Invervista al candidato presidente di Rifondazione Comunista, Ezio Casagranda

Ezio Casagranda

Dopo essere caduto nel dimenticatoio il disegno di legge di iniziativa popolare n.328/XIV torna alla ribalta. La proposta di legge sottoscritta da 4000 cittadini e presentata formalmente nel luglio 2012 dal comitato di Più Democrazia in Trentino, dopo essere stata boicottata dalle forze politiche di maggioranza del governo Dellai/Pacher  (PD, UPT e PATT), diventerà automaticamente il disegno di legge numero uno della prossima legislatura.

Il meccanismo che determina questo passaggio è indicato dal comma 2 dell’art.132 del Regolamento interno del Consiglio provinciale: “I disegni di legge d’iniziativa popolare, qualora il loro esame non sia stato completato nel corso della legislatura in cui sono stati presentati, non decadono e vengono trasferiti all’esame della legislatura successiva”. Continua a leggere

Comunicato stampa di Mehr Demokratie di Bolzano

I cittadini dell’Alto Adige chiedono in tanti di decidere con il voto
sulla legge SVP “ammazza-referendum”

Bolzano, 24 settembre ’13

Unterschriften_Landtag_Stiegenhaus_klI cittadini hanno sentito chiaro e forte l’allarme! Più del doppio di quanti richiedeva la legge si sono recati nei comuni a firmare per chiedere di sottoporre al voto referendario la legge che la SVP si è deliberata con i soli propri voti.
Votare per dire NO a regole stabilite che ci tolgono il potere referendario. Continua a leggere

Lettera dall’Alto Adige – Südtirol

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Riporto di seguito la lettera inoltrata dai promotori del referendum confermativo sulla legge (anti)democrazia diretta dell’SVP:

Care amiche, cari amici della democrazia diretta,
così in 59 ci siamo presentati il 4 luglio in Consiglio provinciale e abbiamo presentato le nostre richieste per il referendum e per l’iniziativa popolare, per una democrazia diretta efficacie e praticabile. Ora siamo diventati incredibilmente tanti – non vogliamo ancora rivelare la cifra quasi definitiva – teniamoci la sorpresa per martedì. Continua a leggere

Raccolta firme per il referendum 2014 in Alto Adige / Südtirol

REFERENDUM 2014 in Alto Adige / SüdtirolDifendi i tuoi diritti popolari! Continua a leggere

Giurie di cittadini per giovenche e politiche pubbliche

The Jury by John MorganUna giuria di cittadini per discutere e decidere su come affrontare l’emergenza dell’ubriachezza e della violenza nella vita notturna della città di Adelaide in Australia. La domanda posta ai giurati è «come trasformare Adelaide in una città vibrante e sicura?».

In contrasto con l’opinione dei consiglieri provinciali trentini e più in generale dei politici italiani, Ian Hunter, ministro dell’Ambiente dello stato del South Australia afferma: «Noi del governo non abbiamo tutte le risposte. Qualche volta la cosa migliore da fare è rivolgersi alla comunità e chiedere l’opinione dei cittadini». Nelle parole del ministro emerge la motivazione che ha portato ad utilizzare questo strumento di partecipazione per indirizzare le politiche pubbliche dello Stato bagnato dall’Oceano Indiano. Continua a leggere

Tesi sulla democrazia diretta: intervista a Mattia Tomasi

Mattia TomasiMattia Tomasi, nato a Trento nel 1986, laureato in Società, Territorio e Ambiente presso la Facoltà di Sociologia a Trento ha scritto la tesi di laurea Democrazia diretta e referendum: l’iniziativa «Quorum zero e più democrazia» discussa mercoledì 13 marzo 2013.
Dopo un’introduzione dove ha definito il campo di ricerca ed ha comparato l’esperienza italiana con quella di altri paesi europei, Mattia è entrato nel merito dell’iniziativa popolare di modifica della Costituzione Quorum Zero e Più Democrazia. Continua a leggere

É la tua Costituzione, e solo tu puoi cambiarla

No, non è che di colpo i nostri legislatori, o almeno qualcuno di loro, si è reso conto dell’importanza del coivolgimento dei cittadini quando si vogliano fare modifiche sostanziali alla Costituzione. Purtroppo, per noi italiani, il titolo è invece preso dalla parte finale del messaggio del Presidente della Convenzione sulla Costituzione irlandese.Constitution of Ireland

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Il caso di Ivano Fracena. Il Difensore Civico per la democrazia diretta

Difensore Civico Raffaello SampaolesiLa democrazia non si manifesta solo attraverso l’elezione dei rappresentanti del popolo, ma deve saper trovare momenti di continuo confronto e condivisione”. Queste sono le parole con cui il Difensore Civico chiude il paragrafo dedicato al mancato referendum sulla caserma dei Vigili del Fuoco di Ivano Fracena.
Nella relazione annuale dell’attività svolta nel 2012, a conclusione dell’analisi di merito sul caso del referendum del Comune valsuganotto, Raffaello Sampaolesi esprime un’opinione netta a favore degli strumenti di democrazia diretta ritenendo che gli stessi, non solo debbano essere salvaguardati, bensì, debbano essere incentivati. Continua a leggere

Il consigliere Zeni risponde alle domande del comitato

Piano piano, molto piano, arrivano anche le risposte alle nostre domande ai consiglieri. Certo meglio tardi che mai, e speriamo che anche gli altri 33 trentini in Consiglio si facciano meno timidi, per così dire.

Luca Zeni

Oggi è il turno del capogruppo del PD in Consiglio Provinciale, l’avvocato Luca Zeni. E così la categoria degli avvocati batte per rapidità tutti gli altri. Non sappiamo se sperare negli altri due laureati in giurisprudenza, ma che hanno come professione il segretario comunale o il magistrato amministrativo, o vedere se si faranno avanti altre categorie.
A parte la battuta, la democrazia è prima di tutto confronto, discussione e a volte anche scontro, certo sempre civile, di idee, ideali e proposte.
Dobbiamo quindi sempre apprezzare chi a questo confronto si presta. Speriamo facciano scuola. Continua a leggere

Statuto Comune di Storo: referendum propositivo senza quorum

Il 17 giugno ’13 il Consiglio Comunale di Storo ha approvato una serie di modifiche allo Statuto. Le modifiche riguardano il diritto di partecipazione dei consiglieri delegati alle riunioni della Giunta ma soprattutto il miglioramento dell’efficacia di alcuni strumenti di democrazia diretta.
La frazione di Darzo e Storo sullo sfondo Continua a leggere

Democrazia diretta in California: intervista a Billy Rhyne

L’intervista a Billy Rhyne fa seguito a quella pubblicata nell’aprile scorso e che ha avuto come interlocutore Ira Johnston. Le risposte di Billy ci portano ad avvalorare ulteriormente le considerazioni in quell’occasione.

Direct democracy in California (II Part) – Interview with Billy Rhyne

Billy on occasion of Greg Delaune party "Zygmunt Bauman and the Curative Properties of Dolomite Schnapps party"Billy Rhyne is a landscape architect with over 15 years of experience at Bay Area landscape design firms. He has worked on a diverse range of projects and has a thorough knowledge of the process of turning a piece of land into a beautifully landscaped space.
He grew up in Tennesse, and moved out to California about 20 years ago. Now living in the County of Alameda, He is a regular participant in the voting process though mail in ballots and subscribes to various political journals to keep himself informed. Continua a leggere

Intervista a Mario D’Alterio, candidato Sindaco alle comunali di Pergine per il M5S

Mario d'AlterioMario D’Alterio è originario di Pomezia in provincia di Roma e dal maggio 2011 risiede in Trentino insieme alla moglie ed alle tre figlie. Graduato dell’Esercito è impiegato presso il Comando Militare Esercito Trentino Alto Adige. Mario ha concorso alle recenti parlamentarie risultando terzo nella lista dei candidati alla Camera dei Deputati ed è ora il candidato Sindaco al Comune di Pergine per la lista Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

Intervista a Giuseppe Facchini candidato alle comunali di Pergine per i Verdi

Giuseppe FacchiniGiuseppe Facchini dal 2009 è stato il presidente del Consiglio comunale di Pergine Valsugana. Lo sarà ancora per qualche giorno in attesa delle elezioni che avranno luogo il 26 maggio per la rielezione del Sindaco e del Consiglio Comunale dopo le dimissioni del Sindaco stesso e lo scioglimento anticipato decretato il 22 febbraio dal Presidente del Consiglio Provinciale.
Nella primavera del 2012 Giuseppe, insieme a Flora Silvestri, Fabio Gottardi, Rinalda Simeoli, Michelina Chiodo, Diego Albertini e Anna Broll dell’Associazione per l’Ecologia ed il gruppo dei Verdi di Pergine Valsugana aveva contribuito alla raccolta delle firme a sostegno del disegno di legge di iniziativa popolare n.328/XIV. Continua a leggere

Ddl sulla democrazia diretta: si parte con la discussione!

Il 30 maggio doppio appuntamento con la democrazia diretta a Trento.
Al mattino tavola rotonda presso la Facoltà di Sociologia di Trento dove, in un incontro organizzato da Paul Blokker e Zubair Shaid, si discute sulla crisi della sovranità popolare e ci si chiede come rafforzare la democrazia.
Nel pomeriggio hanno luogo le prime audizioni propedeutiche alla discussione sul ddl n.328/XIV in seno alla Prima Commissione del Consiglio Provinciale, alla quale saranno invitati tutti i consiglieri provinciali considerata l’importanza dell’argomento.Copolis - Jean Monnet - Più Democrazia in Trentino Continua a leggere

Dorigatti: “Votare non basta: oggi occorre partecipare, non delegare”

Dorigatti con gli studenti“Votare non basta: oggi occorre partecipare, non delegare, perché con la nostra mancata partecipazione sociale e politica faremmo un torto a chi ha dato la vita per avere un Paese più libero e democratico, nel quale i principi della Costituzione siano attuati” sono le parole scandite dal Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Dorigatti, agli studenti del Liceo da Vinci di Trento venerdì 10 maggio. Continua a leggere

Lista soggetti locali per audizioni in Prima Commissione

Ill.ssimo Presidente della Prima Commissione, Sig. Renzo Anderle
Gentili consigliere ed egregi consiglieri

A distanza di quasi 10 mesi dal deposito della proposta di legge sulla democrazia diretta ed a nome del comitato civico Più Democrazia in Trentino, il primo firmatario ed i relatori del ddl 328/XIV desiderano anticipare alcune questioni ai consiglieri provinciali con l’auspicio di contribuire costruttivamente allo svolgimento dei lavori connessi alla discussione del ddl:
–          La necessità peraltro già sottolineata di definire una serie di date nella quali si intende iniziare e svolgere la discussione del ddl di iniziativa popolare in oggetto prima che abbia termine la XIV legislatura. Continua a leggere

Relazione incontro 3 aprile ’13

Il 3 aprile 2013 scorso si è riunito il comitato civico Più Democrazia in Trentino presso il municipio di Villa Lagarina. Oltre agli attivisti che hanno contribuito all’iniziativa fin dalla costituzione del comitato si sono uniti alla discussione anche altri soggetti interessati alle proposte contenute nel disegno di legge di iniziativa popolare 328/XIV. Tra gli altri i promotori dell’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Agricolo del Garda ed esponenti di SEL, M5S, PD, Rivoluzione Civile e Verdi.La prospettiva di Ezio Casagranda Continua a leggere

Ira Johnson: i diritti popolari in California

Nel novembre 2012 mi recai a San Francisco per un viaggio di lavoro. In occasione di una festa organizzata dall’amico Greg Delaune conobbi Ira Johnston, uno fra i tanti californiani che il  6 novembre si recarono alle urne per eleggere il Presidente degli Stati Uniti d’America ed esprimere una preferenza sui numerosi quesiti referendari.
Ira è un architetto paesaggista con un’esperienza pluriennale in progetti di sviluppo residenziale a ridotto impatto ambientale. Afro-americano nato negli anni ’60, è cresciuto in un clima di entusiasmo generato dalle lotte che gli hanno concesso non solo il diritto di voto ma anche quello di partecipare pienamente alla vita democratica americana. Continua a leggere

Il consigliere Borga risponde alle domande del comitato

La pagina del consigliere provinciale Rodolfo BorgaTra i pochi consiglieri provinciali che hanno dedicato attenzione al disegno di legge di iniziativa popolare n.328 possiamo annoverare il consigliere provinciale Avv. Rodolfo Borga. Il consigliere, che appartiene al gruppo consiliare del Popolo della Libertà e che svolge anche le funzioni di vicepresidente della Prima commissione permanente, ha analizzato le proposte del ddl ed ha cordialmente risposto alle nostre domande nel corso delle vacanze pasquali.
La sua disanima è frutto di una lettura attenta della proposta di legge e si proietta ad analizzarne i possibili effetti che deriverebbero ipotizzando un’applicazione pratica della stessa. Le risposte originano da ragionamenti logici lineari che le rendono comprensibili al comitato promotore poiché esplicitate chiaramente insieme ai valori etici e personali che caratterizzano le sue posizioni.
Inoltre, il metodo utilizzato nella compilazione delle risposte risulta essere di notevole utilità al fine di rendere maggiormente interpretabile la sua posizione e facilitare quindi i lavori in commissione. In questo senso, crediamo che un simile approccio sia quello ottimale per migliorare la qualità del dibattito e quindi il risultato finale che verrà raggiunto nel corso dei lavori in commissione ed in Consiglio provinciale.
Le risposte del consigliere Borga sono riportate di seguito:

Domande relative alla proposta EDUCAZIONE CIVICA
I.      È d’accordo con questa proposta?

II.     Crede sia opportuno integrarla/migliorarla? Se si, come?
Dipende da come sarebbero strutturate le ore di lezione. Non nascondo, peraltro, le mia perplessità, determinate da due ordini di ragioni. La prima attiene al rischio di un'”ideologizzazione” dell’insegnamento. Rischio che, visti i tempi, non mi pare poi così remoto. La seconda è di carattere più generale e riguarda il numero crescente di materie e conseguentemente di ore di lezione previste per i nostri ragazzi. Sono convinto che le materie e le ore siano troppe e che, in un momento caratterizzato da un preoccupante analfabetismo di ritorno (la povertà lessicale e sintattica dei discorsi ed ancor più delgi scritti è preoccupante), ciò che si dovrebbe fare è concentrare le ore d’insegnamento in materie che finiscono con il trovare sempre meno spazio. Penso prima di tutto all’italiano, ma anche alla storia, alla matematica od al latino. E cioè alle materie che, al di là delle nozioni, aiutano a fornire agli studenti gli strumenti logico-intellettuali per affrontare al meglio il futuro. In tale contesto l’inserimento d ulteriori ore di lezione  mi lascia assai perplesso. Tra l’altro, una rigorosa formazione scolastica credo aiuterebbe la formazione di persone “pensanti” ed in grado quindi di meglio partecipare anche alla gestione della cosa pubblica, che non qualche ora in più di lezione. Infine, non nascondo la mia innata ritrosia nei confronti dello Stato che intende educare i cittadini. L’educazione è un compito che spetta in primo luogo alla famiglia. E se è vero che in un momento di crisi della famiglia la scuola può anche essere chiamata ad un ruolo di supplenza, è altrettanto vero che la pretesa di educare le persone, di formare il cittadino l’abbiamo già vista.

PRITANI
III.    Cosa pensa dell’istituto dei Pritani inserito in questa legge?
IV.    Per quale funzione lo proporrebbe se esistesse ora?
Mi pare che la funzione dei pritani sia piuttosto limitata. Sostanzialmente, per quanto mi è dato comprendere, possono, a determinate condizioni, sottoporre al Consiglio od alla Giunta delle proposte su questioni individuate dal Consiglio provinciale (almeno 1/3), dalla Giunta (almeno un componente), da 10 Comui (con almeno 20.000 abitanti complessivi) o da almeno 2.500 residenti. Ciò considerato, mi pare che analogo risultato possa essere raggiunto altrimenti, anche con modalità meno complesse e costose. Vedi di seguito le petizioni.

PETIZIONI
V.     Quale è la sua posizione su questa proposta?
VI.    Ritiene vi siano modifiche o integrazioni da fare, e se si, quali?
La proposta mi pare condivisibile. Tra l’altro, la possibilità che Giunta o Consiglia possano essere chiamati ad esprimersi sulle questioni sollevate, mi pare possa raggiungere il medesimo risultato dell’istituto dei pritani, con minori costi e più semplicità. A mio avviso, però, il numero delle firme deve essere fissato in numero tale da evitare che possano essere presentate petizioni di poche persone, con conseguente intasamento delle commissioni e del consiglio e “svilimento” dell’istituto. Deve essere precisata l’età minima dei firmatari (iscritti nelle liste elettorali o sedicenni?). Deve, inoltre, ferma la possibilità di sottoscrizione via e-mail, essere limitata la possibilità di sottoscrizione ai residenti geograficamente lontani alle sole petizioni che rivestono carattere generale (penso, ad esempio, alla questione inceneritore). Laddove un interesse generale invece non vi sia, la sottoscrizione dovrà essere limitata ai cittadini direttamente interessati.

DIBATTITO PUBBLICO
VII.   Quali sono a suo parere i pro e i contro del dibattito pubblico per le grandi opere?
VIII.  Per quali opere pensate o in corso di valutazione sarebbe disponibile a chiedere subito un serio dibattito pubblico anche in assenza di obblighi di legge?
IX.   Non ritiene che sia proprio l’assenza di volontà di confronto con la popolazione che molte opere in Trentino richiedono anni per essere anche solo iniziate?
X.   Potrebbe essere una spiegazione per la mancanza di confronto il fatto che la possibilità di dire “decido io”, ossia esercito un potere, sia spinta maggiore per il politico che non la volontà di trovare soluzioni ai problemi?
Considerato il termine non superiore a sei mesi (con proroga di non più di tre) per la durata della procedura, mi sentirei di esprimere parere favorevole alla proposta, sia pure con alcune cautele. E’, infatti, a mio avviso opportuno limitare i casi in cui è possibile ricorrere alla procedura, con riguardo sia al numero dei cittadini (elettori?) richiedenti (1.500 possono essere veramente pochi), sia alla tipologia delle opere. Se si prevede per opere aventi grande impatto sociale, economico, territoriale o ambientale (a tale riguardo sarebbe necessario specificare bene cosa s’intende con tale locuzione) può andare bene. Faccio però presente che si vuole estendere alle opere di costo superiore ai due milioni di euro o che necessitano di VIA o VAS, si amplia di molto (troppo) la platea dei possibili interventi sottoponibili a dibattito. Le controindicazioni inerenti il possibile rallentamento od addirittura la paralisi dei lavori pubblici, mi pare siano superate dal termine di sei mesi e dalla circostanza per cui l’opera potrà comunque essere realizzata (con adeguata motivazione) quale che sia l’esito del dibattito. Essendo contrario in linea di principio alle consultazioni prive di quorum, per quanto mi riguarda il dibattito potrebbe anche essere obbligatorio. Ovviamente esiste un problema di corretta gestione della procedura (art. 17). Infine, per quanto riguarda il Trentino, tre opere che avrebbero potuto essere sottoposte a dibattito potevano essere la Valdastico, Metroland e l’inceneritore, le ultime due ormai di fatto abbandonate perché insostenibili economicamente.

INIZIATIVA POPOLARE E REFERENDUM CONFERMATIVO
XI.     Cosa pensa della iniziativa popolare?
XII.    Cosa pensa dei referendum confermativi?
XIII.   Quale è la sua posizione sui 3 punti qualificanti della proposta sul referendum (materie, firme, quorum)?
XIV.   Quali emendamenti pensa eventualmente di proporre?
Come anticipato, sono contrario agli istituti in esame. Di fatto sarebbe possibile proporre referendum su qualsiasi atto, anche amministrativo, di competenza della Provincia, anche se con riferimento agli atti amministrativi (art. 23, coma 2) la questione non è chiara. Ad esempio, cosa si prevede per gli atti amministrativi che prevedono tagli in luogo di uscite? Pare comunque facile prevedere che ciò determinerebbe un ricorso assai frequente all’istituto, determinato non soltanto da motivazione d’interesse generale, ma anche, e sopratutto, di carattere corporativo. Alcune categorie, numericamente consistenti, potrebbero percorrere con frequenza tale strada e, forti dei numeri, in assenza di quorum, ottenere l’esito sperato. Ma non sempre l’interesse particolare coincide con quello generale.
Altre considerazioni:
– Mentre è comprensibile che su progetti di particolare rilievo i cittadini siano chiamati ad esprimersi (vedi il dibattito), ritengo discutibile che l’intera attività amministrativa della Provincia sia condizionata da una serie d’interventi che di regola producono conseguenze che vanno oltre il “caso specifico” oggetto di consultazione.
– Ritengo che gli istituti in esame finirebbero con l’attribuire troppa influenza a minoranze di elettori motivate ed organizzate, che finirebbero con il prevalere sulla maggioranza dei cittadini che, a torto od a ragione, ritengono “esaurito” il proprio ruolo con il voto e pretendono, non a torto in verità, che ad occuparsi dell’amministrazione della cosa pubblica siano coloro che per questo sono stati eletti. E che sulla base del loro operato saranno giudicati alle elezioni successive.
– Vi è il rischio tangibile che persone non sufficientemente informate su questioni che non di rado sono assai complesse e richiedono competenze particolari, siano chiamate a prendere decisioni anche molto importanti che poi vincolano tutti sulla base di informazioni parziali o di suggestioni. Certo questo è un rischio che si corre anche con gli eletti nelle assemblee legislative, che effettivamente non di rado votano provvedimenti di cui non conoscono l’effettiva portata, spesso soltanto sulla base della indicazioni del partito d’appartenenza. Ma tale circostanza mi pare nulla tolga alla mia argomentazione.
– Infine, ritengo discutibile l’opzione di fondo della proposta, che mi pare raccolga in qualche misura quell’idea di democrazia diretta di cui tanto sentiamo parlare in questi giorni e che l’ispiratore del movimento di Grillo ha ipotizzato. Una sorta di controllo diretto dei cittadini (ma di fatto soltanto di una piccola parte di essi) sull’operato degli amministratori, che di fatto dovrebbero diventare, anche mediante l’utilizzo della rete, dei meri esecutori delle direttive impartite dagli elettori (ma quanti e quali?) via internet. A prescindere dal fatto che in tale ottica vien da chiedersi a cosa servano le assemblee legislative, ritengo, sulla base dell’esperienza maturata, che vi siano una gran numero di questioni troppo complesse per poter essere gestite “direttamente”. Ovviamente ciò non significa che gli eletti offrano garanzie di competenza, ma è innegabile che chi è chiamato ad occuparsi a tempo pieno di amministrazione, abbia (quantomeno in teoria) maggiori possibilità di assumere decisioni consapevoli. Evidenzio, concludendo, la, pur non dirimente, questione dei costi, che, ove l’istituto fosse attivato con una certa frequenza, non sarebbero irrilevanti (oltre a queli inerenti il voto, segnalo quello inerente l’invio dell’opuscolo di cui al 2° comma dell’art. 30 ad oltre 300.000 persone).

Ferme le mie perplessità di fondo, segnalo comunque l’opportunità di alcune modifiche:
a) Una più precisa individuazione degli atti amministrativi oggetto di referendum.
b) L’attribuzione ai Consigli comunali e non genericamente ai Comuni della possibilità di richiedere il referendum. Diversamente credo che debba intendersi come organo titolare la Giunta, il che non mi pare opportuno.
c) La modifica del numero degli elettori/sottoscrittori per le questioni inerenti le minoranza linguistiche. C’è, infatti, una rilevante sproprozione tra il numero di elettori stabilito per le questioni che interessano tutta la popolazione trentina e quello stabilito per le questioni che interessano le minoranze. Sarebbe opportuno prevedere per le minoranze linguistiche un numero di sottoscrittori in misura percentuale corrispondente a quella prevista per tutti i Trentini. Inoltre, si dovrebbe a rigore distinguere minoranza e minoranza. Mocheni e Cimbri sono qualche centinaio, mentre i Ladini qualche migliaio. In sostanza, se per i referendum “trentini” si prevede la sottoscrizione di una certa percentuale di iscritti alle liste elettorali, la medesima percentuale dovrebbe essere prevista per i referendum che interessano le minoranze linguistiche.
d) Infine, non si comprende perché i due membri della commissione per la partecipazione eventualmente designati dai promotori possono essere privi dei requisiti prescritti per quelli nominati dal Consiglio provinciale. I requisiti debbono essere gli stessi per tutti. Alternativamente (e mi pare la soluzione migliore) si preveda un membro incaricato di rappresentare le ragioni del comitato promotore in commissione, privo però di diritto di voto.

LEGGE ELETTORALE E REVOCA DEL MANDATO
XV.     Quali è la sua posizione nei confronti delle norme che prevedono la revoca del mandato da parte dell’elettorato?
XVI.    Cosa pensa del limite dei mandati?
XVII.  Quale è la sua posizione sull’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e cosa dovrebbe contenere a suo parere?
XVIII.  E’ d’accordo con questi 3 articoli, ed eventualmente quali eliminerebbe o emenderebbe, e in questo caso, come?
Art. 44 (mozione di sfiducia di iniziativa popolare): Favorevole.
Art. 45 (limite dei mandati): Due mandati per presidente ed assessore possono essere sufficienti. Discutibile il limite dei tre mandati per il consigliere. Penso soprattutto, in un contesto piuttosto “condizionato” come quello trentino, alle difficoltà di trovare candidati forti per le minoranze.
Art. 46 (pubblicità della situazione patrimoniale): Favorevole.

Estratti a sorte: dal Regno Unito al Trentino

Andy DobsonIn una lettera pubblicata il 10 luglio 2012 sul giornale britannico The Guardian, Andrew Dobson, replicando ad un articolo di Jackie Ashley sulla riforma della Camera dei Lord, scrive:

Jackie Ashley ha ragione quando afferma “tutti i veri democratici dovrebbero supportare la riforma della Camera dei Lord” – ma non per mezzo di una camera eletta. I principi democratici di legittimità e rappresentatività vengono meglio rispettati se viene utilizzata l’estrazione a sorte (“sorteggio”) anziché le elezioni.
Cosa c’è di più legittimo di un processo di selezione che garantirebbe la presenza di un gran numero di gente comune nella camera? Le elezioni producono la loro propria aristocrazia, ovvero una classe politica comprendente coloro che occupano la miglior posizione per essere eletti per mezzo del denaro, dell’influenza o dell’appoggio degli apparati partitici. Una camera composta da parrucchieri e manovali avrebbe più legittimità democratica rispetto a qualsiasi organo eletto.
Rappresentatività? Un rapido sguardo alla Camera dei Comuni mostra come molte categorie siano scarsamente rappresentate, come ad esempio le donne e le minoranze, e come l’età media sia troppo alta. La pratica dell’estrazione a sorte presenta le migliori garanzie al fine di comporre una camera effettivamente rappresentativa di una completa gamma delle identità sociali.
Il sorteggio garantirebbe anche l’indipendenza dei rappresentanti, una varietà di competenze e conoscenze, e nessuna dominanza di alcun partito.
Il Democratic Audit (ndr un istituto di ricerca indipendente che si occupa di democrazia e diritti umani) ha dipinto un quadro desolante sullo stato della democrazia nel Regno Unito. Qual è modo migliore per smuovere le cose se non attraverso un assortimento irriverente di politici non professionisti, legittimi al 100%, rappresentativi, indipendenti ed esperti?

Le parole del Prof. Dobson ci pongono delle questioni di estrema rilevanza che dovrebbero farci riflettere. Infatti, i principi contenuti nella sua lettera, che a prima istanza potrebbe sembrare provocatoria, risultano essere estremamente ragionevoli e logici, soprattutto se si prendono in considerazione i parametri della rappresentatività e della legittimità democratica.
Antichi Greci o Trentini ModerniSulla base di questo ragionamento nel ddl di iniziativa popolare n.328/XIV abbiamo previsto la regolamentazione dell’istituto dei Pritani.

Di che cosa si tratta? Di un’assemblea di liberi cittadini estratti a sorte da un elenco di cittadini senza incarichi politici significativi e senza condanne definitive in giudizi penali a loro carico che viene convocata su richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio provinciale, della Giunta provinciale o di uno dei suoi componenti, di almeno dieci comuni che hanno complessivamente almeno ventimila residenti o di duemilacinquecento residenti in provincia.

A che scopo? Allo scopo di esaminare temi di interesse pubblico producendo pareri e proposte nella forma degli atti trattati dal Consiglio o dalla Giunta provinciale. Queste proposte sono messe all’ordine del giorno della successiva seduta del Consiglio o della Giunta provinciale, con le modalità stabilite da disposizioni regolamentari del Consiglio e della Giunta. In seguito, se il Consiglio o la Giunta non ne completano la trattazione nei sessanta giorni successivi, i pritani possono proporre una mozione di sfiducia ai sensi dell’articolo 7 della legge elettorale provinciale.

In provincia di Trento come potrebbe essere impiegato l’istituto dei pritani? I pritani si potrebbero pronunciare su un’infinità di temi di interesse collettivo: nomine di amministratori di società pubbliche, operazioni societarie delle controllate o collegate della PAT, pareri su leggi ed atti provinciali etc. Inoltre da pochi giorni è stata approvata una norma che predispone le condizioni ottimali ed una situazione ipotetica affinchè i pritani possano essere chiamati in causa.
Il 28.3.2012 a seguito dell’elaborazione dei ddl di iniziativa consiliare n. 231/XIV (Viola Valter, Morandini Pino, Borga Rodolfo, Delladio Mauro, Leonardi Giorgio) e n. 316/XIV (Civettini Claudio, Delladio Mauro, Firmani Bruno, Zeni Luca) è stata approvata la legge provinciale n.5\2013 “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Modificazioni e razionalizzazione delle leggi provinciali che prevedono obblighi in materia”.
L’articolo sulla Partecipazione (art.6), recita:
     1. I cittadini, e in particolare i destinatari delle leggi o delle politiche pubbliche, sono consultati nell’ambito delle attività di controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e di valutazione degli effetti delle politiche. Il regolamento interno del Consiglio provinciale disciplina le modalità della consultazione.
2. Le relazioni e i documenti trasmessi in base all’articolo 2 sono pubblicati nei siti del Consiglio e della Giunta provinciale in modo tale da facilitare il reperimento delle informazioni e la loro connessione con la normativa di riferimento.
In un simile contesto, per assicurarsi che vengano designati cittadini indipendenti e nella condizione di esprimersi nell’esclusivo interesse pubblico e non nell’interesse di gruppi ristretti di eletti, funzionari o altri soggetti con interessi particolari, l’assemblea dei pritani potrebbe essere convocata al fine di pronunciare un parere o una proposta nelle forme e nei modi previsti dal ddl di iniziativa popolare 328/XIV promosso dal comitato di Più Democrazia in Trentino.