Domenica scorsa in Austria non hanno avuto luogo solo le elezioni politiche. Nel Land Tirolo, i cittadini si sono espressi, in parte recandosi alle urne e in parte tramite voto per corrispondenza, anche sulla candidatura di Innsbruck ai Giochi olimpici e paraolimpici invernali del 2026 bocciando la proposta sostenuta dal presidente Platter. Continua a leggere
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Assemblea circoscrizionale Rovereto Nord. Appello al Difensore Civico per il rispetto dello Statuto comunale
L’associazione di promozione sociale Più Democrazia e il comitato civico Salviamo gli alberi di Viale Trento si sono rivolti al Difensore Civico per chiedere di intervenire nei confronti dell’amministrazione comunale di Rovereto a causa della mancata attuazione delle prescrizioni previste dall’art. 5 dello Statuto comunale1 in materia di circoscrizioni e degli artt.26, 27 e 28 del Regolamento sui Consiglio circoscrizionali2 che disciplinano lo svolgimento delle assemblee circoscrizionali in relazione alle proposte approvate al termine dell’assemblea svolta il giorno 5 settembre presso la sala del Centro Civico Brione. Continua a leggere
Tutela della Piana di Santa Lucia a Bezzecca. Il Consiglio comunale di Ledro nega il diritto a promuovere referendum
Martedì 31 ottobre, il Consiglio comunale di Ledro, dopo aver interpretato i rilievi del Comitato dei Garanti espressi nella nota interlocutoria del 25 ottobre in ordine alla richiesta di referendum propositivo per la salvaguardia della Piana di Santa Lucia come fossero un parere di inammissibilità, ha deliberato al fine di soddisfare la richiesta di permesso di costruire in deroga al piano regolatore una stalla per caprini e fienile di pertinenza presentata il 22 febbraio scorso e di dare quindi corso al procedimento urbanistico intrapreso mettendo in subordine il diritto di promuovere referendum e il diritto dei cittadini di partecipare agli affari della collettività locale. Continua a leggere
Bezzecca (Ledro). Depositati tre quesiti referendari per la tutela della Piana di Santa Lucia in pratis
Mercoledì 18 ottobre, supportati da formali dichiarazioni di sostegno di 45 residenti nella frazione di Bezzecca, sono stati depositati tre quesiti referendari per la salvaguardia della Piana di Santa Lucia, luogo simbolo del Risorgimento italiano poichè lì si svolse l’epica Battaglia di Bezzecca nella Terza Guerra d’Indipendenza. Il primo a darne notizia è stato il giornale Trentino, proprio nel giorno in cui il Consiglio comunale avrebbe dovuto votare la deroga al PRG per consentire la costruzione di un ricovero per animali da parte di un giovane imprenditore agricolo (Bezzecca, referendum contro la stalla – Trentino, 19 ottobre 2017). Continua a leggere
Rigetto iniziativa popolare mobilità sostenibile: il comitato promotore esprime la propria delusione
Comunicato stampa del comitato promotore del disegno di legge di iniziativa popolare “Mobilità sostenibile in Trentino” del 22 giugno 2017: Continua a leggere
Iniziativa popolare mobilità sostenibile: l’appello del comitato Noi Amici del Trasporto Pubblico
Nella sessione di lavoro del Consiglio provinciale di Trento del 21 e del 22 giugno 2017 che ha inizio domani è stata calendarizzata la discussione del disegno di legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile (58/XV) sul quale anche l’associazione Più Democrazia in Trentino aveva espresso un parere in sede di audizione presso la commissione consiliare competente.
Riportiamo di seguito l’appello lanciato dal comitato promotore Noi Amici del Trasporto Pubblico e presentato in una conferenza stampa il 19 giugno per voce di Antonella Valer, Paolo Vergnano, Ezio Viglietti e Franco Tessadri: Continua a leggere
Rigenerare il governo locale ripartendo dalle tradizioni democratiche delle comunità locali alpine
Il genere umano si trova ad affrontare problemi sempre più complessi e sfide globali le cui soluzioni devono essere adottate con un nuovo approccio. La lotta alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico, il mantenimento delle condizioni per la rigenerazione delle risorse naturali, l’applicazione capillare dei diritti umani, il pieno impiego e la realizzazione di condizioni di sviluppo e progresso economico e sociale sono solo alcuni dei problemi la cui soluzione non può prescindere da un coinvolgimento delle comunità locali e dai principi della sostenibilità. Il mancato raggiungimento dei traguardi inerenti a tali sfide anche per popolazioni lontane dalla nostra pregiudicherebbe il livello di benessere conseguito finora e metterebbe ancor più a rischio la pacifica convivenza dell’uomo sulla Terra. Continua a leggere
Inizio della trattazione del disegno di legge di iniziativa popolare in materia di mobilità sostenibile: le osservazioni di Più Democrazia in Trentino
Dopo un lungo ed estenuante confronto tra il comitato promotore e la Giunta provinciale, è finalmente iniziata presso la commissione competente del Consiglio provinciale la trattazione del disegno di legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile (ddl 58/XV) che era stato depositato nel dicembre del 2014 con il supporto di 3.689 firmatari. La discussione della Terza commissione permanente presieduta dal consigliere Mario Tonina ha preso avvio in prossimità della scadenza del termine massimo di 24 mesi previsto per l’inizio dei lavori in sede consiliare dalla legge sul referendum e l’iniziativa popolare (lp 3/2003). Continua a leggere
Trento. I referendum sull’ampliamento dell’aeroporto Caproni e sulla localizzazione dell’inceneritore a Ischia Podetti

© FOTO MATTEO RENSI.
Grazie alle interrogazioni presentate dalla consigliera comunale Marianna Demattè (14 luglio e 12 agosto 2015), siamo riusciti ad ottenere la documentazione relativa alle procedure circa lo svolgimento dei due referendum comunali che si sono svolti nella città di Trento dal dopoguerra ad oggi (risposte del 29 luglio e 9 settembre 2015). Continua a leggere
Giudicato inammissibile il quesito referendario per limitare la presenza dell’orso in Trentino
La commissione referendaria per la valutazione dell’ammissibilità del quesito referendario sulla limitazione della presenza degli orsi in Trentino ha cassato definitivamente l’iniziativa promossa dalla Lega Nord del Trentino. La decisione è stata presa il 5 novembre 2015 a conclusione di un iter iniziato nel luglio scorso e che è stato dettagliato nel verbale di deliberazione n.1 verbalizzato dal dirigente del Consiglio provinciale Camillo Lutteri e sottoscritto dal presidente della commissione Matteo Cosulich. Continua a leggere
Lo strano caso di una centrale a carbone e un referendum
È preferibile mobilitarsi per manifestare e protestare contro la costruzione di un centrale a carbone, o mobilitarsi per partecipare alla decisione finale se costruirla o meno?
Può sembrare una domanda retorica o velleitaria o priva di senso a seconda dei punti di vista ma i fatti dimostrano che è di una realtà cogente. Continua a leggere
A Milano il meglio è arrivato dall’iniziativa popolare
Il gioco senza fine del rinfacciare le colpe ed attribuirsi i meriti è parte integrante del mestiere del politico, e Milano non fa eccezione: da Expo all’Area C, la continuità dell’agire amministrativo è fin grande (fin troppo), anche se in pochi lo ammettono. Ma quello su cui destra e sinistra si trovano in grande accordo, più ancora che negare meriti all’altra parte, è negare meriti alle iniziative popolari. Nessuno degli aspiranti candidati Sindaco e dei vari Capi locali sembra essersi accorto del fatto che Milano, negli ultimi 5 anni, è stata teatro della più intensa azione di iniziativa popolare che si sia registrata in una grande città. Eppure, è ciò che è accaduto. E la gran parte dei meriti (per alcuni) o delle colpe (per altri), delle conquiste per una Milano laica, sostenibile e partecipativa, vanno attribuiti a comitati promotori di iniziative popolari e a chi ha fatto loro fiducia. Continua a leggere
Nominata la commissione per valutare l’ammissibilità del quesito referendario sulla limitazione della presenza degli orsi in Trentino
Il 6 agosto 2015 l’ufficio di presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha approvato all’unanimità, unico assente il consigliere Degasperi, la delibera di nomina dei membri della commissione per il referendum incaricata della valutazione di ammissibilità del quesito per limitare la presenza degli orsi sul territorio provinciale. La richiesta del referendum propositivo1, è stata depositata da un comitato costituito da 12 persone e guidato da Maurizio Fugatti, consigliere provinciale nonché segretario della Lega Nord del Trentino (verbale di deliberazione n.47). Continua a leggere
Al via la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile
Viviamo in una società mobile ed interconnessa. Questa affermazione può essere considerata vera per quanto riguarda le relazioni sociali ed economiche ma di certo non per quanto riguarda il sistema locale dei trasporti. Infatti, le politiche pubbliche della Provincia Autonoma di Trento, a discapito del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, prediligono in misura preponderante la viabilità e la mobilità privata non garantendo a tutti i soggetti pari opportunità di muoversi liberamente sul territorio (proprio oggi il prof. Antonio Scaglia con un fondo dai contenuti emblematici racconta la sua esperienza personale a riguardo). La conseguenza di tutto ciò è un traffico motorizzato intenso che impatta negativamente sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla salute pubblica e sull’identità della comunità locale. Le strade sono ormai luoghi anonimi e disgreganti, le quali, pur essendo spazi pubblici, servono eminentemente a soddisfare esigenze di una singola tipologia di utente, gli automobilisti. Continua a leggere
Il vero risultato del referendum di Malles
Il titolo può sembrare paradossale. La risposta ovvia è che il referendum di Malles ha stabilito che venga modificato lo Statuto Comunale, prevedendo che nei trattamenti sulle coltivazioni siano utilizzati fitosanitari biodegradabili, quindi tendenzialmente di origine naturale, per limitare i loro effetti a breve e lungo termine sulla salute pubblica.
I commenti si sono concentrati sul risultato finale, e se la decisione sia una buona scelta o meno.
Ma per chi si occupa di migliorare gli strumenti di partecipazione democratica alle scelte pubbliche non è la scelta in se per il singolo caso che conta. Il popolo può sbagliare, come possono sbagliare i rappresentanti e come può sbagliare una valutazione chiunque di noi.
Di per se non è rilevante se la scelta fatta sia la più “giusta”, qualunque cosa si intenda per giusta.

Il paese di Malles con il Piz Sesvenna sullo sfondo
Il mancato referendum sulla Rete delle Riserve delle Alpi Ledrensi
Il 3 settembre 2013 il Consiglio comunale di Ledro ha approvato due delibere:
- Esame ed approvazione del Protocollo di intesa per la candidatura del territorio dell’Ecomuseo della Judicaria “dalle Dolomiti al Garda” e della costituenda Rete delle riserve delle Alpi Ledrensi a Riserva della Biosfera (delibera Consiglio 45/2013)
- Approvazione schema di Accordo di programma finalizzato all’attivazione della Rete di riserve “Alpi ledrensi” di cui alla L.P. 23 maggio 2007 n. 11 e del Progetto di attuazione della Rete di riserve “Alpi Ledrensi” sul territorio dei Comuni di Ledro (delibera Consiglio 46/2013)
Superare i confini per creare un senso di patria
In passato la relazione che lega democrazia diretta e sviluppo sostenibile era già stata affrontata su questo blog. Avevamo focalizzato l’attenzione sui cosiddetti bright spot. Oggi lo facciamo nuovamente, tuttavia, anziché fare una lista degli esempi di successo compariamo due casi situati alle estremità della linea che segna la tendenza di una simile relazione, uno virtuoso e l’altro da censurare. Continua a leggere
La votazione popolare del 3 Marzo 2013
No, non è che so che si voterà prestissimo nuovamente. E comunque non sarebbe così presto.
Ma nelle concitate fasi finali di queste elezioni politiche mi rifugio nel commento dei referendum popolari in Svizzera. Sono una talismano di buona politica, antidoto a quella pessima che purtroppo vedo e vivo qui in Italia.
La prima tornata referendaria di quest’anno in Svizzera è fissata per il 3 Marzo, una settimana dopo le nostre elezioni politiche, ed è interessante per due motivazioni, una procedurale e una sostanziale.

La prima perché in una sola tornata di votazioni sono presenti tutte e tre le tipologie di votazione popolare.
La seconda perché affronta temi di grande attualità anche da noi, e dimostra che dove vige la democrazia diretta si decide anziché riempire pagine di inchiostro e aria di vibrazioni senza costrutto.
I 3 quesiti riguardano una modifica costituzionale richiesta la Parlamento svizzero, una iniziativa popolare e un referendum confermativo chiesto per impedire l’entrata in vigore di una legge approvata dal Parlamento.
La modifica costituzionale è ovviamente soggetta a referendum confermativo obbligatorio. Mi pare interessante ribadire che in Svizzera le modifiche costituzionali possono avvenire unicamente con voto popolare, sia che l’iniziativa della modifica sia parlamentare che nel caso l’iniziativa sia popolare.
L’aspetto tecnico interessante dell’iniziativa popolare è che si porta dietro una controproposta parlamentare indiretta. Abbiamo spiegato, perché è previsto anche per la nostra legge provinciale di iniziativa popolare, cosa sia un controprogetto diretto del legislativo. Se ad una legge di iniziativa popolare il legislativo (il parlamento federale per le leggi federali in Svizzera) ritiene di affiancare una controproposta se vincono i si al cambiamento entra in vigore delle due proposte quella con più si. Se vincono i no sono bocciate entrambe. Il controprogetto indiretto invece entra in vigore se l’iniziativa popolare è respinta, e se contro il controprogetto non viene chiesto un referendum confermativo. In quest’ultimo caso entra in vigore solo se la successiva votazione popolare lo conferma. Risulta interessante il fatto che nel corso delle deliberazioni il Parlamento aveva discusso anche un controprogetto diretto. Questo aveva contenuti differenti rispetto a quello indiretto ma non è stato approvato dal Consiglio Nazionale.
Anche la terza proposta ha un elemento interessante. Questa legge è una risposta indiretta ad una iniziativa attualmente in corso, la c.d. iniziativa per il paesaggio, che è stata sospesa in attesa dell’approvazione di questa legge. L’iter testimonia della ricchezza di dibattito che si sviluppa grazie alle iniziative popolari. Il comitato promotore della iniziativa per il paesaggio aveva infatti richiesto il voto su una particolare testo legislativo. Il Parlamento ha discusso se fare una controproposta, ma ha determinato che la cosa più adeguata sarebbe stato intervenire su altri testi legislativi. Il comitato ha accettato di sospendere l’iter del proprio progetto. Nel caso in cui il controprogetto indiretto venisse approvato ritirerebbe definitivamente la propria proposta. Il controprogetto è stato approvato dal Parlamento, ma un altro gruppo di cittadini ha richiesto che questo venga sottoposto a referendum confermativo. Se questo referendum quindi approverà la legge, l’iter della iniziativa per il paesaggio si fermerebbe definitivamente. Se invece questa legge venisse respinta, in una prossima tornata elettorale verrebbe votata l’iniziativa per il paesaggio.
Ma lasciamo da parte le questioni procedurali, che magari appassionano solo me, e vediamo quali siano i contenuti di questi referendum.
Il primo è una modifica della Costituzione Federale per dare migliori strumenti di intervento legislativo nel campo delle politiche familiari, ed in particolare della conciliabilità tra la vita familiare e quella lavorativa.
Il secondo riguarda una iniziativa popolare denominata “contro le retribuzioni abusive”. L’iniziativa si propone di porre un freno nelle aziende quotate in borsa alle retribuzioni e liquidazioni esageratamente elevate ai manager a prescindere dai risultati economici conseguiti. E anche da loro si parla soprattutto dei manager bancari.
Il terzo referendum mira a bloccare delle modifiche parlamentari alla legge sulla pianificazione del territorio (LPT). Questa legge interviene in vari modi per limitare l’estensione delle zone edificabili, promuovere il mantenimento di aree edificate il più compatte possibile e promuovere il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili.
Come sempre è stato predisposto un opuscolo, che illustra dettagliatamente quanto viene posto in votazione e le posizioni favorevoli e contrarie.
Come vedete sono argomenti attualissimi anche in Italia. Argomenti sui quali in Svizzera, sulla spinta popolare, la politica dibatte e agisce. Da noi a volte dibatte sui giornali ma poi non fa nulla. Sul consumo di territorio per esempio è stato persino proposto un referendum interno al PD per farlo diventare parte della piattaforma programmatica del partito. Nemmeno questa iniziativa ha avuto un qualche effetto pratico. Di fatto il tema è scomparso dalle agende politiche.
Ma vediamo più nel dettaglio con l’aiuto dei testi dell’opuscolo, con qualche parallelo rispetto alla nostra realtà. Per un approfondimento più completo rimando ai collegamenti nel testo.
1- Decreto federale sulla politica familiare
Il nuovo articolo costituzionale incarica la Confederazione e i Cantoni di promuovere la conciliabilità tra la vita familiare e l’esercizio di un’attività lucrativa o una formazione. Consiglio federale e Parlamento raccomandano di accettare il nuovo articolo costituzionale.
L’essenziale in breve
Conciliare famiglia e lavoro
Oggi sono molte le famiglie in cui entrambi i genitori sono costretti a lavorare o semplicemente desiderano farlo. Chi ha famiglia ed esercita un’attività lucrativa deve però spesso fare i conti con serie difficoltà che possono indurre soprattutto le madri a rinunciare loro malgrado interamente o in parte alla vita professionale.
Migliorare le condizioni quadro
Occorre quindi provvedere affinché diventi più facile lavorare o seguire una formazione pur avendo figli. Le condizioni quadro vanno cioè impostate in modo tale che sia più semplice conciliare la vita familiare con un’attività lucrativa o una formazione. A tal fine, vanno innanzitutto potenziate le strutture di custodia complementari alla famiglia, per esempio gli asili nido, i doposcuola o le mense. Ne trarrà beneficio anche l’economia, dato che in un’ottica economica è importante che al mercato del lavoro partecipi il maggior numero possibile tanto di donne quanto di uomini.
Un nuovo articolo costituzionale
Il Parlamento intende migliorare la situazione attuale, ma ritiene che l’odierna base costituzionale sia insufficiente. Ha pertanto elaborato un nuovo articolo costituzionale che incarica la Confederazione e i Cantoni di promuovere la conciliabilità tra la vita familiare e l’esercizio di un’attività lucrativa o una formazione. La competenza in materia spetta innanzitutto ai Cantoni, chiamati ad approntare un’offerta sufficiente di posti nelle strutture di custodia complementari alla famiglia e parascolastiche. La Confederazione interviene unicamente se necessario, emanando principi a livello nazionale.
Posizione del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale e il Parlamento sono persuasi che la nuova disposizione possa giovare alle famiglie e concorrere a garantire il benessere generale. Raccomandano pertanto al Popolo e ai Cantoni di accettare il nuovo articolo costituzionale.
Già oggi in Svizzera vi è un forte supporto della famiglia e della maternità. La Costituzione prevede questo supporto e intorno al nucleo familiare e ai figli ruota il sistema di supporto sociale esistente. Per cui vi è un reddito garantito per la madre che si deve assentare dal lavoro per il parto e l’assistenza ai neonati, degli assegni familiari e una struttura impositiva che favorisce i nuclei familiari. Il Parlamento però ritiene che non vi sia sufficiente base costituzionale per altre incentivazioni che ritiene indispensabili per meglio conciliare durante la crescita dei figli la vita familiare e quella professionale. In particolare la norma costituzionale serve ad impegnare risorse pubbliche per il finanziamento di asili nido, orario scolastico continuato, doposcuola e mense. La norma, come normale in un paese federale, assegna ai cantoni il compito di disciplinare la materia, lasciando eventualmente alla confederazione compiti di coordinamento e definizione di livelli minimi di servizio.
Per la nostra realtà possiamo osservare due cose. La prima che mentre da noi si parla tanto di cosa si potrebbe fare, gli Svizzeri fanno e cercano anche di migliorarsi. Questo è un effetto del controllo popolare sulle scelte politiche, e sull’allineamento che naturalmente si ottiene tra scelte politiche e volontà popolare grazie alla democrazia diretta. La seconda è l’estrema attenzione prestata al rispetto delle norme. Sebbene qui si tratti di legiferare su questioni ampiamente supportate dalla popolazione, si spinge per far si che l’intervento legislativo avvenga nel pieno rispetto del quadro costituzionale.
Purtroppo da noi il disallineamento tra le scelte legislative concrete e le norme ha dato luogo persino alla differenziazione tra costituzione reale e costituzione materiale. Con tanti saluti allo stato di diritto.
2 – Iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive»
L’iniziativa intende consentire agli azionisti delle imprese quotate in borsa di esercitare una maggiore influenza sulle retribuzioni versate al consiglio d’amministrazione e alla direzione. Lo scopo è di evitare retribuzioni spropositate e abusive.
L’essenziale in breve
Negli ultimi anni l’opinione pubblica ha criticato in modo anche aspro il fatto che diverse imprese versassero ai propri dirigenti retribuzioni e liquidazioni molto elevate a prescindere dai risultati economici conseguiti. In questo contesto è stata lanciata l’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive».
Contenuto dell’iniziativa
Scopo dell’iniziativa è imporre restrizioni alle imprese quotate in borsa affinché non possano continuare a remunerare i vertici aziendali con somme spropositate. A tal fine, l’iniziativa propone tre nuove disposizioni: le retribuzioni del consiglio d’amministrazione e della direzione devono essere imperativamente autorizzate dall’assemblea generale degli azionisti; il mandato dei membri del consiglio d’amministrazione è limitato a un anno; alcune tipologie di retribuzioni, per esempio le liquidazioni e i premi per le acquisizioni di aziende, sono vietate. Inoltre, chi contravviene a queste regole può essere punito.
Posizione del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale e il Consiglio degli Stati respingono l’iniziativa: oltre a comportare un eccesso di regolamentazione, essa metterebbe in discussione uno dei capisaldi della piazza economica elvetica, ossia i principi liberali alla base del diritto societario svizzero. Il Consiglio nazionale non ha invece espresso alcuna raccomandazione di voto. Il Parlamento concorda sulla necessità di disciplinare le retribuzioni versate dalle imprese quotate in borsa e ha pertanto adottato un controprogetto indiretto. Sostenuto anche dal Consiglio federale, il controprogetto concretizza con una modifica di legge le principali rivendicazioni dell’iniziativa, ma rispetto a quest’ultima è complessivamente più moderato.
Anche qui, come in molte parti del mondo, si è assistito a ondate di sdegno verso le retribuzioni astronomiche date ai grandi manager di società quotate, e spesso anche ai c.d. paracadute d’oro che consistono in buonuscite milionarie quando vengono sostituiti, solitamente per aver male gestito l’azienza. Grande clamore in particolare hanno suscitato le retribuzioni dei vertici bancari, assolutamente spropositati soprattutto in un momento in cui i profitti mancano del tutto o vi sono addirittura perdite causate anche dalla gestione di questi manager.
Ma mentre negli altri paesi questo resta un dibattito largamente accademico, in Svizzera, grazie alla democrazia diretta, si avrà comunque una legge sul tema.
Personalmente preferisco la controproposta del Governo. Però è evidente che non vi è nel Parlamento una grande condivisione sul miglior modo di procedere. Questo sia perché non si è riusciti ad elaborare una controproposta diretta, sia perché non vi è una raccomandazione di voto del Consiglio Nazionale, benché il Consiglio Federale e il Consiglio degli Stati dia a sfavore dell’iniziativa e a favore di quella indiretta da loro proposta.
3 – Modifica della legge sulla pianificazione del territorio
La modifica della legge sulla pianificazione del territorio intende ridurre la superficie delle zone edificabili sovradimensionate e dunque frenare la dispersione degli insediamenti in Svizzera. È un controprogetto indiretto all’iniziativa per il paesaggio. Contro la revisione della legge è stato chiesto il referendum. Se la revisione è respinta, l’iniziativa per il paesaggio sarà sottoposta al voto.
L’essenziale in breve: obiettivo della modifica di legge
In passato diversi Cantoni e Comuni hanno definito zone edificabili sovradimensionate. Spesso tali zone sono edificate in modo sparso, con gli edifici nuovi lontani dai centri urbani. In tal modo aumenta la dispersione degli insediamenti. La modifica della legge sulla pianificazione del territorio punta a distinguere più chiaramente i comprensori edificabili da quelli non edificabili. Si prefigge uno sviluppo compatto degli insediamenti, un migliore utilizzo delle aree dismesse presenti nelle zone edificabili e una riduzione dell’estensione delle zone edificabili sovradimensionate. In futuro le dimensioni delle zone edificabili dovranno dipendere dal fabbisogno prevedibile per 15 anni.
Controprogetto all’iniziativa per il paesaggio
La modifica della legge sulla pianificazione del territorio è stata decisa dal Parlamento quale controprogetto indiretto all’iniziativa per il paesaggio, che chiede di non aumentare la superficie totale delle zone edificabili in Svizzera per 20 anni. L’iniziativa è stata ritirata dal comitato d’iniziativa, a condizione che la revisione della legge sulla pianificazione del territorio entri in vigore. Nel caso in cui la presente revisione venga respinta, l’iniziativa per il paesaggio sarà sottoposta al voto popolare.
Motivi del referendum
Contro la revisione è stato chiesto il referendum. Il comitato referendario critica la revisione poiché limiterebbe i diritti di proprietà e provocherebbe un aumento del prezzo dei terreni.
Posizione del Consiglio federale e del Parlamento
Consiglio federale e Parlamento raccomandano di accettare la modifica della legge sulla pianificazione del territorio, che consentirà di contrastare il consumo poco parsimonioso del suolo e la dispersione degli insediamenti.
Il consumo di territorio è un argomento di grande attualità anche in Italia. Sarebbe utile nel nostro dibattito politico entrasse a pieno titolo la discutere la discussione sulle edificazioni compatte, come proposto in Svizzera con questa legge, o di recupero delle aree edificate e non più utilizzate. Purtroppo il consumo di territorio non è ancora parte integrante dei programmi politici, anzi, spesso la politica ha una insana dipendenza proprio dai costruttori edili. E i pochi, ma significativi esempi, quali quelli di Cassinetta di Lugagnano, con il suo piano regolatore che prevede solo recupero di edificazioni esistenti, sono magari additati come esempio, ma poi poco ripresi dalle norme edilizie generali. Se anche noi avessimo gli strumenti della democrazia diretta enti come Italia Nostra, il FAI o il WWF potrebbero essere molto più attivi per la protezione del nostro territorio. E, come dimostrato a Cassinetta, l’appoggio popolare esiste.
Un ultima nota. Non essendoci il quorum il dibattito, come dovrebbe essere normale, è tutto incentrato tra le ragioni del si e del no. Non ci sono patemi o dubbi. Quello che il popolo voterà tra due settimane sarà legge.
Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta. Le ragioni di Roberto Bombarda
La discussione all’interno del Consiglio Provinciale per una nuova legge sulla democrazia diretta è partita. La prima seduta si è svolta in data giovedì 6 settembre.
Nei lavori della Prima Commissione Permanente la proposta di Più Democrazia in Trentino ha avuto ed avrà il pieno appoggio del consigliere provinciale Roberto Bombarda, il quale riprendendo integralmente il testo del ddl di iniziativa popolare e ripresentandolo come ddl di iniziativa consiliare (ddl n.330/XV “Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta”), ha voluto sottolineare la sua totale condivisione al testo prodotto dal comitato e sottoscritto da più di 4000 cittadini trentini. Continua a leggere
Il valore dei cittadini
La crisi della democrazia rappresentativa si evidenzia quotidianamente attraverso l’autoreferenzialità degli eletti, la sfiducia consolidata dei cittadini nei loro confronti e le distorsioni risultanti dalla concentrazione di potere nelle mani di pochi (partitocrazia, tecnocrazia, videocrazia, casta, etc.). Continua a leggere
