Nella serata del 10 aprile a Villa Lagarina il comitato civico Più Democrazia in Trentino dopo cinque ore di discussione ha deliberato la versione definitiva del disegno di legge di iniziativa popolare.
Le modifiche più significative approvate nel corso dell’assemblea sono le seguenti:
– Per la divulgazione e la promozione della legge sarà predisposto un fondo per promuovere attività di approfondimento, di studio e di ricerca. Si è deciso tuttavia di non definire l’importo del fondo lasciando la decisione al consiglio provinciale al momento della discussione della legge qualora fosse in accordo con i contenuti della legge.
– I membri facoltativi della commissione per la partecipazione (quelli indicati dai promotori delle iniziative popolari) non saranno necessariamente dei giuristi. Una scelta che vuole valorizzare le capacità e le competenze dei cittadini a prescindere dalla tipologia del loro titolo di studio.
– I membri permanenti della commissione non potranno essere nominati per due legislature consecutive.
– I pritani – consigli di rappresentanti estratti a sorte – saranno costituiti equamente dal genere femminile e da quello maschile.
– Il limite dei mandati cumulati: i rappresentanti politici potranno avere cariche pubbliche provinciali per un massimo di due legislature a prescindere dalla funzione (consigliere, assessore o presidente). Questo per evitare che la politica diventi una professione.
Altre modifiche puntuali sono state apportate nel testo che mettiamo a disposizione in anteprima. Il ddl sarà inviato formalmente all’ufficio di presidenza del Consiglio Provinciale nelle prossime ore ed il ritiro dei formulari per la raccolta delle firme dovrebbe avvenire il giorno 19 aprile.
A partire dalla data del ritiro dei formulari partirà la fase della distribuzione delle locandine e dei moduli per la raccolta delle firme nei diversi comuni del Trentino e di affissione dei manifesti. Ci saranno tre mesi di tempo per raccogliere almeno 2.500 firme a sostegno della proposta di legge.
Consiglieri comunali – ed altri soggetti autorizzati all’autenticazione delle firme come ad esempio funzionari provinciali o assessori – di qualsiasi schieramento politico che sono motivati a partecipare alla raccolta delle firme sono invitati a segnalarci la loro disponibilità: piudemocraziaintrentino@gmail.com
tel. 340 59 66 768
Convocazione assemblea: approvazione finale il 10 aprile a Villa Lagarina
Dopo mesi di incontri reali e virtuali, scambi di e-mail, riunioni fra i relatori, richieste di opinione e conferenze in Skype siamo arrivati al momento deliberativo conclusivo del disegno di legge sulla democrazia diretta in Trentino. A seguito dell’assemblea completeremo le formalità procedurali per ottenere i formulari ed in pochi giorni saremo pronti per la fase della raccolta delle firme. Avremo 3 mesi di tempo.
Come da consuetudine l’incontro sarà aperto al pubblico:
Martedì 10 aprile – ore 20.00
Aula 2 – Municipio di Villa Lagarina
c/o Piazzetta Dott. Enrico Scrinzi, 3
38060 Villa Lagarina
Nel corso della serata verranno presentati i punti cardine del ddl di iniziativa popolare:
- Maggiore coinvolgimento nella vita pubblica estendendo i diritti politici ai residenti a partire dai 16 anni per petizioni, iniziative popolari e referendum consultivi
- Educazione civica, divulgazione e promozione della democrazia diretta
- Trasparenza e pubblicizzazione telematica delle iniziative relative a questa legge
- Portale digitale delle petizioni con possibilità di sottoscrizione on-line
- Commissione per la partecipazione con rappresentanza opzionale dei comitati civici
- Pritani: consigli di cittadini a sorteggio su convocazione istituzionale o popolare
- Consultazioni pubbliche nel processo legislativo e pubblicazione degli atti
- Regolamentazione del dibattito pubblico secondo criteri di correttezza dell’informazione, imparzialità ed equa rappresentanza
- Iniziativa popolare con assistenza legislativa ed audizione pubblica dei promotori
- Sistemi di raccolta elettronica delle firme
- Trasparenza nei finanziamenti a sostegno dei referendum
- Informazione e pubblicizzazione dei contenuti dei quesiti referendari
- Giornate referendarie per accorpare diverse consultazioni in un’unica data
- Voto elettronico e postale
- Referendum consultivo promosso dai cittadini
- Eliminazione del quorum nei referendum provinciali
- Referendum confermativo facoltativo su leggi, regolamenti e atti provinciali
- Referendum propositivo avente per oggetto anche disegni di legge
- Possibilità di presentazione di una controproposta da parte di Giunta e Consiglio provinciale
- Consultazioni referendarie su una pluralità di proposte
- Mozione di sfiducia di iniziativa popolare del Presidente della Provincia o di uno o più assessori
- Limite dei mandati delle cariche pubbliche
- Sospensione del trattamento economico dei consiglieri che non acconsentono alla pubblicazione della loro situazione patrimoniale
Per chi fosse interessato, alcuni membri del comitato si incontreranno con un’ora di anticipo per discutere sugli aspetti riguardanti la forma ed i contenuti da dare a locandine, volantini e video di presentazione che accompagneranno l’iniziativa. Se volete aggregarvi siete benvenuti.
Indicazioni per raggiungere il municipio di Villa Lagarina su:
Google Map:
Un altro passo in avanti: bozza 2.0
La settimana scorsa i relatori del comitato Più Democrazia in Trentino grazie all’assistenza tecnica dei funzionari dell’ufficio legislativo del Consiglio provinciale hanno prodotto la bozza 2.0 del disegno di legge provinciale di iniziativa popolare sulla democrazia diretta.
Rispetto alla bozza 1.0 il testo è stato accorpato ed alcuni articoli sono stati spostati. La nuova struttura presenta quindi un testo più ordinato rispetto a quello iniziale che era magmatico ed impreciso. Questa versione è ancora provvisoria nonostante ci si stia avviando verso quella definitiva.
Alcune modifiche sostanziali sono state apportate. Ad esempio, il meccanismo che era stato previsto per la trattazione delle petizioni è stato semplificato. Il referendum confermativo obbligatorio è stato eliminato poiché in contrasto con lo Statuto di autonomia. La revoca degli eletti è stata trasformata in uno strumento più compatibile con l’ordinamento vigente: una mozione di sfiducia di iniziativa popolare.
La parte dei referendum va in ogni caso riorganizzata per renderla più logica ed armonica. Inoltre alcune definizioni ed alcuni dettagli tecnici andranno esaminati nuovamente quando tutte le questioni sostanziali saranno state risolte.
In un documento condiviso on-line si stanno raccogliendo i pareri dei membri del comitato su alcune questioni come i titoli da dare alla legge, il genere da utilizzare nel testo, il nome da dare alle giurie popolari ed il mantenimento o meno dei rimborsi delle spese per la raccolta delle firme. Per ovviare a questa questione controversa, si spera di trovare il modo di coinvolgere i Comuni nella procedura di pubblicizzazione delle iniziative popolari e di raccolta delle firme così da risolvere alla radice il problema.
Si informa infine che l’iniziativa del nostro comitato è stata segnalata sul sito dell’organizzazione Democracy International e che il comitato ha appoggiato ufficialmente l’iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia, che tra le altre cose ha organizzato delle giornate di raccolta delle firme a livello nazionale alle quali anche Più Democrazia in Trentino conta di partecipare: 14 aprile, 5 maggio e 2 giugno.
More democracy in Trentino
Più Democrazia in Trentino is a recently formed committee with the purpose of promoting democracy in the Autonomous Province of Trento[1] in northern Italy. The committee officially constituted in January 2012 at the House for the Peace in Rovereto[2] after preparatory meetings and discussions where a different range of people manifested their will to impulse a change in the local political scenario. The way to put this into action is through a legislative proposal supported by a citizens’ initiative.
The goals of the legislative proposal are wide, however the members set two priorities. The first is the removal of the quorum in referendums at the provincial level. The second is the introduction of the confirmative referendum for the legislative and administrative acts issued by the local government. Together with the two priorities, as settled in the statute, the committee is open to promote other initiatives related with direct and participative democracy at all levels: local, national and even communitarian if necessary.
The territory of Trentino is characterized by more than 90% of mountains in which a subsistence economy determined high rates of emigration[3] from the 19th century to the years after World War II. Since then, thanks to the typical peasant laboriousness, forward-looking administrators and a strong social capital, a forceful economic development has brought the province to be one of the richest and with the highest quality of life in Italy.
In the third century the social and economic situation has mutated and contradictions and paradoxes are coming up at every turn. The social capital which guaranteed the growth in the second part of the last century is eroding by an excess of affluence unevenly distributed, a static political class and a greater possession but fewer values. Trentino, instead of becoming a vibrant civil society where good governance and bottom-up policies are implemented, is evolving towards a conservative and traditionalist society with a dangerous lack in democracy.
The systematic and intense financial intervention by public authorities in the economic sphere and civil society is subordinating the citizenry under the government of the province. This phenomena is weakening the social cohesion which has branded local communities for a long time. Clientelism is leading to a distorted distribution of power. Social confidence is decaying. From a model based on cooperative democracy the province is shifting towards a corporative plutocracy model shaped by the type of relation existing between patrons and clients.
Local political parties, which are disconnected from the national realm, and the establishment of the Cooperative Federation[4] which controls, among others, the sector of grocery distribution and the banking system, have shifted away from their historical function on promoting social equity, accountable government and community development. They are in the tenacious effort of keeping personal power and satisfying a limited sum of private interests. It is a small group that seeks to monopolize the lives and thinking of others.
The governor of the province is still showing ambition of running for an extra mandate, the so called Dellai-quater[5]. Similarly, the president of the cooperatives’ establishment has been pushed to run for another mandate, the so called Schelfi-quater[6]. In this “cupola of power”, employment opportunities are provided on “spintarella”, the classic Italian underhanded recommendation for hire. Thus, the contracts for the construction of public infrastructure or for public supplies are subscribed within the “magnadora” [7], the local corruption system. In this context, it is difficult even for the Provincial Parliament[8] to overhaul administrative procedures that are often assigned by the Provincial Executive Board[9] to subsidiaries or in-house companies.[10] This subsidiaries are impossible to control because they are regulated by private and commercial law.
Furthermore, in this hierarchical formation there is little space for the 217 local municipalities[11]. In fact they are too small and fragmented to resist the central power. For resources and capacities they depend entirely from the authority of the province like a modern feudalism, which doesn’t allow self-determination. The councils can not express their autonomy following the principle of variable geometry on the base of their needs and interests. In 2006, a costly new intermediate bureaucratic level of administration – Comunità di Valle[12] – has been imposed from the regional government.
The erosion of democracy in the local scenario and, even worse, an erosion of the social trust and reciprocity in the communities have a fundamental human significance and stimulate serious thought. In this sense, Più Democrazia in Trentino initiative wants to commit into action the possibilities for escaping from this stall, giving voice to common people for a better future.
The main motivation which is shared by the committee members is to create the conditions for a qualitative step forward in the relation between citizens and government. Direct democracy is one of the solutions to respond to the demand for political participation, pluralism, rule of law and social justice. Movement towards full democracy is not an easy path, thus the committee is looking at foundations, trade unions and civil society organizations for raising support.
The committee proposal extends the focus from the two priorities to other innovative and ambitious tools to address the needs of the people and the realities on the ground: on-line portal for direct democracy, public debates, citizens’ juries, legislative assistance to popular initiatives, equity in the information, development of programs for democratic civic education and so on. The plan is to inspire reforms to help developing freedoms, accountability, participation and checking government excesses.
Digitalization and on-line publication of petitions, popular initiatives and referenda aim to a stronger partnership with the people. The direct democracy portal want to emphasize on sharing and exchanging proposals, criticisms and ideas which originate from civil society and from people-to-people interaction. Viable political rights are to help sustainable and inclusive social and economic development. By giving public voice to organized people, the political representatives will have to listen not only the requests from a limited number of lobbyists but also the demands expressed by civil society.
Public debates and citizen juries together with information tools and technology will allow rapid exchange of information on the best public policies to implement. Social dialogue is considered the base to enhance a more detailed and transparent political discussion, where all positions can effectively emerge. Clearly an oriented and open dialogue will increase awareness, transparency and accountability in public administration with a gradual reduction of corruption and illicit financial flows.
The inspiration that lies under the project for more democracy is to find a path to empower people to choose their own future. Renovation must be through participation of people and frequent rotation of the political class. This can be possible by integrating and counterbalancing representative democracy with direct democracy.
In conclusion, Più Democrazia in Trentino through a popular initiative is aiming to contribute to the democratisation of the local political life introducing innovative instruments which have demonstrated to be successful in other countries. On one hand, the objective is to create public opinion through the promotion of popular rights. On the other hand, the objective is to involve people in political decisions to explore talents and motivations towards a more prosperous, fair and ecologically sustainable society.
[1] Provincia Autonoma di Trento: http://www.provincia.tn.it/
[3] For more information: http://www.trentininelmondo.it/
[4] Federazione Trentina della Cooperazione: http://www.ftcoop.it/Portal/
[5] Trentino’s term to refer to the fourth mandate for the president of the province despite the limit of two mandates allowed by the present law.
[6] Trentino’s term to refer to the fourth mandate for the president of the Federazione Trentina della Cooperazione, after having changed the rules which indicated three mandates as a maximum.
[7] Information on magnadora at: http://www.questotrentino.it/qt/?aid=10171 or http://www.piergiorgiocattani.it/Documents/partito%20territoriale.pdf
[8] Consiglio Provinciale is the legislative body of the local government: http://www.consiglio.provincia.tn.it/
[9] Giunta Provinciale is the executive body of the local government: http://www.giunta.provincia.tn.it/
[10] In the last years the Giunta, the executive body of the local government, has driven to proliferate the in-house companies determining an expensive administrative poliformism. The abuse of this model has established an intricate system of subsidiaries with a high degree of discretion in hiring and managing human resources and in organizing public tenders. http://www.sgp.provincia.tn.it/Welcome.aspx
[11] List of the 217 municipalities of Trentino: http://www.comuni-italiani.it/022/lista.html. In the province of Trento the number of municipalities is almost double than in the province of Bolzano: http://www.tuttitalia.it/trentino-alto-adige/77-province/numero-comuni/. With the exception of the cities of Trento, Rovereto and Pergine and a few other towns, the local municipalities have an insignificant dimension in order to be autonomous in the administration of their tasks.
[12] In 2011 an abrogative referendum has been promoted by the populist party of the opposition – Lega Nord – but the influx of voters is boycotted by the parties in power in order not to reach the participation quorum of 50%. In addition to the campaign for abstention, the governor fixed the date of the referendum to the 29th of April, falling on the weekend preceding a national public holiday, when citizens usually go on holiday.
More democracy in Trentino in PDF format.
Iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia: intervista a Paolo Michelotto
Nelle settimane scorse è stata depositata presso la Cancelleria della Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare Quorum Zero e Più Democrazia. Dopo mesi di lavoro collettivo la proposta è ora nella fase della raccolta firme.
Tra i promotori dell’iniziativa nazionale c’è anche Paolo Michelotto, il quale da anni è attivo nella promozione della democrazia diretta su diversi fronti. Michelotto è peraltro membro fondatore del comitato Più Democrazia in Trentino. Per questa ragione ne abbiamo approfittato per contattarlo personalmente e raccogliere delle impressioni in esclusiva sull’iniziativa nazionale. Continua a leggere
Democrazia diretta su RaiNews
«Internet cambia la vita politica, favorisce la partecipazione, promuove una nuova idea di democrazia dove i cittadini possono dire la loro sui temi concreti» questo è il messaggio lanciato da Roberto Reale nella puntata “Democrazia diretta” trasmessa da Rai News il 15 luglio 2011 all’interno della rubrica Scenari.
Nel servizio si analizzano il successo di istanze popolari promosse dalla e nella rete ed il rapporto tra internet e politica per indagare il livello di trasparenza della classe dirigente. Si identifica la rete come il luogo privilegiato per coniugare i concetti di libertà e di partecipazione. Internet è ormai la fonte dove la maggioranza dei cittadini cerca informazioni politiche non solo per tenersi al corrente circa i candidati o gli eletti ma anche per protestare e resistere contro le censure.
In questo senso è d’obbligo il riferimento ad Avaaz.org – sito specializzato in petizioni – che è riuscito a far annullare il Gran Premio del Bahrain, dopo aver invaso con commenti negativi i siti web delle scuderie automobilistiche che avrebbero gareggiato in un paese sconvolto da una brutale repressione. Questo è un esempio simbolico di democrazia diretta poichè le petizioni pur non avendo valore legale confermano la volontà dei cittadini di esprimere la loro opinione su cose concrete.
Si osserva il ruolo degli smart phone come strumenti di connessione alla rete che favoriscono l’interazione anche senza l’utilizzo di pc – la cosiddetta nomadizzazione di internet – ma anche gli hacker di Anonymous, i libertari informatici che si battono per la libertà di esprimere i propri ideali e difendere i soprusi. Ad esempio, uno dei loro slogan a sostegno la battaglia contro “l’ossessione e la paranoia della sicurezza e la paura degli altri che immiserisce le nostre vite” è “Join us for great justice and epic win!”.
Nel servizio si parla anche del costituzionalismo popolare dell’Islanda – a cui abbiamo accennato pochi giorni fa – che ribalta la logica che vuole pochi esperti a decidere per tutti.
Notevole anche la parte riservata a M. Zuckerberg inventore di Facebook, il social network che è ormai diventato cruciale per i leader politici mondiali, i quali lo utilizzano per le loro campagne ma da cui ne sono simultaneamente intimoriti per la forza con cui il loro potere potrebbe delegittimato.
Si chiude con Assange, il fondatore di Wikileaks incarcerato ed oggetto di censura causando così con un grave danno per la trasparenza internazionale. Buona visione!
La puntata “Alte velocità” del 9 marzo 2012 parla invece del dibattito pubblico – che noi abbiamo inserito nella bozza 1.0 – che avviene in Francia dal 1995, dove grazie alla legge Barnier si regolamenta la partecipazione dei soggetti direttamente interessati dalle grandi opere con un notevole impatto ambientale.
Si paragona il sistema francesce del dialogo con quello italiano delle opere pubbliche coercitive che determina pessimi risultati come è stato per la TAV della Val di Susa, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria e il Ponte di Messina. Questo potrebbe peraltro farci riflettere sull’assenza di dibattito pubblico sulle grandi opere locali in Trentino come Metroland.
Nel servizio sono presenti anche riferimenti a grandi opere imposte alla cittadinanza nel Regno Unito e in Cina, le quali prevedono investimenti di miliardi di Euro per ridurre i tempi di spostamento ma che lasciano irrisolti i problemi di mobilità ordinaria.
Il servizio si conclude con un analisi dei consumi energetici considerando tutto il ciclo di vita di un sistema di trasporto e riferendosi ad uno studio universitario che compara i consumi di energia di differenti mezzi di trasporto. Si ragiona in termini di costi energetici e ambientali in rapporto con la quantità di merci trasportate e il numero di passeggeri.
Direttamente correlata con il tema della democrazia diretta è la puntata “L’anno degli Indignati” del 5 novembre 2011, un approfondimento sul movimento degli Indignados diffuso a livello globale. Il movimento ha avuto il merito di riportare nell’agenda politica i bisogni del 99% della popolazione mondiale per contrastare quella ridotta percentuale di soggetti che si sono arricchiti grazie alla relaziona complice e perversa tra la politica dei clientelismi e la finanza corrotta.
Il servizio mostre le immagini delle nuove forme di lotta adottate da Occupy Wall Street: i presidi permanenti, i cortei, le piazze virtuali e reali che si incontrano senza leader e dove gli interessati puntano a creare un laboratorio politico a cielo aperto. Lo scopo di tali azioni è di determinare un’onda di lungo periodo che solleciti profondi cambiamenti di tipo culturale.
Uno sguardo anche alle proteste spagnole caratterizzate dal motto “Democracia real ya!” che hanno dato grande importanza ai social forum ed hanno innescato l’ondata delle proteste mondiali. Il loro progetto non è nulla di rivoluzionario e radicale ma semplicemente una democrazia partecipativa, esercitata e controllata dal basso grazie alla rete internet, per abbattere i polarismi della politica e per includere i movimenti della società civile.
Tappe nell’elaborazione del ddl di iniziativa popolare
Ieri mattina – martedì 13 marzo – abbiamo ricevuto le prime osservazioni dai funzionari dell’ufficio legislativo del Consiglio provinciale di Trento. In seguito a tale comunicazione abbiamo organizzato un incontro a Palazzo Trentini per venerdì mattina – 16 marzo – dove riceveremo un ulteriore supporto avendo l’opportunità di discutere articolo per articolo le proposte contenute nella bozza 1.0.
Le osservazioni sollevate riguardano vari aspetti: la chiarezza di alcune delle nostre proposte; la necessità di riordino del testo adattandolo alle forme normative standard; la legittimità e la procedibilità degli innovativi meccanismi che abbiamo previsto; e l’esigenza di coordinare aspetti del ddl che si collocano nel campo della legge elettorale.
Sulla base di quanto emergerà dalla riunione con i funzionari provinciali, avremo la possibilità di rielaborare e migliorare il documento. In funzione di tutto ciò, organizzeremo un’assemblea pubblica del comitato Più Democrazia in Trentino per la discussione e l’approvazione finale della proposta.
Per quanto riguarda il luogo della prossima assemblea finora sono state indicate due sedi. La prima opzione è di ritornare sul luogo da dove siamo partiti, Palazzo Libera di Villa Lagarina, per dare un maggiore risalto istituzionale e ripresentarsi nella zona di Rovereto mentre la seconda è la Casa del Sole poiché più intima e consona alla tipologia dei nostri incontri.
Nel frattempo potete inviarci i vostri suggerimenti e le vostre critiche sui contenuti e sulle linee generali delle proposte utilizzando il forum, il gruppo in Facebook o inviandoci direttamente un messaggio via e-mail.
Costituzionalismo popolare in Islanda

Nell’attesa che l’ufficio legislativo del Consiglio provinciale di Trento ci dia un parere sulla bozza del ddl che abbiamo depositato la settimana scorsa, cogliamo l’occasione per dare un’occhiata a quanto accade fuori dai confini nazionali.
Leggendo l’articolo Grassroots Constitutional Politics in Iceland scritto da Paul Blokker e pubblicato nel gennaio 2012 sul sito web del Social Science Research Network, è possibile approfondire il concetto di costituzionalismo popolare. Continua a leggere
Bozza di legge 1.0
Dopo una serie di incontri fisici ed audioconferenze il gruppo di lavoro – designato nell’assemblea del 9 febbraio alla Casa del Sole e composto da S. Longano, C. Zanella ed A. Marini – ha prodotto la Bozza del disegno di legge – versione 1.0 sulla democrazia diretta.
La bozza, oltre all’introduzione del referendum confermativo e all’eliminazione del quorum, come indicato nell’atto costitutivo del comitato Più Democrazia in Trentino include una serie di altri aspetti normativi:
- una proposta per una maggiore condivisione delle petizioni sulla base degli esempi dei portali delle e-petitions esistenti in Regno Unito, Scozia o Germania;
- la previsione di un meccanismo automatico per l’ascolto e la pubblicizzazione delle consultazioni con i soggetti interessati della società civile come in Svizzera;
- la possibilità di attivare la procedura di dibattito pubblico per le grandi opere come previsto dalla legge regionale Toscana sulla partecipazione o come avviene in Francia in tema di trasporti pubblici;
- la richiesta di raccomandazioni e pareri a giurie di cittadini estratti a sorti per risolvere temi controversi come peraltro accade negli USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Svizzera, Irlanda o India;
- la pubblicizzazione delle iniziative dei cittadini che abbiano rispettato le modalità ed i termini per la raccolta delle firme;
- l’estensione del diritto di voto per i referendum consultivi ai residenti sul territorio provinciale e che abbiano compiuto i 16 anni di età;
- l’estensione del diritto alla dichiarazione di sostegno per le petizioni, le iniziative popolari e i referendum consultivi ai residenti sul territorio provinciale che abbiano compiuto i 16 anni di età;
- l’introduzione di meccanismi di controllo diretto degli eletti come la revoca ed il limite dei mandati come previsto ad esempio in numerosi stati degli USA o in Svizzera per l’intero governo collegiale;
- la possibilità – previa autorizzazione del sindaco ed assumendosene le responsabilità civili e penali del caso – di un cittadino residente sul suolo provinciale di assumere la funzione di autenticatore nella procedura della raccolta delle firme come peraltro avviene in Svizzera o in alcuni lander della Germania;
- l’implementazione di sistemi elettronici di raccolta delle firme per limitare gli oneri amministrativi come ad esempio è previsto per l’Iniziativa dei Cittadini Europei;
- la possibilità di verificare la regolarità delle firme mediante un controllo a campionamento casuale come per l’ICE;
- l’adozione di specifiche norme sulla protezione ed il trattamento dei dati personali contenuti negli elenchi delle dichiarazioni di sostegno;
- l’attivazione di clausole di garanzia come elemento imprescindibile della funzionalità degli istituti di democrazia diretta mutuandole dalla proposta dell’Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano: diritto alla consulenza giuridica istituzionale, informazione degli aventi diritto al voto, garanzia di equa informazione, regola della correttezza e regola della trasparenza.
- la reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica a livello scolastico e a livello extrascolastico anche attraverso associazioni e organizzazioni della società civile.
Lunedì mattina, 5 marzo, il gruppo di lavoro si riunirà per sottoporre la bozza ad un’ulteriore revisione. In seguito si recherà presso l’ufficio legislativo del Consiglio Provinciale per fissare le modalità di assistenza legislativa, la quale ci era stata concessa ufficialmente il 24 gennaio dal Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Dorigatti.
La bozza integrale non è ancora stata ottimizzata da un punto di vista formale e del linguaggio giuridico. Per questa ragione vi invitiamo ad indirizzare i suggerimenti, le proposte alternative ed i commenti ai contenuti focalizzando l’attenzione sui principi da modificare, inserire o eliminare.
Per esprimere i vostri commenti abbiamo pensato di rispolverare il forum creato a dicembre per raccogliere le idee. Abbiamo creato una categoria di discussione denominandola BOZZA DI LEGGE 1.0 ed abbiamo aperto una serie di focus sulla base dei capitoli e dei titoli contenuti nella bozza stessa. Il link completo è:
http://democraziadiretta.forumattivo.it/c3-bozza-di-legge-10
In funzione delle modalità di intervento dell’ufficio legislativo per il vaglio della bozza 1.0 e dei vostri commenti, organizzeremo un’assemblea per l’approvazione finale del documento indicativamente tra il 12 ed il 15 marzo. In seguito a tutto ciò, se il progetto sarà sufficientemente condiviso potremo finalmente partire con la fase successiva dell’iniziativa: la raccolta delle firme.
Per scaricare la bozza integrale: DDL_più_democrazia_v._1.0
Comitato in assemblea pubblica: Lavis, giovedì 1° marzo
Si riunisce in assemblea il Comitato civico Più Democrazia in Trentino.
L’incontro è aperto al pubblico ed a tutti coloro che desiderano parteciparvi.
Giovedì – 1 marzo 2012
ore 19.00
Sala didattica Casa Anziani
Via Degasperi 22 – Lavis (TN) Continua a leggere
L’Iniziativa dei Cittadini Europei
Il 16 febbraio 2011 è stato approvato con procedura legislativa ordinaria il Regolamento (UE) N. 211/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio (ICE) riguardante l’iniziativa dei cittadini (European Citizens’ Initiative), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dell’11 marzo 2011 e che si applica a partire dal 1° aprile 2012. Continua a leggere
Maggiore partecipazione popolare come soluzione alla crisi globale
Presso il Park Hotel Laurin di Bolzano, il 27 gennaio scorso è stato invitato Gerald Häfner, promotore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). L’europarlamentare che è anche presidente di Democracy International, oltre ad illustrare il risultato raggiunto in sede comunitaria per concretizzare il diritto di partecipazione ha anche parlato della crisi globale.
Di fronte ad una platea di una sessantina di persone che includeva anche la delegazione di Più Democrazia in Trentino, Häfner nel suo lungo ed articolato eloquio ha auspicato una maggiore partecipazione dei cittadini per ridurre il potere delle lobby e dei mercati finanziari. Questa infatti potrebbe essere l’unica soluzione efficace per arginare la crisi, arrivata oramai ad uno stadio cronico.
Per l’oratore, la crisi non è solo economica ma anche sociale ed ambientale. Inoltre, non è limitata alla realtà nazionale ed europea bensì è una crisi planetaria determinata dal mondo della finanza, che ha schiacciato l’economia reale attraverso l’adozione in forma sistematica di comportamenti speculativi a breve termine.
In questo modo, il sistema politico si è conformato alle esigenze della finanza a scapito di quelle dei cittadini. Per anni, i meccanismi perversi della finanza hanno prodotto un deficit di democrazia, il quale ha limitato la sovranità dei cittadini nel procedimento legislativo e quindi nelle decisioni collettive compromettendo le risposte ai loro bisogni reali.
A livello comunitario la volontà condivisa per migliorare gli strumenti della democrazia diretta ha concepito l’ICE come rimedio al vuoto di legittimazione delle istituzioni europee. Anche per questa ragione i promotori hanno pensato di vincolare l’iniziativa ad un numero minimo di Stati membri e di “socializzarla” per difendere più uniformemente i diritti sociali e per raggiungere più eque e migliori condizioni di vita.
In questo senso, l’iniziativa guarda all’Europa per ampliare gli orizzonti e per stimolare la partecipazione dei cittadini europei. Si vorrebbe moderare l’eccessivo potere concentrato in pochi governi con l’augurio che un giorno venga introdotto anche l’istituto del referendum europeo incidendo così ancor più efficacemente nelle politiche comunitarie a favore di tutti i cittadini.
All’intervento di Häfner è seguito un dibattito facilitato da Brigitte Foppa dove hanno preso la parola i protagonisti della riforma della democrazia diretta in Alto Adige: Stephan Lausch (Iniziativa per Più Democrazia), Arnold Schuler (consigliere provinciale SVP), Riccardo Dello Sbarba (consigliere provinciale dei Verdi) e Sepp Kusstatscher (ex-europarlamentare).
Stephan Lausch ha evidenziato l’urgenza di ampliare gli strumenti della democrazia diretta per poter curare la democrazia rappresentativa. Tuttavia per perseguire tale obiettivo c’è bisogno anche dei media che però, nella fattispecie, non danno un sostegno significativo. In simili condizioni è stato difficile promuovere il progetto di Iniziativa per Più Democrazia (quorum al 15% e 10.000 firme necessarie per un referendum propositivo) e creare consapevolezza sociale su questo tema. In aggiunta a ciò, Lausch ha ammesso di comprendere le ragioni della resistenza dei media esplicitando la logica che chi detiene il potere non se lo lascia prendere facilmente e che i media stessi vengono influenzati dal disequilibrio delle forze in campo.
Schuler, giustificando l’ostilità della SVP, ha replicato che nemmeno gli svizzeri sono soddisfatti del loro sistema politico perciò una legge sulla democrazia diretta sarebbe solo una stampella e non una soluzione strutturale all’attuale crisi. A suo parere un equilibrio ottimale del sistema è garantito da un’alta soglia del numero di firme per l’attivazione di un referendum, la quale peraltro è da estendersi in due fasi (4.000 + 26.000 firme per il referendum consultivo e 8.000 + 38.000 firme per il referendum propositivo).
Dello Sbarba dopo essersi espresso a favore dell’eliminazione del quorum ha raffigurato la raccolta delle firme come un momento rigenerante poiché si tratta di un colloquio continuo e generalizzato dove si sciacquano i panni della politica tradizionale. Nonostante ciò, la soglia proposta dalla SVP – definita un faticoso percorso a doppio tempo – è una barriera alla partecipazione inaccettabile, con la quale si cancella la possibilità di accedere allo strumento del referendum.
Rispondendo ad un’ulteriore domanda di Foppa, Kusstatscher ha precisato che tutti i temi possono essere affrontati dalla democrazia diretta, ma che tuttavia non si può prescindere dal garantire la tutela delle minoranze linguistiche. Infine, prima di chiudere l’incontro durato circa tre ore, Häfner ha risposto alle numerose domande dei presenti in materia di democrazia diretta dando un esempio di cordialità e di ascolto ed offrendo ulteriori motivazioni a sostegno di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Per un ulteriore approfondimento:
- Relazione della serata a cura di Andreas Pichler
- Disegno di Legge presentato da Iniziativa per Più Democrazia
- I parte – Relazione accompagnatoria di Iniziativa per Più Democrazia
- II parte – Relazione accompagnatoria di Iniziativa per Più Democrazia
- Disegno di Legge della SVP elaborato in commissione legislativa
- Relazione disegno di legge SVP
La democrazia diretta nel mondo

“La strada della democrazia si costruirà con la volontà della gente” recita lo slogan che ha coniato Francesca nella pagina del blog Il nostro motto!
Volendo tradurre in realtà il proposito dello slogan la domanda che sorge spontanea è inerente gli strumenti da adottare affinché la volontà della gente venga presa in considerazione e si produca concretamente in decisioni collettive. La risposta non è semplice ed è per questo che la nostra comprensione può essere facilitata con la lettura di studi e ricerche, che analizzano il fenomeno confutando ipotesi, sostenendo teorie ma soprattutto riportando esempi concreti in cui i diritti popolari sono esercitati con successo. Continua a leggere
Contenuti del disegno di legge, gruppo di lavoro e cariche sociali
Il giorno 9 febbraio la Casa del Sole ha ospitato un’altra tappa del comitato Più Democrazia in Trentino verso una nuova legge sulla democrazia diretta a livello provinciale. Come indicato nel programma, dopo la presentazione del quadro legislativo vigente si è discusso sulle innovazioni da apportare, sugli aspetti da migliorare e sul metodo da seguire per la scrittura del progetto normativo. Continua a leggere
Democrazia “cooperativa” – raccolta firme a Storo
Il 2012 è L’Anno internazionale della Cooperazione. Ebbene noi lo festeggiamo anche in questo modo, cooperando tra “campagne” di raccolta firme. I dettagli dell’iniziativa.
Sabato 11 febbraio
Storo – davanti al supermercato della Famiglia Cooperativa
dalle 10.30 alle 12.30
dalle 16.30 alle 19.00 Continua a leggere
Manifesto assemblea del 9/2/12 alla Casa del Sole
Dopo aver approvato lo statuto lo scorso 1 febbraio, il comitato Più Democrazia in Trentino si riunirà nuovamente in assemblea per continuare la discussione sul disegno di legge di iniziativa popolare in tema di democrazia diretta.
Come indicato nel post precedente, l’incontro si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 19.00. Questa volta ci troveremo presso la Casa del Sole, continuando il nostro tour sul territorio nei luoghi simbolo della società civile trentina.
L’incontro come da consuetudine è aperto al pubblico:
Giovedì, 9 febbraio – ore 19.00
Casa del Sole
Sala al III Piano
Via Menguzzato, 50
38100 Trento
(dietro le torri di Madonna Bianca)
Proponiamo di riprendere ciò che avevamo lasciato in sospeso. Cristiano Zanella introdurrà la serata facendo una breve relazione sul quadro legislativo attuale facendo dei riferimenti alla Costituzione, allo Statuto del TAA, alle legge in vigore in Trentino su referendum ed iniziative popolari ed al disegno di legge presentato dell’associazione Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano, il quale proprio in questi giorni è al centro del dibattito politico altoatesino.
In preparazione dell’incontro potete consultare i seguenti documenti:
– Presentazione Cristiano Zanella
– Proposte di Villa Lagarina
– Proposte varie emerse nel forum e nelle discussioni precedenti
– Temi affrontati con i funzionari dell’ufficio legislativo del Consiglio Provinciale
– Legge Provinciale n° 3 del 5 marzo 2003
– Disegno di legge di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano
– Legge 21 marzo 1990, n. 53 (Autenticazioni)
– Regolamento 211/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio – Iniziativa Cittadini
In seguito alla presentazione, ci confronteremo sui punti chiave che vorremmo introdurre nella nuova legge sulla democrazia diretta. Inoltre individueremo un gruppo di volontari per scrivere il testo del disegno di legge sulla base degli orientamenti che verranno decisi insieme e condivisi dal comitato.
PS. I partecipanti verranno da Trento, Rovereto/Vallagarina, Pergine/Valsugana, Lavis e Val di Non per cui potete organizzarvi su questo spazio web o su quelli in Facebook (gruppo e pagina) per viaggiare in gruppo (car pooling).
Lo Statuto di Più Democrazia in Trentino
In data 1 febbraio 2012 il comitato si è riunito presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione a Trento ed ha approvato lo Statuto di Più Democrazia in Trentino.
La volontà e l’impegno dei presenti hanno consentito un ottimo esercizio di confronto creativo, il quale è durato quasi tre ore ed ha permesso la condivisione di regole chiare e semplici per accompagnare l’attività futura del comitato.
Nell’occasione Silvia Alba, Daniela Filbier, Gianni Ceri e Matteo Rigotti si sono iscritti come nuovi membri ed hanno partecipato attivamente ai lavori dell’assemblea, mentre Rolando Gasperi, Piergiorgio Poier e Franca Bazzanella hanno espresso il desiderio di fare parte dell’iniziativa e si aggregheranno formalmente nel corso delle prossime assemblee.
Per lasciare una traccia delle proposte e dei risultati delle deliberazioni, oltre allo Statuto approvato dai presenti, in questa nota si mette a disposizione anche la presentazione della bozza iniziale dello statuto, la quale è stata utilizzata come brogliaccio nel corso della serata.
Al termine della serata ci si è accordati per ritrovarsi giovedì 9 febbraio alle ore 19.00 per discutere sui contenuti fondamentali che dovrà avere il nostro disegno di legge di iniziativa popolare (vedi seconda parte del programma dell’ultima assemblea e materiale cartaceo distribuito).
Nel frattempo è stata creata una pagina sul blog per raccogliere gli slogan che ci serviranno per accompagnare la nostra iniziativa: “Il Nostro Motto!”
Da Ledro: SOS Tremalzo e l’entusiasmo di partecipare
Ho letto con attenzione la mail che ci avete inviato e anche la newsletter che aveva mandato Roberto Bombarda, ritengo molto interessante e importante quanto il neocostituito comitato civico sta facendo e vuole portare avanti.
L’esperienza di SOS Tremalzo, comitato di cui faccio parte insieme a tanti altre cittadine e cittadini di Ledro, è nata proprio da una totale mancanza di trasparenza, informazione e partecipazione in merito allo (sciagurato) progetto di “rilancio” della nostra area pascolo più preziosa.
Ora io sono alla prima esperienza amministrativa come consigliere comunale nel nuovo Comune di Ledro e una delle cose che più mi pesano e sulle quale cerco di creare dibattito è proprio la scarsa, direi assente, partecipazione. Si è persa la cultura del dialogo e dell’ascolto, si crede di perder tempo a confrontarsi, perchè si è stati eletti si ritiene di avere carta bianca.
Non è facile creare partecipazione quando i cittadini sono ormai convinti che tanto le scelte sono già fatte (da chi hanno delegato con il loro voto) e la loro idea in merito non ha nessun peso.
D’altra parte ci sono validi strumenti e processi partecipativi che potrebbero esser messi in atto per attuare progetti condivisi e sostenibili, quindi capaci di futuro.
Quanti incarichi a professionisti per progetti preliminari che vengono dati a vanvera!!! Come se gli abitanti di un posto non fossero assolutamente in grado di esprimere una loro propria idee di futuro. E, visto che le risorse non sono illimitate, se non sono capaci dovranno di sicuro imparare ad essere parte attiva nelle decisioni che li riguardano.
Ci sono anche degli esperimenti interessanti, abbiamo fatto un esperimento di percorso partecipativo con i ricercatori della Fond. Mach che hanno curato il progetto Openloc per Ledro.
Sarebbe proprio opportuno che prima di affidare costosi incarichi per progetti preliminari ci fosse l’obbligo di sentire i cittadini, di far loro elaborare delle linee guida, una scaletta di priorità …
Ma su 20 consiglieri … a crederci siamo in due gatti poichè io sono l’unica consigliere di minoranza eletta per la lista civica Ledro Bene Comune.
Buon lavoro e tanto entusiasmo (così l’impegno risulta meno pesante)!
Anna Maria Santolini
Democrazia diretta e sviluppo sostenibile: una chiave di lettura
Mattia Ravelli in “Una riflessione sulla sostenibilità” sottolinea come le innovazioni in tema di sostenibilità sono numerose ed hanno un grande potenziale d’applicazione, tuttavia sono confinate nell’ambito dei laboratori universitari “per la mancanza di un vero desiderio di cambiamento”. Questo è purtroppo vero. Infatti nella nostra realtà, nonostante l’abuso della terminologia, la diffusione di soluzioni “sostenibili” che tengano conto di tutte e tre le dimensioni – sociale, ambientale e economica – scarseggiano.
In particolare in questo articolo ci si vuole soffermare sulla dimensione sociale ovvero sulle relazioni sociali nel loro complesso e quelle tra la società civile e la politica. Ogni giorno appare più ovvio ed evidente che la crisi ambientale (es. instabilità degli approvvigionamenti energetici, inquinamento, effetto serra, etc.) e quella economica (es. recessione, collasso della finanza, debito pubblico, etc.) non siano altro che il risultato di una perdita di qualità nelle relazioni sociali e di una saturazione dei canali comunicativi delle nostre comunità. Per questa ragione si ritiene necessario un cambio radicale nel modo di relazionarsi al fine di concorrere in modo partecipato ed inclusivo nella definizione delle nuove regole per disegnare il nostro futuro.
Con la scusa di agire in modo “rapido ed efficiente” i politici non perdono tempo in discussioni che loro reputano inutili e non si preoccupano di ascoltare le istanze provenienti dalla cittadinanza. Si considerano “la classe dirigente”, l’unica capace di prendere decisioni strategiche. Si sentono legittimati poiché alle elezioni sono stati nominati dalla maggioranza perciò, dall’istante della “vittoria elettorale”, non si confrontano più con gli elettori o al massimo lo fanno con i loro “clienti”.
Le èlite della politica si giustificano adducendo all’incapacità del cittadino medio di comprendere la complessità della situazione che lo circonda: non essendo in grado di “capire”, non è nemmeno in grado di “agire in modo razionale”. Figuriamoci se il cittadino medio potesse scegliere tra l’opzione di un profitto immediato e quella di una rendita sostenibile sul lungo periodo. A detta delle èlite questo opterebbe per il “profitto immediato”. E’ questa la loro motivazione principale per non coinvolgerlo in una costruzione collettiva delle politiche pubbliche e delle strategie di sviluppo.
I fatti dimostrano che le motivazioni delle èlite sono semplicemente delle giustificazioni per non avere intralci nella cura dei propri interessi di clan o al massimo di partito. Al contrario, dove i cittadini hanno avuto voce nell’arena pubblica ed hanno avuto il tempo di ricevere e processare informazioni, i risultati sono stati di alto spessore in termini di indici di sostenibilità, dimostrando una grande capacità di disegnare collettivamente il futuro delle comunità in cui vivono.
Tale situazione è stata evidenziata in modo eclatante dai risultati dell’ultima consultazione referendaria nazionale. Gli italiani, nonostante l’invito al boicottaggio da parte dei partiti al governo, hanno dimostrato una consapevolezza ed una determinazione nel segnare la strada verso lo sviluppo sostenibile e la condivisione dei beni comuni. I cittadini hanno espresso una posizione chiara e vincolante che ha evitato – per il momento – di compromettere la qualità di vita delle generazioni future.
I referendum nazionali ci hanno dato un esempio di come la cittadinanza possa essere cosciente dei problemi e delle minacce che ci circondano e lungimirante nelle decisioni per prevenirli e risolverli. Da qui, la risposta a quella che precedentemente è stata definita “saturazione dei canali comunicativi” potrebbe venire dalla democrazia diretta superando così privilegi, veti e rigidità delle èlite. Solo il coinvolgimento della cittadinanza attraverso un processo partecipativo per decidere “sul presente e sul futuro” può aumentare la consapevolezza sociale e la condivisione dei principi che stanno alla base delle politiche pubbliche, le quali, necessariamente, devono essere sostenibili e condivise da tutti per essere efficaci.
Ci sono numerosi esempi che confermano le teorie sopra esposte. Gli stessi potrebbero essere presi come modello. Sono delle soluzioni integralmente sostenibili poiché sono socialmente condivise – tramite gli strumenti della democrazia diretta – , economicamente viabili ed in armonia con gli equilibri ecologici. Qui ne vengono riportati tre piuttosto significativi così da offrire al lettore una possibilità di approfondimento:
1) A Zurigo, in Svizzera, grazie allo strumento del referendum – peraltro senza quorum – hanno condiviso una scelta che proietterà la città verso il futuro con delle politiche che in Italia verrebbero considerate utopiche. Vedi articolo “Zurigo, l’utopia di un futuro senza automobili”
2) A Schönau im Schwarzwald (Foresta Nera), nel Land del Baden-Württemberg in Germania, dopo un lungo percorso di “responsabilità economica organizzata” hanno raggiunto una situazione definita dagli stessi cittadini di “democrazia energetica senza essere dipendenti dai grandi produttori”. Vedi servizio di Report su YouTube.
3) In Val Pusteria, con un referendum autogestito, è stata espressa una forte volontà popolare per investire sulla ferrovia anziché sulla strada. I cittadini hanno saputo influenzare in modo cruciale le scelte infrastrutturali in tema di mobilità che altrimenti sarebbero state diametralmente opposte. Vedi news “Futuro del traffico in Val Pusteria”
Credete che anche in Trentino si possa mettere da parte la “retorica della sostenibilità”?
I casi di Zurigo, di Schönau e della Val Pusteria ci dimostrano che la strada della democrazia diretta va nella stessa direzione di quella della sostenibilità. Questa crediamo che sia un scelta obbligata anche per tutelare la nostra qualità di vita e quella delle generazioni future.
(Articolo pubblicato il 19 gennaio 2012 sul blog di Trento2.0)
Programma assemblea 01/02/12
In vista dell’assemblea di domani sera – mercoledì 1 febbraio – abbiamo preparato un programma di lavoro al fine agevolare il dibattito e la deliberazione delle decisioni.
La serata sarà suddivisa in tre fasi:
ore 19.00 – Introduzione
In questa fase verrà illustrato brevemente il lavoro svolto a livello organizzativo e comunicativo. Si provvederà inoltre alla registrazione dei nuovi membri del comitato e degli autenticatori che saranno disponibili per la raccolta delle firme a sostegno del disegno di legge.
ore 19.15 – Approvazione dello statuto e nomina delle cariche sociali
– Alessio Hueller presenterà brevemente la bozza dello statuto e le integrazioni che sono state suggerite dai membri del comitato a partire dal 12 gennaio, giorno in cui Più Democrazia in Trentino è stato costituito. Vedi presentazione
– Mario d’Alterio faciliterà gli interventi dei presenti e le operazioni di votazione e di designazione dei cariche sociali. Per rendere snella e rapida la discussione verrà concesso 1 minuto al massimo per commenti, proposte e/o altri interventi.
ore 19.45 – Discussione ed approvazione degli aspetti essenziali del disegno di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta
– Cristiano Zanella farà da relatore sulle proposte già approvate, sulle proposte contenute nel ddl di Iniziativa per Più Democrazia di Bolzano – il quale ddl è stato preso dal comitato come punto di riferimento – e sulle proposte aggiuntive già avanzate nel forum e negli incontri precedenti. Vedi presentazione
– Riccardo Fraccaro faciliterà il confronto tra i presenti e le operazioni di voto sulle scelte da prendere. Come nella fase precedente, si inviteranno i partecipanti ad essere brevi e concisi per offrire l’opportunità di un maggiore numero di interventi e per rendere più dinamico il confronto tra i partecipanti.
La relazione della serata ed i documenti approvati verranno messi a disposizione su questo spazio web nei giorni successivi all’incontro.
