In vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma della Magistratura, il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulla separazione delle carriere e sul confronto politico tra maggioranza e opposizione. Molto meno approfondito, invece, è stato uno degli elementi più innovativi della proposta: l’introduzione del sorteggio nella composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e dell’Alta Corte disciplinare.
In vista del referendum confermativo costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma relativa alla divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblichiamo l’opuscolo informativo elaborato da Più Democrazia Italia ispirandosi al modello realizzato dalla Confederazione elvetica in occasione di ogni singola consultazione popolare e che viene inviato a tutti gli aventi diritto di voto congiuntamente alla scheda di voto.
Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della magistratura. Si tratta di un appuntamento cruciale per decidere se confermare o respingere le modifiche alla nostra Carta fondamentale che ridisegnano l’assetto del potere giudiziario.
Lo scorso 28 gennaio, nella prestigiosa cornice dell‘Ambasciata Svizzera a Roma, in qualità di presidente di Più Democrazia in Trentino, ho partecipato a una tavola rotonda di riflessione sul futuro delle nostre istituzioni organizzata da Nenad Stojanović. Un ringraziamento sentito va all’Ambasciatore Roberto Balzaretti e alla Vice Capomissione AnnaMattei Russo per la squisita ospitalità e per aver reso possibile questo dialogo transnazionale.
In occasione delle consultazioni referendarie dell’8 e 9 giugno 2025, il dibattito pubblico è stato inondato da cifre spesso discordanti sui costi per lo svolgimento del voto popolare. Si è sentito parlare di costi esorbitanti, talvolta utilizzati come argomento per scoraggiare l’esercizio della democrazia diretta.
L’associazione Più Democrazia in Trentino, per il tramite del suo direttivo, nei giorni scorsi ha deciso di aderire all’appello promosso da un gruppo di associazioni trentine per sollecitare il Comitato Olimpico Internazionale, le istituzioni sportive e le autorità nazionali e locali a impegnarsi concretamente per il rispetto della Tregua Olimpica, prevista dalla Risoluzione ONU 80/8 del 19 novembre 2025.
La nostra associazione ha recentemente depositato una serie di osservazioni e richieste di modifica al PIAO (Piano Integrato di Attività ed Organizzazione) 2025-2027 del Comune di Storo per il conseguente aggiornamento. Non si tratta solo di una questione tecnica o locale: il caso di Storo rappresenta un modello di intervento che la nostra associazione ha promosso per far sì che ogni amministrazione garantisca una trasparenza attiva sulle informazioni ambientali, le quali incidono direttamente sulla nostra salute.
Il 21 gennaio 2026, la nostra associazione ha depositato ufficialmente una serie di osservazioni e proposte di integrazione al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (PTPCT) 2025-2027, contenuto nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) della Provincia autonoma di Trento.
In attesa che la Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento avvii il ciclo di audizioni sulla petizione popolare n. 6/XVII, con cui chiediamo l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali, Più Democrazia in Trentino ha ritenuto opportuno acquisire un parere del Difensore civico provinciale, quale soggetto deputato alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.
L’editoriale del professor Roberto Toniatti pubblicato sul Corriere del Trentino l’8 gennaio scorso rappresenta uno dei contributi più lucidi e utili emersi dopo la sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sul terzo mandato del Presidente della Provincia autonoma di Trento.
Il Comune di Trento ha avviato, lo scorso 16 dicembre 2025, la consultazione pubblica sulla proposta di aggiornamento della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, in attuazione delle indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione.
La recente stretta sulla cittadinanza introdotta dal Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 ha riportato drammaticamente d’attualità una questione che riguarda da vicino il Trentino e l’Alto Adige/Südtirol: il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico, passati sotto la sovranità italiana e jugoslava dopo la Prima guerra mondiale.
Il 2025 è stato un anno di svolta per la nostra associazione. In un contesto in cui le istituzioni sembrano spesso distanti, abbiamo lavorato per aprire nuovi spazi di partecipazione, convinti che non possa esserci vera autonomia senza una democrazia vitale e inclusiva.
La pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sulla rimozione del limite dei due mandati per l’elezione del Presidente della Provincia autonoma di Trento consente una valutazione più approfondita e meno emotiva di una decisione che ha animato il dibattito pubblico negli ultimi mesi.
Con la pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Consulta sul limite dei mandati del Presidente della Provincia di Trento, emerge con chiarezza la coerenza tra il ragionamento della Corte costituzionale e le argomentazioni sviluppate da Più Democrazia in Trentino nella memoria amicus curiae ammessa nel giudizio.
Nei giorni scorsi ci ha lasciato all’improvviso Stefano Sotgiu. Per Più Democrazia in Trentino questa notizia rappresenta una perdita profonda, non solo sul piano umano ma anche su quello civile e culturale. Stefano Sotgiu, legato anche a questo territorio per le sue radici familiari – il padre era nato e cresciuto a Bolzano dopo che i nonni erano stati sfollati dalla Sardegna durante la Seconda guerra mondiale prima di ritornarvi – è stato una di quelle persone che, in un periodo storico segnato da una forte disaffezione e da una crescente sfiducia verso la politica, non si sono limitate a commentarne la crisi, ma hanno scelto di indagarne le cause e di sperimentare concretamente le strade per cambiarne lo stato delle cose, a partire dal coinvolgimento effettivo dei cittadini.
Il sistema dell’informazione è uno dei pilastri essenziali di ogni democrazia. La possibilità per cittadine e cittadini di formarsi un’opinione consapevole dipende in larga misura dalle condizioni in cui operano i giornalisti: dalla loro autonomia, dalla sicurezza personale, dalla stabilità lavorativa e dal rispetto delle regole deontologiche. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi segnali indicano che anche in Trentino-Alto Adige/Südtirol queste condizioni non possono più essere date per scontate.