso civico. Credo che gli architravi di un autogoverno consapevole non debbano essere i tecnici, i burocrati o i rappresentanti politici, bensì i cittadini, intesi come collettività di individui dotati di conoscenza, coscienza e giudizio morale ma anche di empatia, altruismo e di un’esperienza di gioie e dolori maturate nel corso della loro vita.

Storo: un impegno per più democrazia

Presso la biblioteca di Storo venerdì 12 ottobre una quarantina di persone ha assistito con interesse all’incontro Nuovi strumenti di democrazia diretta convocato per promuovere l’iniziativa popolare provinciale del comitato Più Democrazia in Trentino e per stimolare iniziative analoghe a livello locale.Tra i presenti si sono contati cittadini di diverso orientamento politico, professione ed età che hanno confermato come il desiderio di democrazia sia trasversale alle classi sociali, al genere o ad altri parametri di classificazione della popolazione. Questa è l’ennesima dimostrazione di come la voglia di avere una voce nei processi decisionali nella gestione della cosa pubblica sia sempre presente. Quello che purtroppo è assente sono gli strumenti che consentono una reale partecipazione.
Nel corso della serata sono stati descritti gli istituti di democrazia diretta contenuti nel disegno di legge di iniziativa popolare richiamandosi agli strumenti in uso corrente nelle democrazie occidentali (es. Svizzera, USA, Canada, Australia, Francia, Germania, etc.) per rendere più comprensibile la loro potenziale applicazione nella nostra quotidianità.
Durante l’incontro – iniziato alle 9 e chiuso necessariamente a mezzanotte – c’è stato spazio anche per gli interventi dei partecipanti. I più significativi in funzione di una prossima introduzione di elementi di democrazia diretta nello statuto comunale storese sono stati indubbiamente quelli dei membri della commissione statuto, i quali hanno prospettato la volontà di una rivisitazione dello statuto e del regolamento vigenti in questa direzione.
All’incontro erano presenti fra gli altri: quattro consiglieri comunali di Storo – Luca Turinelli, Angelo Melzani, Ennio Colò e Michele Bettazza –, un ex consigliere provinciale – Remo Andreolli –, due membri della commissione statuto del Comune di Storo – Claudio Salsa ed Alessandro Zontini (1976) (alla quale appartengono peraltro gli stessi E.Colò e L.Turinelli) nonché un membro della commissione di redazione del bollettino comunale di Storo – Stefania Alessi –.

Di seguito è alcune battute raccolte da Nicola Lombardi e Stefania Giacometti, i quali si sono adoperati in prima persona per l’organizzazione della serata.

Che impressioni che avete maturato a conclusione dell’incontro?
Nicola Lombardi: “Di questi tempi la democrazia rappresentativa non se la passa molto bene, affinchè l’antipolitica non prenda il sopravvento è importante ridare ai cittadini un ruolo da protagonisti nelle scelte che riguardano la comunità; adottare strumenti di democrazia diretta può sicuramente essere un buon modo per restituire fiducia.”
Stefania Giacometti: “E’ stata una serata molto interessante, credo abbiano particolarmente colpito gli esempi di strumenti messi in atto da altre democrazie…a testimonianza che abbiamo ancora tanta strada da fare!”
Cosa ne pensate della concreta possibilità di introdurre dei miglioramenti allo Statuto del Comune di Storo?
N.L. : “Nel 2011 lo statuto del Comune di Storo è stato aggiornato e rivisto tuttavia  la parte degli strumenti di democrazia diretta non è stata implementata: manca ad esempio lo strumento del referendum consultivo;  il fatto che i consiglieri comunali presenti si siano espressi in modo favorevole rispetto all’adeguamento dello statuto con l’introduzione di alcuni strumenti di democrazia diretta, è da ritenersi un ottimo risultato, che da speranze rispetto all’adozione di questi strumenti anche a livello dei comuni trentini.”
Siete soddisfatti dell’esito della serata?
S.G. : “Molto soddisfatti, la tematica oggetto della serata poteva forse apparire tecnica o per addetti ai lavori, invece la presenza di circa quaranta cittadini ha testimoniato l’interesse rispetto agli strumenti di democrazia diretta.  Di questi tempi è raro riuscire a “tirare fuori di casa” i cittadini, visto il clima generale di disaffezione alla politica. Un grande plauso va ad Alex Marini, Stefano Longano e agli altri membri del comitato Più Democrazia, in quanto hanno saputo esporre in maniera efficace il loro disegno di legge, ed hanno anche saputo dare una panoramica di come sono applicati questi strumenti in altre democrazie a noi vicine, testimoniandone la validità.”
Credete che sia possibile fare politica al di fuori delle istituzione?
S.G. : “La serata testimonia di sì! E’ bene che, oltre alle istituzioni, ci siano anche delle iniziative spontanee e trasversali, in quanto spesso non è sufficiente essere eletti per essere rappresentativi della propria comunità, ma è necessario creare un dialogo con la stessa, anche attraverso serate come questa.”

A corredo della presentazione è stato distribuito il seguente materiale cartaceo:

Sono state inoltre suggerite le letture delle seguenti pubblicazioni – scaricabili gratuitamente dalla rete in formato pdf – per permettere ulteriori approfondimenti sia teorici che pratici:

  • Democrazia dei cittadini, di Paolo Michelotto
  • Guida alla Democrazia diretta, di B.Kaufmann, R.Büchi e N.Braun
  • Democrazia diretta, di A. Nijeober e J. Verhulst

La lettera di Nicola Lombardi al Presidente della Commissione Statuto del Comune di Storo – 30 ottobre 2012

Incontro a Storo per parlare di democrazia diretta

In collaborazione con il comitato “Più Democrazia in Trentino” è stato organizzato l’incontro pubblico:

“Nuovi strumenti di democrazia diretta”.
VENERDI’ 12 OTTOBRE – ore 20.30
c/o Biblioteca comunale di Storo

Nel corso della serata i rappresentanti del Comitato civico apartitico illustreranno il disegno di legge da loro redatto, il quale accompagnato da 4000 sottoscrizioni di elettori trentini è stato presentato al Consiglio Provinciale di Trento come legge di iniziativa popolare nel luglio scorso ed assegnato per la discussione alla Prima Commissione permanente.
Lo scopo della serata è quello di divulgare i contenuti della proposta legislativa ma soprattutto di aprire un dibattito ed un confronto su un tema cruciale per il futuro e la coesione delle comunità locali come quello della partecipazione popolare.
Gli organizzatori auspicano che l’incontro possa favorire la consapevolezza dei cittadini riguardo agli strumenti potenzialmente a loro disposizione per integrare la cosiddetta democrazia rappresentativa a tutti i livelli di governo. Auspicano inoltre che la discussione possa stimolare un maggiore coinvolgimento ed una maggiore responsabilizzazione della popolazione attraverso la formulazione di proposte concrete anche su base locale.
Ringraziamo Nicola Lombardi e Stefania Giacometti per aver dato questa opportunità al comitato di Più Democrazia in Trentino e per aver organizzato la serata.

L’incontro pubblico con Bruno Kaufmann

Sabato 8 settembre ha avuto luogo l’incontro pubblico Chi ha paura dei cittadini? I presenti erano poco più di una ventina ed hanno partecipato con entusiasmo alla discussione avviata dai proponenti dell’iniziativa popolare Più Democrazia in Trentino, dal politologo Bruno Kaufmann, dal presidente dell’ordine dei giornalisti TAA Fabrizio Franchi e dal coordinatore dell’Iniziativa di Più Democrazia di Bolzano Stephan Lausch.
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Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta. Le ragioni di Roberto Bombarda

La discussione all’interno del Consiglio Provinciale per una nuova legge sulla democrazia diretta è partita. La prima seduta si è svolta in data giovedì 6 settembre.
Nei lavori della Prima Commissione Permanente la proposta di Più Democrazia in Trentino ha avuto ed avrà il pieno appoggio del consigliere provinciale Roberto Bombarda, il quale riprendendo integralmente il testo del ddl di iniziativa popolare e ripresentandolo come ddl di iniziativa consiliare (ddl n.330/XV “Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta”), ha voluto sottolineare la sua totale condivisione al testo prodotto dal comitato e sottoscritto da più di 4000 cittadini trentini. Continua a leggere

Quorum zero a Trento, intervista a Matteo Rigotti

Matteo Rigotti è stato insieme a Gianni Ceri uno degli organizzatori dei banchetti cittadini di Trento. Oltre a contribuire alla riuscita dell’iniziativa provinciale grazie alla sua determinazione sono state raccolte migliaia di firme a sostegno dell’iniziativa nazionale e della non meno importante proposta di deliberazione comunale Quorum Zero a Trento. In particolare, per l’iniziativa comunale sono state raccolte 1.900 firme, le quali sono state consegnate al presidente del Consiglio Comunale di Trento Renato Pegoretti, in data mercoledì 5 settembre in compagnia di Gianni Ceri, Ezio Casagrande e Cristiano Zanella. Continua a leggere

Incontro pubblico con Bruno Kaufmann

L’altra politica: partecipazione e democrazia diretta
Chi ha paura dei cittadini?
Sabato 8 settembre |  09.30-12.30
Sala Rosa, Palazzo della Regione (Piazza Dante) – Trento

Il comitato Più Democrazia in Trentino promuove questo incontro formativo/informativo con Bruno Kaufmann e Fabrizio Franchi per far conoscere e mettere in evidenza i temi che sono oggetto della proposta di legge di iniziativa popolare che a breve sarà discussa in Consiglio Provinciale a Trento.
Si tratta di un’occasione di confronto con interlocutori di eccellenza aperto a tutti coloro che desiderino capire – storia ed esperienze concrete alla mano – cosa significhi, e possa significare, essere oggi cittadini attivi e partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica. Continua a leggere

Dottrina e legislazione in materia di referendum ed iniziativa popolare

Dopo aver messo a disposizione i dettagli della documentazione allegata al disegno di legge di iniziativa popolare 328/XIV “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale” ed aver proposto una rassegna dei contenuti degli altri ddl in materia che verranno discussi a partire dal 6 settembre 2012, in questo post si propone la bibliografia che è stata ufficialmente suggerita per la discussione istituzionale.

Per i ddl della legislatura XIV n. 98, 222, 233, 297, 305, 328 e 330 la dottrina e la legislazione che è stata indicata dai proponenti in allegato alle relazioni ed ai testi di legge è elencata di seguito: Continua a leggere

Gianni Ceri: la diffusione del messaggio è un’impresa difficilissima

Nel periodo compreso fra la fine di aprile ed i primi di agosto chi si è trovato a passeggiare nella zona del centro storico di Trento si è imbattuto in almeno un’occasione nei banchetti per la raccolta firme di Quorum Zero. Di questa serie infinita di banchetti dove sono stati distribuiti più di dieci mila volantini, Gianni Ceri è stato uno degli organizzatori responsabili insieme all’instancabile Matteo Rigotti. Continua a leggere

Al via la discussione sui ddl in materia di referendum ed iniziativa popolare

In data 6 settembre ’12 è previsto l’inizio della discussione dei ddl in materia di referendum ed iniziativa popolare. Nell’occasione il primo firmatario ed i delegati di Più Democrazia in Trentino – Alex Marini, Stefano Longano e Cristiano Zanella – saranno chiamati ad illustrare i contenuti del DDL n.328/XIV “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale”. Continua a leggere

Media locali e democrazia diretta: intervista ad Andrea Casna

L’articolo intitolato Giovane Europa è solo il primo degli approfondimenti scritti da Andrea Casna all’interno della rubrica Democrazia in Europa e pubblicati sul magazine online Lagarina.it. A seguito del pezzo in cui richiama alla memoria gli ideali mazziniani per una rivoluzione democratica in Europa, ne sono seguiti molti altri, dove Andrea – storico con la passione per il giornalismo – ha posto l’accento sul tema della democrazia diretta. Continua a leggere

Firmalove, iniziativa popolare contro le discriminazioni

Sabato 25 agosto alle ore 11 in piazza Pasi a Trento, con un exploit di 329 sottoscrizioni alla prima uscita, è partita ufficialmente la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge “Disposizioni per contrastare le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’intersessualità“. L’iniziativa popolare provinciale è promossa dal comitato FIRMALOVE di cui fanno parte ArciGay e ArciLesbica.
Lo scopo dell’iniziativa è di contrastare le discriminazioni nei confroni di gay, lesbiche e trans. Se l’iter dovesse avere successo – sono necessarie almeno 2.500 firme e la successiva approvazione del Consiglio Provinciale – la proposta potrebbe diventare una tra le leggi antidiscriminazione più avanzate sia a livello nazionale che a livello europeo.
Negli ultimi 12 mesi si tratta della terza campagna di raccolta firme per iniziative popolari a livello provinciale dopo il referendum abrogativo sulle Comunità di Valle promosso dalla Lega Nord ed il disegno di iniziativa popolare per migliorare gli strumenti di democrazia diretta promosso dal comitato civico Più Democrazia in Trentino. A queste si aggiunge anche quella regionale avviata dal CoRe per indire un referendum sulle indennità dei consiglieri regionali.
L’iniziativa di Firmalove sottolinea nuovamente come sia di fondamentale importanza rafforzare gli strumenti di democrazia diretta esistenti poichè questi sono gli unici mezzi che consentono di mettere in comunicazione la società civile con il sistema politico portando nell’agenda politica interessi e problemi trascurati o consapevolmente ignorati dai rappresentanti politici, dai partiti e dagli organi di stampa.

Per maggiori dettagli sull’iniziativa: http://www.firmalove.info

Key points of the bill

Here are the key points of the bill – Disegno di legge N.328/XIV di iniziativa popolare – promoted by the civic committee Più Democrazia in Trentino (More Democracy in Trentino):

  • Greater involvement of the people: extension of the rights of participation to all residents over the age of 16, including citizens from countries outside the EU territory, for petitions, citizens’ initiatives, and non-binding referendums.
  • Re-introduction of civic education in schools, and promotion of direct democracy principles through academic institutions and local communities.
  • Dedication of a portal for on-line advertising of citizens’ political initiatives promoted within this law.
  • Creation of an e-petition portal with the possibility of on-line subscription by citizens
  • Appointment of a commission for participation with the optional representation of civic committees.
  • Constitution of the prytanes: citizen juries composed by sortition. They can be convened by the Government of the Province, the Council of the Province, or by the collection of 2.500 citizen signatures. They will emit non-binding decisions to address the policies of the provincial Government. The prytanes can file a non-confidence motion towards the provincial Government if their decisions are disregarded.
  • Regulation of public consultation in the law making process with transparency and publication of the proceedings.
  • Management of public debate according to criteria of accuracy of information, impartiality and fair representation of civic committees.
  • Citizens’ initiatives and proposals of referendum with assistance from the legislative office of the Council of the Province and public hearing of the promoters.
  • Updating the method of signature gathering through customized electronic signature collection forms.
  • Transparency of funds supporting referendums by publication on the direct democracy portal.
  • Brochures sent out to inform the citizens in occasion of the polls containing description the referendums, list of the positions for and against the proposal, venue details and dates of the poll, as well as the list of the contributors and their financial support.
  • Unification of polling days, referendum, and election days into a single date.
  • Introduction of electronic and postal voting.
  • Non-binding referendum initiated by residents (All residents over the age of 16 including citizens from non-EU countries whom have long term permits).
  • Elimination of participation quorum in all types of provincial referendum.
  • Confirmative referendum on laws, regulations and provincial acts promoted by citizens.
  • Introduction of a pro-active referendum (propositive referendum) with the option for the Government or the Council of the Province to formulate a counter-proposal.
  • Multiple-choice pro-active referendum: possibility of choosing between a plurality of proposals, including the counter-proposal formulated by the institutions.
  • Motion of non confidence advocated by a citizens’ initiative for or against, the President of the Province, one or more assessors, or the whole Government of the Province.
  • Introduction of a two term limit for political mandates in public office.
  • Termination of the remuneration of the members of the Government and Council of the Province who do not consent to the publication of their assets’ list and income declaration.

The contents of this proposal of law are the results of a deliberative process which lasted approximately five months, from November ‘11 to April ‘12. Formal members of the committee Più Democrazia in Trentino and supporters have brought their contributions to this process. The bill was submitted in accordance with the citizens’ initiative procedure, which is regulated by the provincial law, dated March 5th, 2003 n.3.
The committee is composed of a diverse range of people who manifested their will to impulse a change in the rules of the law making and decision making process. The editors and the official speakers of the committee are Alex Marini, the committee coordinator and first subscriber, Cristiano Zanella and Stefano Longano, the other two delegates who will take part in the legislative phase.
Mauro Ceccato and Camillo Lutteri are the officials of the legislative office of the Council of the Province of Trento, who – under the provincial law number 3 of March 5th, 2003  – attended to the speakers in writing the text in the appropriate juridical form.
The signature gathering started the 19th of April 2012 and ended the 18th of July 2012. In order to submit the bill to the discussion of the Council, the minimum number of voter signatures is 2.500. Dozens of volunteers helped and supported the committee during the campaign to collect signatures. Thanks to them, the committee was able to collect 4.000 signatures, many more than necessary.
The bill has been officially filed to the Council of the Province of Trento after the control of the validity of all signatures and after examination of the conditions of admissibility. On the 16th of August 2012 the bill has been accepted for the discussion at the First permanent Legislative Commission. In fact, the law making phase within the Council will be preceded by the discussion and by the possible amendments at the commission level.

Assegnazione alla Prima Commissione permanente

Dopo la convalidazione delle firme la proposta di legge promossa dal comitato si è trasformata ufficialmente nel Disegno di legge n.328/XIV di iniziativa popolare ed è stata inserita nella banca dati degli atti politici del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento.
Al disegno di legge è stata allegata la seguente documentazione:

  • Disegno di legge distribuito: n.328/XIV del 19 luglio 2012: il testo sul quale sono state raccolte le firme
  • Relazione illustrativa: la relazione allegata alla proposta di legge in sede di raccolta delle firme
  • Indice della documentazione tecnica: in cui si suggerisce la bibliografia
    1) legge sui referendum provinciali – l.p. 5 marzo 2003, n. 3
    2) VERHULST, Jos e NIJEBOER Arjen “Democrazia Diretta – Fatti ed argomenti sull’introduzione dell’Iniziativa e dei Referendum” – Democracy Int., Brussels 2010
  • Note esplicative al disegno di legge: dove i funzionari provinciali producono delle note esplicative a corredo dell’Art. 2 (Interventi nel campo dell’educazione), Art. 13 (Decisioni dei pritani), Art. 26 (Modalità di sottoscrizione dei referendum), Art. 44 (Mozione di sfiducia popolare), Art. 45 (Limite dei mandati) ed Art. 47 (Disposizioni penali)
  • Osservazioni tecniche: il testo del documento indica i precedenti normativi, i ddl in istruttoria in tema di democrazia diretta e gli elementi per l’istruttoria legislativa. In particolare ci interessa l’osservazione in merito all’impatto normativo che si riporta integralmente:

1) si sostituisce la vigente legge sui referendum provinciali con una nuova disciplina che ne amplia i contenuti, le modalità di esercizio e gli strumenti d’intervento: accanto ad una nuova disciplina sull’iniziativa legislativa popolare e sul referendum propositivo, consultivo e abrogativo, la nuova legge regola nuovi istituti, quali il referendum confermativo, le petizioni, la funzione propositiva svolta dal collegio dei pritani, le consultazioni e i dibattiti pubblici; inoltre interviene sulla legge elettorale provinciale con norme in materia di mozione di sfiducia, di ineleggibilità alla carca di presidente della provincia, assessore e consigliere, di pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri. E’ prevista l’approvazione di un regolamento di esecuzione;

2) in un contesto di riformulazione complessiva degli istituti di partecipazione popolare cui è finalizzata l’iniziativa, alcune disposizioni del ddl vengono a toccare contenuti che in parte trovano disciplina in regolamenti consiliari e che in parte vengono a incidere – in modo innovativo – su ambiti o attività consiliari (es. petizioni, proposte/decisioni dei pritani, consultazioni e dibattiti pubblici). Va fatta una verifica e una valutazione sui vincoli e sui limiti di tale incidenza.”

In data 16.08.2012 il Disegno di legge n.328/XV di iniziativa popolare è stato assegnato alla Prima Commissione permanente suggerendo di coinvolgere il Consiglio delle autonomie locali. La Nota di individuazione della commissione competente recita testualmente:

Il disegno di legge è di chiara competenza della Prima Commissione permanente.
La competenza è fatta risalire alla Prima Commissione permanente in base alle sue attribuzioni in materia di (lettera dell’allegato A del regolamento interno).
Il disegno di legge riguarda materie su cui è opportuno venga coinvolto il Consiglio delle autonomie locali in base all’art. 134 bis, comma 1, del regolamento interno.

Per quanto riguarda la visibilità del comitato, né la legge/regolamento interno né la prassi del Consiglio provinciale dà al comitato promotore una visibilità giuridico-istituzionale specifica nel corso dell’iter legislativo. Tuttavia si sottolinea come la paternità del ddl sia di tutti i firmatari, i quali ovviamente parlano attraverso quel firmatario che è stato indicato come primo proponente, Alex Marini.
Il ddl viene comunque individuato come di iniziativa popolare e il primo proponente ha una sorta di rappresentanza di tutti i firmatari insieme agli altri due delegati, Stefano Longano e Cristiano Zanella. In questo senso i tre proponenti in ogni situazione ed in particolare in rapporto col consiglio e con la commissione, parleranno a nome del comitato, evidenziandone il lavoro collegiale.

La democrazia è la questione più importante del nostro tempo

Dal 12 -15 luglio 2012 attivisti, esperti, ricercatori, giornalisti e politici provenienti da Bulgaria, Romania, Grecia, Russia, Austria, Germania, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Svizzera e Svezia, si sono incontrati all’evento Summer Accademy che ha avuto luogo a Burgas, in Bulgaria, per discutere sullo sviluppo della partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta in Europa.
I concetti elaborati dal gruppo di lavoro sono lo specchio di quelli che il comitato Più Democrazia in Trentino ha tenuto in considerazione nel corso della scrittura del disegno di legge di inziativa popolare per il quale sono state raccolte 4000 firme e che a breve sarà discusso dal Consiglio provinciale. E’ per questa ragione che in questo post si riporta la dichiarazione comunicata a conclusione del seminario estivo.
I partecipanti al termine dell’incontro organizzato da Democracy International, associazione nata per sostenere e rafforzare la democrazia diretta a livello transnazionale, hanno dichiarato per mezzo di Gerald Häfner, presidente dell’associazione, quanto segue:
“La democrazia è la questione più importante del nostro tempo poiché le questioni politiche come il cambiamento climatico, la responsabilità per le risorse e l’ambiente, lo stato e la qualità dei diritti civili e delle politiche sulle questioni economiche, finanziarie e sociale dipendono dalla qualità della democrazia e dal modo in cui vengono prese le decisioni finali.
Solo una buona democrazia può garantire buone decisioni politiche. Una buona democrazia richiede solide ed eque elezioni, una vasta gamma di strumenti per la partecipazione e la consultazione dei cittadini e, soprattutto, il diritto di iniziativa e di referendum. Solo quando questo diritto viene goduto ed esercitato correttamente, i cittadini possono parlare con i politici allo stesso livello. Insieme al diritto di voto, il diritto di iniziativa e referendum è il più importante strumento democratico. E’ l’espressione della sovranità dei cittadini in un mondo sempre più differenziato, individualizzato e complesso.
Oggigiorno la democrazia è in grande pericolo.
La democrazia è in pericolo nei paesi in cui i governi spesso non lavorano per il bene comune, ma per i propri interessi personali, politici e talvolta anche economici. La democrazia è in pericolo in paesi come l’Ungheria o la Romania, dove il governo è nelle mani di persone o partiti che non rispettano tutte le regole democratiche esistenti. In questi casi i partiti al governo cambiano le leggi e la costituzione con l’obiettivo di ottenere più voce in capitolo a discapito del buon e democratico funzionamento di giudici, tribunali, istituzioni ed anche dei media.
La democrazia ha bisogno di un rimedio legislativo in Bulgaria, dove seppur la decisione di referendum è presa da un numero notevole di elettori non viene accettata a causa di un quorum di partecipazione ancora più elevato.
La democrazia è in pericolo nell’Unione europea, dove le decisioni importanti sono sempre più prese da un esiguo numero di potenti politici, senza chiedere al popolo e bypassando l’unico organismo eletto direttamente della UE, il Parlamento europeo.
E la democrazia è in pericolo in un mondo dove sempre più le decisioni politiche vengono prese a livello internazionale o transnazionale, mentre la partecipazione democratica e di controllo si trova ancora all’interno degli Stati nazionali.
Per tutti questi motivi abbiamo bisogno di più democrazia, partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta non solo all’interno degli stati nazionali ma anche a livello internazionale.
Democracy Internation lancia un appello e promuove il diritto di iniziativa e di referendum in tutti i paesi ed a livello locale, regionale, nazionale o transnazionale e promuove il lavoro per elaborare concetti e criteri al fine di introdurre moderne forme di democrazia diretta a tutti i livelli.
Al momento ci si trova a discutere intensamente su una più forte Unione politica, fiscale ed economica europea ed è stato prodotto un programma quadro dai quattro presidenti delle istituzioni dove è concentrato il potere esecutivo. In merito a ciò Democracy International sottolinea con vigore che il futuro dell’Europa e della democrazia europea non può essere deciso solo dai rappresentanti dei governi, della banca centrale e dalle altre istituzioni esecutive. Solo i cittadini europei possono decidere sul futuro dell’Unione Europea. Per questa ragione Democracy International è a favore di una Convenzione Europea e di un referendum a livello comunitario sui risultati che questa convenzione produrrà e sul futuro dell’UE.
Questa convenzione dovrebbe essere eletto dal popolo e dovrebbe avere il tempo necessario per integrare le proposte della società civile. L’Unione europea deve diventare l’Europa dei cittadini – o l’Unione europea avrà esito negativo.”
(Dichiarazione originale in lingua inglese)

Un grazie di cuore a …

… TUTTI I FIRMATARI CHE HANNO CREDUTO NELL’INIZIATIVA E QUELLI CHE HANNO CREDUTO NEL VALORE DEI CITTADINI

… TUTTI A COLORO CHE HANNO DATO UNA MANO NELLA CAMPAGNA PER LA RACCOLTA DELLE FIRME

In sette mesi di lavoro siamo riusciti a costituire un gruppo motivato, a scrivere un disegno di legge originale ed innovativo ed a raccogliere 4.000 firme. Non è stata facile ed è stato possibile solo grazie ad un lavoro collettivo dove molti cittadini hanno dato un contributo fondamentale alla riuscita dell’iniziativa. Abbiamo adottato un approccio che fin dall’inizio ha voluto partire dal basso – il cosiddetto bottom-up – facendo leva sulle motivazioni personali e non sui diktat delle grandi organizzazioni.
Cercando di non dimenticare nessuno, proviamo a snocciolare i nomi degli attivisti e dei sostenitori che hanno contribuito al successo della campagna FIRMATI UN ISTANTE per raccogliere le firme a sostegno della proposta di PIU’ DEMOCRAZIA IN TRENTINO.
Un ringraziamento a …

IL FOLTO GRUPPO DEI BANCHETTI DI TRENTO dove con uno sforzo corale abbiamo raccolto circa la metà delle 4000 firme!
Un grazie esclusivo a Gianni Ceri e Matteo Rigotti di Trento che hanno saputo organizzare e presidiare con stoica abnegazione i banchetti tenuti a Trento e con i quali c’è stata una proficua e reciproca collaborazione per il raggiungimento dell’obiettivo non solo dell’iniziativa provinciale Più Democrazia in Trentino ma anche all’iniziativa comunale Quorum Zero Comune Trento e quella nazionale Quorum Zero e Più Democrazia.
Il sempre presente poeta pendolare da Pergolese, Majcol Usai, che con il suo approccio distensivo ed il suo ottimismo è sempre stato al nostro fianco.
Ezio Casagranda per l’entusiasmo e la dedizione nel volantinaggio e nella divulgazione dell’iniziativa, l’immancabile Adelia Daldoss in trasferta perenne da Cles e Luca del Viscovo da Rovereto che si è sacrificato senza risparmio tra un turno di lavoro e l’altro. L’essenziale presenza degli autenticatori Antonella Valer sempre coinvolta in altre numerose iniziative civiche, Melchiore Redolfi, Salvatore Aliberti e Roberto Bombarda. Hanno collaborato anche Cristiano Zanella (uno dei tre redattori della proposta di legge), Riccardo Fraccaro, Giuliana Raoss, Gianmarco Paolazzi e David Conotter.

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA DEL BASSO SARCA: il favoloso gruppo che ha promosso anche l’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Agricolo del Garda.
L’entusiasmo e la grinta di Luigi Santini, l’impeccabile organizzazione di Roberto Calzà, il sempre presente dott. Paolo Barbagli, Duilio Turrini, Renza Bollettin, Angioletta Maino, Ezio Viglietti e Carla Del Marco.

LA COMPAGINE DELLE MINORANZE DEL COMUNE DI CAVALESE
Un grazie speciale a Maurizio Tavernar per la sua disponibilità, efficienza ed entusiasmo nel organizzare dei banchetti all’ultima ora. Grazie anche a suoi colleghi ed amici Franco Corso, Paolo Vaia, Sonia Germani e M.Luisa Gelmi.

IL GRUPPO DI CITTADINI DI ROVERETO
Una citazione speciale a Paolo Michelotto, organizzatore fra le altre cose dell’incontro di Villa Lagarina del 13 dicembre che di fatto ha segnato il primo e fondamentale passo dell’iniziativa provinciale di Più Democrazia in Trentino. Con lui hanno raccolte le firme: Milena Bertagnin, Paolo Fabris, Carlo Cristofoli (autore dei nostri video promozionali), uno dei costituenti del comitato Ruggero Pozzer, il brioso Franz Franceschini, Mauro Previdi e Maria Menguzzato.

L’APE – ASSOCIAZIONE PER L’ECOLOGIA e il gruppo dei Verdi di Pergine Valsugana
La disponibilità e la simpatia di Giuseppe Facchini che ha apprezzato fin da subito la bontà della nostra iniziativa coinvolgendo Flora Silvestri, Fabio Gottardi, Rinalda Simeoli, Michelina Chiodo, Diego Albertini e Anna Broll.

IL GRUPPO DELLA VALLE DI LEDRO: Ledro Bene Comune insieme a SOS Tremalzo e Associazione culturale Mappamondo
Un grazie di cuore ad Anna Maria Santolini, Emanuela Merli, Paolo Franzinelli e Maddalena Colò che con il loro impegno civile e la loro serenità non solo hanno lavorato per la raccolta delle firme ma hanno anche organizzato il bellissimo incontro “Alla scoperta del pelo nell’uovo” con l’attrice Gabriella Tanfoglio.

COMUNITA’ ATTIVA VILLA LAGARINA
Un ringraziamento al vulcanico appassionato d’arte Giacomo Bonazza, uno dei 12 costituenti di Più Democrazia in Trentino, che non ha mai fatto mancare il suo supporto ed ha saputo trascinare nella raccolta firme: Walter Bortolotti, Valerio Manica, Luca Laffi, Yulka Giordani, Sandro Giordani ed il neolaureato Tommaso Bonazza.

IL CIRCOLO ARCI DI PERGINE
Con l’impegno e l’esuberanza intellettuale di Matteo Savastano e l’essenziale e poliedrica presenza dell’arch. Silvia Alba.

IL GRUPPO CONSILIARE IDV DI RIVA DEL GARDA
con l’eclettico avv. Gerardo Gaiatto e l’appoggio fondamentale di Stefano Castelli, Stella Caliari, Simone Lorenzi, Andrea Malossini, Francesco Vivaldelli e Flavio Prada

IL CIRCOLO PD DI LAVIS
Con la coordinatrice Daniela Filbier ed i suoi preziosi suggerimenti, il lavoro oscuro di Anna Casagrande ed il supporto esterno di Scalfi Giovanni (Trento).

LA BUSSOLA di Ala
Un grazie particolare a Corrado Pinter per averci supportato nella zona di Ala ed Avio e per gli articoli pubblicati online a sostegno dell’iniziativa. Con lui hanno collaborato: Manuel Lorenzini, Silvano Marchiori e Fracchetti Andrea

IL COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DELLA VALLE DI NON
Mario Manini
e Sergio Deromedis, i quali pur essendo stati impegnati in altre rilevanti battaglie civiche hanno avuto la forza di trovare il tempo per offrire il loro contributo alla raccolta firme.

>>>>>   Un sentito e caloroso ringraziamento anche a …

Anna Ceola per la grandissima disponibilità e pazienza nel rispondere alle nostre infinite piccole e grandi sollecitazioni e richieste di favori
Roberto Bombarda per averci messo nella condizione di intraprendere questo cammino e per averci messo a disposizione il suo ufficio come centro logistico per riunioni, incontri, recapito postale e copisteria sia per l’iniziativa provinciale che per quella nazionale.
Andrea Casna, giornalista atipico dotato di passione, creatività e meticolosità nell’offrire una copertura mediatica sul web alla nostra iniziativa. I suoi articoli hanno offerto spunti notevoli che hanno saputo valorizzare ulteriormente i contenuti della nostra proposta.
Stephen Lausch e Marco Tavernar dell’Associazione Mehr Demokratie di Bolzano che non hanno mai fatto mancare i loro consigli e la loro presenza agli incontri serali.
Sybille Tezzele Kramer, anche lei di Mehr Demokratie, per la sua arte visiva e democratica.
Cris Vecli per l’ideazione dei manifesti di Firmati un istante, per il contributo economico alla stampa di locandine, manifesti e volantini e per l’essenziale supporto logistico nella zona di Rovereto.
Alessio Hueller per la distribuzione e la raccolta dei moduli dei comuni delle Giudicarie Esteriori e della Paganella.
Stefano Longano per aver contribuito con il suo spessore culturale alla scrittura della proposta di legge, per l’opera di divulgazione dell’iniziativa e per la distribuzione e raccolta dei moduli e certificati in diversi comuni.
Quinto Canali di Brentonico per aver divulgato i contenuti dell’iniziativa sul suo blog invitando i cittadini a sottoscrivere l’iniziativa.
Davide Ballardini del comitato Sicuri Senza Armi per la divulgazione dell’iniziativa presso i comuni Preore, Ragoli e Montagne.
Nelly Osti per aver promosso l’iniziativa a Scurelle.
Jacopo Zannini e l’Officina di Valle per aver organizzato l’incontro divulgativo nella Valle dei Laghi e per il supporto ai banchetti di Trento.
Gabriella Tanfoglio per la recita di scritti classici in tema di democrazia in occasione dell’evento “Alla scoperta del pelo nell’uovo…” sulle rive del Lago di Ledro.
Luisa Romeri del Gruppo Donne Rendena per l’invito alla serata “Chi ascolta il cittadino?” organizzata a Tione di Trento e per la divulgazione della nostra iniziativa.
Melinda Meuse for standing me during this long path!

>>>>>   Infine un grazie anche ai funzionari delle istituzioni …

IL SERVIZIO LEGISLATIVO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE ed in particolare ai funzionari Camillo Lutteri, Mauro Ceccato ed Angela Delaiti ed ai loro collaboratoriche con la loro professionalità e precisione nell’ambito dei loro compiti amministrativi ci hanno garantito un’assistenza tempestiva e rigorosa, direi svizzera visto che si parla di democrazia diretta!

TUTTI I FUNZIONARI COMUNALI che hanno offerto informazione ai cittadini ed hanno provveduto prontamente alla stampa e all’invio dei certificati elettorali. In particolare un grazie agli efficientissimi funzionari degli uffici elettorali di Trento e Pergine Valsugana, comuni dai quali provengono la maggioranza dei firmatari ma anche agli altri numerosi comuni che hanno fatto del loro meglio per garantire l’esercizio dei diritti politici dei cittadini.

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