Il Comune di Trento ha avviato, lo scorso 16 dicembre 2025, la consultazione pubblica sulla proposta di aggiornamento della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, in attuazione delle indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione.
Nei giorni scorsi ci ha lasciato all’improvviso Stefano Sotgiu. Per Più Democrazia in Trentino questa notizia rappresenta una perdita profonda, non solo sul piano umano ma anche su quello civile e culturale. Stefano Sotgiu, legato anche a questo territorio per le sue radici familiari – il padre era nato e cresciuto a Bolzano dopo che i nonni erano stati sfollati dalla Sardegna durante la Seconda guerra mondiale prima di ritornarvi – è stato una di quelle persone che, in un periodo storico segnato da una forte disaffezione e da una crescente sfiducia verso la politica, non si sono limitate a commentarne la crisi, ma hanno scelto di indagarne le cause e di sperimentare concretamente le strade per cambiarne lo stato delle cose, a partire dal coinvolgimento effettivo dei cittadini.
In un tempo in cui la distanza tra cittadini e istituzioni sembra crescere, il Comune di Valdaone rappresenta un caso concreto di come la democrazia partecipativa possa trovare spazio reale dentro un’amministrazione locale. Con l’avvio del “Consiglio Grande”, un’assemblea popolare consultiva, Valdaone ha trasformato un principio statutario in uno strumento operativo, capace di riportare le persone al centro delle decisioni pubbliche.
Nelle settimane scorse abbiamo pubblicato un’analisi delle nuove Linee Guida sulla Democrazia adottate dalla Confederazione Svizzera. La lettura di un documento così strategico, che nasce dalla consapevolezza di una “regressione democratica globale” e di una crescente sfiducia nelle istituzioni, ci ha profondamente colpito. Vedere uno Stato che, in risposta a queste sfide, non solo riafferma la democrazia come priorità, ma definisce un piano d’azione concreto per rafforzarne la resilienza, è una grande fonte di ispirazione.
L’efficacia delle amministrazioni locali è un fattore cruciale per lo sviluppo economico e la qualità della vita dei cittadini. Per la prima volta, un nuovo strumento composito oggettivo, il Municipal Administration Quality Index (MAQI), ha fornito una valutazione completa e granulare della qualità amministrativa dei comuni italiani.
Con la riforma costituzionale del 2001, l’articolo 118 della Costituzione ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, riconoscendo e promuovendo l’autonoma iniziativa dei cittadini – singoli o associati – per lo svolgimento di attività di interesse generale. Non più un rapporto verticale di potere tra istituzioni e cittadini, ma una logica di fiducia e collaborazione.
Su questo terreno si è innestata anche la riflessione di Stefano Rodotà, che nei lavori della Commissione sui beni pubblici ha contribuito a ridefinire la categoria dei beni comuni come quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona.
Oltre il dibattito sul governo della provincia: perché i nostri comuni meritano più autonomia
Spesso, quando si parla di autonomia in Trentino, il dibattito si concentra principalmente sul rapporto tra le Province e lo Stato. Ma c’è un’altra questione fondamentale che rischia di passare in secondo piano: quella dell’autonomia dei nostri comuni.
Sapevate che in Svizzera, in molti comuni, non esiste un consiglio comunale? Sono infatti i cittadini stessi, titolari del diritto di voto, a decidere sulle questioni che li riguardano direttamente. Questa è l’essenza delle assemblee comunali: una forma di democrazia diretta che affascina e fa riflettere come è stato illustrato in un recente articolo pubblicato su SwissInfo.
A margine della duplice controriforma che ha rimosso il limite di mandati per sindaci e presidente della Provincia di Trento, negli ultimi mesi si è tornati a discutere di riforma elettorale. Tra le ipotesi è riemersa anche la possibilità di reintrodurre il sistema proporzionale. Un dibattito che, tuttavia, pare confinato a mere dichiarazioni d’intenti, prive di reali risvolti operativi.
Questa mattina abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio provinciale di Trento Claudio Soini e alla Vicepresidente Maria Chiara Franzoia la documentazione relativa alla petizione “Basta barriere: firma digitale per la democrazia inclusiva”, promossa da Più Democrazia in Trentino lo scorso febbraio.
A fronte di una vicenda giudiziaria di eccezionale gravità come quella emersa dal secondo filone del processo Perfido – che ha svelato l’esistenza di una rete criminale di stampo mafioso radicata nel settore del porfido e responsabile di gravi forme di sfruttamento lavorativo – un gruppo di cittadini di Albiano ha chiesto al proprio Comune di costituirsi parte civile per tutelare l’immagine dell’ente e la dignità della comunità locale.
Una delle poche cose su cui tutti i partiti e tutti i politici sono d’accordo, forse l’unica, è lamentarsi perché la gente partecipa sempre meno alla vita politica: astensionismo e disinteresse – dicono tutti – sono un problema che va affrontato quanto prima, ne va della tenuta stessa della democrazia. Bisogna correre ai ripari, spiegano; poi giurano: faremo innamorare di nuovo gli elettori della politica, che è una cosa bellissima solo quando è condivisa. E se per una volta la percentuale di votanti non è diminuita tutti stappano lo spumante, perdenti compresi.
La Commissione di Venezia, ufficialmente nota come Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto, è un organismo del Consiglio d’Europa composto da esperti indipendenti in diritto costituzionale e elettorale. La sua missione è promuovere i principi democratici e lo stato di diritto nei paesi membri, attraverso pareri, studi e raccomandazioni su temi come i sistemi elettorali, le riforme costituzionali e i diritti umani. Dieci anni aveva, ad esempio, elaborato un articolato parere sul disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, poi affossato dal Consiglio provinciale di Trento.
Nel dibattito sul disegno di legge riguardante il voto disgiunto che si tenne in Consiglio regionale nell’ottobre 2022, furono portate all’attenzione della Giunta regionale alcune proposte contenute nel Libro bianco sull’astensionismo, elaborato dal gruppo di esperti nominato dal Governo Conte II e coordinato da Franco Bassanini. Nonostante l’importanza del tema, le raccomandazioni contenute nel documento non ottennero riscontri concreti da parte delle istituzioni regionali.
Nel 2024, Labsus celebra il decennale dell’amministrazione condivisa, un modello che ha visto oltre 300 comuni adottare un Regolamento e oltre 8.000 patti di collaborazione tra amministrazioni e cittadini. Il Rapporto di quest’anno non solo analizza lo stato attuale dell’amministrazione condivisa, ma esplora gli effetti che questa genera sulle comunità.
Più Democrazia in Trentino ha sempre posto al centro della sua azione la necessità di una pubblica amministrazione realmente trasparente e accessibile ai cittadini. Tra il 2016 e il 2018, l’associazione promosse due petizioni, una al Consiglio provinciale di Trento e una al Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, per richiedere l’uniformazione della normativa sulla trasparenza delle autonomie speciali a quella nazionale. L’obiettivo era chiaro: garantire ai cittadini gli strumenti per un controllo diffuso sull’operato delle istituzioni e prevenire fenomeni di corruzione, clientelismo e opacità amministrativa.
L’associazione Più Democrazia in Trentino ha deciso di non rimanere con le mani in mano di fronte a un sistema elettorale obsoleto ed escludente. Per questo, lanciamo una petizione per chiedere l’immediato adeguamento normativo e permettere l’uso della firma digitale nelle procedure di partecipazione democratica (Die deutsche Fassung der Petition folgt).
La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica che rimuove gli ostacoli alla partecipazione democratica per le persone con disabilità. Con la sentenza numero 3/2025, la Corte ha dichiarato illegittimi gli articoli che impedivano l’uso della firma digitale per sottoscrivere liste di candidati alle elezioni.