Doppia preferenza di genere. La proposta di Più Democrazia in Trentino

Sono in discussione da qualche tempo in consiglio provinciale le modifiche alla legge elettorale per introdurre la doppia preferenza di genere.

Più Democrazia in Trentino non è un partito e non ha perciò tra le sue prerogative quella di elaborare contenuti “di parte”: l’associazione raccoglie intorno a sé anime e appartenenze diverse che si confrontano e poi si adoperano per dare spazio a un metodo democratico moderno, largo e inclusivo che rimetta al centro i diritti politici dei cittadini. Continua a leggere

«Che cos’è per Lei la democrazia?»

studentessa«Salve sono Anna, buongiorno signor Presidente, vorrei farLe una domanda che si discosta un po’ dal referendum. Volevo chiederLe che cos’è per Lei la Democrazia?». Continua a leggere

Basta agli stipendi “Fai da te”. Al popolo l’ultima parola.

unknown-1Molti avranno visto il duello del Presidente del Consiglio con Zagrebelsky. Al minuto 1h23’18” Renzi dice testualmente “ma è democrazia il fatto che abbiamo il parlamentare” – usa proprio il singolare – “PIÙ PAGATO AL MONDO? Per me no, e quindi io di conseguenza propongo di modificare”. Ho ascoltato il passaggio più volte e dice esattamente che propone di modificare ed è per questo che chiedo il vostro aiuto perché temo mi sfugga qualcosa. L’incontro era sulla proposta di modifica della Costituzione. Renzi chiarisce che abbiamo il parlamentare più pagato al mondo. Dov’è che la proposta Boschi Renzi modifica questo punto? A me sembra che questo palese, evidente, lapalissiano conflitto di interessi non sia affatto risolto. Continua a leggere

Elezioni presidenziali e referendum: il caso californiano

california-republicLa fase finale delle elezioni generali americane è iniziata nelle prime settimane di ottobre con l’invio del materiale per esercitare il voto per corrispondenza e terminerà fra poche ore con l’Election Day dell’8 novembre. Gli elettori di una serie di stati che sommano 205 milioni di abitanti non hanno solo il compito (ingrato?) di scegliere il presidente più potente del mondo ma anche di partecipare direttamente a processi decisionali inerenti un’ampia gamma di questioni locali che si concluderanno con una validazione dei voti a quorum zero e dall’esito vincolante. Tra di loro ci sono anche gli elettori californiani, ultimi ad assistere alla chiusura delle urne insieme ai resididenti in Alaska e nelle Hawaii. Continua a leggere

Sondaggio online. Come vorresti votare in futuro?

logo_votare-meglio(fonte: http://www.dirdemdi.org) La politica non viene solo determinata da chi votiamo alle elezioni – anche il modo e le regole secondo le quali scegliamo la nostra rappresentanza politica determinano in modo decisivo il funzionamento della democrazia e la prassi politica. Se per decenni abbiamo praticato il voto in un determinato modo abbiamo difficoltà ad immaginarci che possa svolgersi in modo totalmente diverso. Guardando verso il nostro paese vicino, la Svizzera, ci accorgiamo che il voto può essere anche un atto molto più serio e conferire a politica e democrazia assai più qualità di quanto siamo abituati. Continua a leggere

Stati Uniti d’America: non solo elezioni presidenziali, al voto anche decine di iniziative popolari

vote_posterMartedì 8 novembre 2016 i cittadini statunitensi non sono chiamati alle urne solo per scegliere il presidente degli USA e una parte dei rappresentanti del Congresso, delle assemblee degli stati della confederazione, dei consigli locali, dei centri per la salute, dei community college e di altre autorità locali. Nel 2016, in ben 35 stati, sono state infatti convocate 165 votazioni referendarie. Otto votazioni popolari si sono svolte nella prima parte dell’anno, spesso in coincidenza delle primarie per la selezione dei candidati al round finale, mentre le altre 157 si svolgeranno in coincidenza delle elezioni presidenziali dell’8 novembre. (Immagine da Ballotpedia.org) Continua a leggere

Quote di genere. ll popolo abbia l’ultima parola sulle modifiche alla legge elettorale

20160913_titoloL’iter di approvazione del disegno di legge sulle quote di genere, in gergo “ddl quote rosa”, si preannuncia già incanalato su un binario morto. Il testo propone di modificare la legge elettorale, ossia il meccanismo per trasformare in seggi i voti che il corpo elettorale esprime. Nello specifico si tratta di norme concernenti la composizione delle liste, la partecipazione nelle trasmissioni di comunicazione politica e l’espressione delle preferenze. Continua a leggere

Veltroni, la guerra e la democrazia diretta

walter-veltroni.jpgLa domanda è di Sebastiano Messina a Walter Veltroni a conclusione di una interessante intervista su Repubblica.it il 26 giugno:Lo dicono in molti, ma non tutti chiedono la stessa cosa. Come bisognerebbe cambiarla la legge elettorale?”
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Tutti sanno che in Italia non esiste l’istituto del richiamo (recall) tuttavia c’è chi minaccia le dimissioni se perderà il referendum

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Il Presidente del Consiglio, che è il principale mentore di questa riforma, minaccia le dimissioni se non vincerà il “SI” al referendum sulle modifiche della Carta Costituzionale. Spavaldo, alza i toni oltremisura provocando e sfidando le opposizioni: «Andiamo a vedere da che parte sta il popolo su questa riforma. Andiamo a vedere se i cittadini la pensano come coloro i quali sanno solo urlare e scommettono sul fallimento o stanno dalla parte di quelli che credono nel futuro dell’Italia». Continua a leggere

Seattle. Voto popolare approva i “Buoni Democrazia”, un nuovo sistema di finanziamento delle campagne elettorali

Alan Durning_autore iniziativaMentre il Trentino e l’Italia arrancano vittime del conservatorismo e dell’attività predatoria della classe dirigente, gli stati della West Coast degli USA riformano in modo innovativo e lungimirante le leggi sulla forma di governo attraverso strumenti di democrazia diretta. Questa volta tocca alla città di Seattle, capitale economica dello Stato di Washington, fare da capofila nell’ambito delle buone pratiche democratiche. Continua a leggere

La favola del piccolo gruppo organizzato

Quando si discute di iniziativa e referendum, e in particolare dell’abolizione del quorum, una delle obiezioni che viene spesso fatta è che senza quorum un piccolo gruppo organizzato potrebbe far passare le proprie iniziative in contrasto con la maggioranza.

Questa è veramente una favola che non regge a nessuna analisi fatta con un minimo di logica. A meno di non ritenere gli elettori ignoranti e menefreghisti, buoni solo a mettere una crocetta su qualche simbolo ogni cinque anni. Continua a leggere

Blokker: «L’Europa ci aiuta a rivitalizzare la democrazia»

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Domenica, 3 maggio 2015 sul Corriere del Trentino è stato pubblicato il seguente intervento di Paul Blokker (CoPolis – Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento):

L’Europa ci aiuta a rivitalizzare la democrazia

Rivitalizzare la democrazia diretta in Trentino attraverso la Commissione di Venezia, organo del Consiglio d’Europa, può essere un’occasione preziosa.

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Il difficile cammino dell’autonomia: l’Italia repubblicana e la sfida federalista

DSC_6324Il testo integrale dell’intervento di Vincenzo Calì preparato in vista dell’incontro sull’autonomia locale del 16 marzo 2015 “L’autonomia realizzata e il presente federalista: verso la democrazia partecipata 1946-2015”
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Capi di Stato, elezioni e la corrida

corrida-leonid-afremovIl ruolo di Capo di Stato ha durata, regole e poteri assai diversi nei vari Paesi.

Solo a titolo di esempio, ci sono Capi di Stato che lo diventano per eredità. Regno Unito, Spagna, Danimarca, Paesi Bassi.

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Dove, dopo tutto, hanno inizio i Diritti dell’Uomo?

EleanorRooseveltHumanRights«Dove, dopo tutto, hanno inizio i Diritti dell’Uomo? Nei luoghi più piccoli, vicino casa, così piccoli e vicini da non essere menzionati neppure sulle carte geografiche. Tuttavia questi luoghi rappresentano il mondo del singolo individuo; il quartiere in cui vive, la scuola o l’università che frequenta; la fabbrica, la fattoria o l’ufficio dove lavora. Questi sono i luoghi dove ogni uomo, donna e bambino cerca eguale giustizia, eguale opportunità, eguale dignità senza discriminazione. Qualora questi diritti abbiano poco valore in quei luoghi, essi ne avranno poco anche altrove. Senza cittadini desiderosi di sostenere questi diritti, continueremo a progredire su scala mondiale invano» Continua a leggere

Il paese con 6 milioni e mezzo di leader politici rifuggenti la notorietà

Referendum-svizzera_commento dal Kansas“La Svizzera è la sola nazione nel mondo dove la vita politica gira veramente attorno al referendum. Questo paese con 6 milioni e mezzo di leader politici rifuggenti la notorietà, e la divisione dell’autorità esecutiva tra i sette membri del Consiglio Federale scoraggia ulteriormente la politica della personalità. Quando succede che un uomo politico si levi sopra la massa, è quasi sempre sull’onda di una campagna referendaria. L’attività legislativa in seno all’Assemblea Federale è una intricata danza per schivare o guadagnare il suffragio popolare. I grandi momenti politici della Svizzera moderna non si sono verificati nella sequela di fieri statisti, ma in seno ai dibattiti nazionali che hanno condotto le masse alle elezioni per decidere del futuro del loro paese” Continua a leggere

Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti

italo-calvino-tullio-pericoliL’apologo premonitore di Calvino sul paese dei corrotti (1980)

di Italo Calvino

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.

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#pritani e #quoterosa per promuovere gli interessi della popolazione

Emma Goldman scrisse il saggio “Il suffragio femminile”, il quale inizia così:
Emma_Goldman_1919We boast of the age of advancement, of science, and progress. Is it not strange, then, that we still believe in fetich [sic] worship? True, our fetiches have different form and substance, yet in their power over the human mind they are still as disastrous as were those of old. Our modern fetich is universal suffrage. Those who have not yet achieved that goal fight bloody revolutions to obtain it, and those who have enjoyed its reign bring heavy sacrifice to the altar of this omnipotent deity. Woe to the heretic who dare question that divinity! 
… There is no reason whatever to assume that woman, in her climb to emancipation, has been, or will be, helped by the ballot.
"Woman's development" from Goldman, "Woman Suffrage," in Anarchism and Other Essays (New York: Mother Earth Publishing Association, 1910), 217.

In Trentino, negli ultimi mesi si è parlato di quote rosa per limitare il cosiddetto gender gap negli organi rappresentativi. Le proposte delle quote rosa e del voto di preferenza di genere contenute nei ddl di Cogo e Bombarda prevedevano di legiferare per promuovere gli interessi di una élite politica, seppur sotto-rappresentata (le donne), piuttosto che promuovere gli interessi dell’intera popolazione. Continua a leggere

Giurie di cittadini per giovenche e politiche pubbliche

The Jury by John MorganUna giuria di cittadini per discutere e decidere su come affrontare l’emergenza dell’ubriachezza e della violenza nella vita notturna della città di Adelaide in Australia. La domanda posta ai giurati è «come trasformare Adelaide in una città vibrante e sicura?».

In contrasto con l’opinione dei consiglieri provinciali trentini e più in generale dei politici italiani, Ian Hunter, ministro dell’Ambiente dello stato del South Australia afferma: «Noi del governo non abbiamo tutte le risposte. Qualche volta la cosa migliore da fare è rivolgersi alla comunità e chiedere l’opinione dei cittadini». Nelle parole del ministro emerge la motivazione che ha portato ad utilizzare questo strumento di partecipazione per indirizzare le politiche pubbliche dello Stato bagnato dall’Oceano Indiano. Continua a leggere

Estratti a sorte: dal Regno Unito al Trentino

Andy DobsonIn una lettera pubblicata il 10 luglio 2012 sul giornale britannico The Guardian, Andrew Dobson, replicando ad un articolo di Jackie Ashley sulla riforma della Camera dei Lord, scrive:

Jackie Ashley ha ragione quando afferma “tutti i veri democratici dovrebbero supportare la riforma della Camera dei Lord” – ma non per mezzo di una camera eletta. I principi democratici di legittimità e rappresentatività vengono meglio rispettati se viene utilizzata l’estrazione a sorte (“sorteggio”) anziché le elezioni.
Cosa c’è di più legittimo di un processo di selezione che garantirebbe la presenza di un gran numero di gente comune nella camera? Le elezioni producono la loro propria aristocrazia, ovvero una classe politica comprendente coloro che occupano la miglior posizione per essere eletti per mezzo del denaro, dell’influenza o dell’appoggio degli apparati partitici. Una camera composta da parrucchieri e manovali avrebbe più legittimità democratica rispetto a qualsiasi organo eletto.
Rappresentatività? Un rapido sguardo alla Camera dei Comuni mostra come molte categorie siano scarsamente rappresentate, come ad esempio le donne e le minoranze, e come l’età media sia troppo alta. La pratica dell’estrazione a sorte presenta le migliori garanzie al fine di comporre una camera effettivamente rappresentativa di una completa gamma delle identità sociali.
Il sorteggio garantirebbe anche l’indipendenza dei rappresentanti, una varietà di competenze e conoscenze, e nessuna dominanza di alcun partito.
Il Democratic Audit (ndr un istituto di ricerca indipendente che si occupa di democrazia e diritti umani) ha dipinto un quadro desolante sullo stato della democrazia nel Regno Unito. Qual è modo migliore per smuovere le cose se non attraverso un assortimento irriverente di politici non professionisti, legittimi al 100%, rappresentativi, indipendenti ed esperti?

Le parole del Prof. Dobson ci pongono delle questioni di estrema rilevanza che dovrebbero farci riflettere. Infatti, i principi contenuti nella sua lettera, che a prima istanza potrebbe sembrare provocatoria, risultano essere estremamente ragionevoli e logici, soprattutto se si prendono in considerazione i parametri della rappresentatività e della legittimità democratica.
Antichi Greci o Trentini ModerniSulla base di questo ragionamento nel ddl di iniziativa popolare n.328/XIV abbiamo previsto la regolamentazione dell’istituto dei Pritani.

Di che cosa si tratta? Di un’assemblea di liberi cittadini estratti a sorte da un elenco di cittadini senza incarichi politici significativi e senza condanne definitive in giudizi penali a loro carico che viene convocata su richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio provinciale, della Giunta provinciale o di uno dei suoi componenti, di almeno dieci comuni che hanno complessivamente almeno ventimila residenti o di duemilacinquecento residenti in provincia.

A che scopo? Allo scopo di esaminare temi di interesse pubblico producendo pareri e proposte nella forma degli atti trattati dal Consiglio o dalla Giunta provinciale. Queste proposte sono messe all’ordine del giorno della successiva seduta del Consiglio o della Giunta provinciale, con le modalità stabilite da disposizioni regolamentari del Consiglio e della Giunta. In seguito, se il Consiglio o la Giunta non ne completano la trattazione nei sessanta giorni successivi, i pritani possono proporre una mozione di sfiducia ai sensi dell’articolo 7 della legge elettorale provinciale.

In provincia di Trento come potrebbe essere impiegato l’istituto dei pritani? I pritani si potrebbero pronunciare su un’infinità di temi di interesse collettivo: nomine di amministratori di società pubbliche, operazioni societarie delle controllate o collegate della PAT, pareri su leggi ed atti provinciali etc. Inoltre da pochi giorni è stata approvata una norma che predispone le condizioni ottimali ed una situazione ipotetica affinchè i pritani possano essere chiamati in causa.
Il 28.3.2012 a seguito dell’elaborazione dei ddl di iniziativa consiliare n. 231/XIV (Viola Valter, Morandini Pino, Borga Rodolfo, Delladio Mauro, Leonardi Giorgio) e n. 316/XIV (Civettini Claudio, Delladio Mauro, Firmani Bruno, Zeni Luca) è stata approvata la legge provinciale n.5\2013 “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Modificazioni e razionalizzazione delle leggi provinciali che prevedono obblighi in materia”.
L’articolo sulla Partecipazione (art.6), recita:
     1. I cittadini, e in particolare i destinatari delle leggi o delle politiche pubbliche, sono consultati nell’ambito delle attività di controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e di valutazione degli effetti delle politiche. Il regolamento interno del Consiglio provinciale disciplina le modalità della consultazione.
2. Le relazioni e i documenti trasmessi in base all’articolo 2 sono pubblicati nei siti del Consiglio e della Giunta provinciale in modo tale da facilitare il reperimento delle informazioni e la loro connessione con la normativa di riferimento.
In un simile contesto, per assicurarsi che vengano designati cittadini indipendenti e nella condizione di esprimersi nell’esclusivo interesse pubblico e non nell’interesse di gruppi ristretti di eletti, funzionari o altri soggetti con interessi particolari, l’assemblea dei pritani potrebbe essere convocata al fine di pronunciare un parere o una proposta nelle forme e nei modi previsti dal ddl di iniziativa popolare 328/XIV promosso dal comitato di Più Democrazia in Trentino.