Nel pomeriggio di martedì 17 giugno si è svolta l’ultima seduta della Prima commissione avente per oggetto la trattazione del ddl di iniziativa popolare 1/XV in materia di democrazia diretta. Gli interventi hanno posto l’attenzione più sul metodo da seguire in vista del voto finale che sul merito dei singoli istituti. Tuttavia, la posizione della Giunta, seppur senza troppe argomentazioni tecniche, è emersa con evidenza. L’esecutivo provinciale, ha così rotto definitivamente gli indugi nell’offrire la propria interpretazione del principio della partecipazione e i passi da seguire per (non) perseguirlo. Continua a leggere
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Convocazione della conferenza di informazione sulla democrazia diretta: martedì 1 luglio
Dopo aver accolto con favore la richiesta del comitato Più Democrazia in Trentino, i capigruppo di PD, PATT e UPT hanno dato il via all’istruttoria per la convocazione della conferenza di informazione sulla democrazia diretta. La sessione di approfondimento dei temi posti all’attenzione dell’agenda politica locale dal ddl 1/XV avrà luogo martedì 1 luglio dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso la sala convegni delle Autonomie Locali in via Torre Verde 23 a Trento. Continua a leggere
Messaggio al presidente della Prima commissione del Consiglio provinciale su petizioni e consultazioni
Egr. Presidente della Prima commissione
Cons. Prov. Luca Zeni
come già discusso nel corso della seduta del 4 giugno scorso, i sottoscritti Alex Marini e Stefano Longano, concordano con lo scorporo degli articoli 6, 7 e 8 (Capo II Strumenti di Partecipazione – Sezione I – Petizioni) e dell’articolo 14 (Sezione III – Consultazioni) dal disegno di legge di iniziativa popolare affinché gli stessi vengano inseriti tra le proposte di modifica del Regolamento interno del Consiglio provinciale. Continua a leggere
Rossi si nasconde dietro presunte incompatibilità statutarie
La seduta del 4 giugno della Prima commissione legislativa ha fatto emergere l’ambiguità con cui il governo provinciale sta affrontando le questioni poste dall’iniziativa popolare di Più Democrazia in Trentino. Nonostante l’iter legislativo proceda con una conferenza di informazione convocata in extremis grazie alla caparbietà del comitato, i segnali di resistenza all’iniziativa e la riluttanza a recepire le raccomandazioni del Codice di Buona Condotta in materia di Referendum si stanno palesando.
Lettera aperta ai Consiglieri Provinciali – I punti qualificanti del DDL di iniziativa popolare 1/XV
Gentili Consiglieri,
tra poco sarete chiamati ad esprimervi sul Disegno di Legge Provinciale di Iniziativa Popolare sugli istituti di partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche. Perchè l’obiettivo di recupero della partecipazione citato dal Presidente del Consiglio nel suo discorso di insediamento non rimanga un vuoto slogan, privo di contenuti e puramente retorico, è fondamentale che vengano introdotti sistemi di partecipazione efficaci anche tra le tornate elettorali. Continua a leggere
Osservazioni dell’Associazione Provinciale ASUC Trentine al ddl 1/XV
Premesso che nel Trentino la superficie gravata da Usi Civici è pari a circa il 54% del territorio provinciale, pari a 336.000 ha; di questi circa 75.000 sono oggi amministrati da 99 ASUC presenti in 42 comuni, mentre la parte restante più consistente rimane in gestione fiduciaria ai consigli comunali (fonte QT).
Come da richiesta del presidente della Prima commissione legislativa, il presidente dell’Associazione ASUC del Trentino, Roberto Giovannini, ha espresso le osservazioni sul ddl 1/XV di iniziativa popolare. Ecco il testo del messaggio: Continua a leggere
Resoconti delle sedute di febbraio e di marzo con esperti e soggetti interessati
In data 15 maggio sono stati notificati al comitato Più Democrazia i resoconti delle sedute della Prima commissione legislativa del Consiglio provinciale del 26 febbraio con Pierre Garrone (Commissione di Venezia – Consiglio d’Europa) e Paul Blokker (Progetto CoPolis) e del 4 marzo con i rappresentanti di Fondazione Ahref, Scuola di Preparazione Sociale, CGIL, Fenalt e Dirpal.
In allegato i testi integrali delle sedute:
– Resoconto della seduta del 26 febbraio 2014
– Resoconto della seduta del 4 marzo 2014 Continua a leggere
Depositata la richiesta per la conferenza di informazione sulla democrazia diretta
Mercoledì 14 maggio, presso la segreteria dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale di Trento, abbiamo depositato la richiesta per la conferenza di informazione che ci era stata accordata il 29 gennaio scorso. La scadenza dei termini per la discussione finale della proposta di legge è vicina. Il ddl infatti approderà in Aula verosimilmente nella sessione del 15, 16 e 17 luglio. Per questa ragione e in assenza di segnali da parte dei gruppi consiliari, abbiamo preso l’iniziativa compilando il documento di richiesta e allegandovi la nostra proposta di svolgimento della conferenza. Continua a leggere
Audizioni ddl democrazia diretta: Scuola Promozione Sociale, sindacati e fondazione Ahref
Martedì 4 marzo ha avuto luogo la seconda seduta della Prima Commissione dedicata alle audizioni del ddl 1/XV. Sono stati ascoltati ed hanno partecipato al dibattito sintetizzato dall’ufficio stampa del Consiglio Provinciale: Continua a leggere
Audizioni. Garrone (Consiglio d’Europa): quorum dannoso per la democrazia
Alle audizioni del 26 febbraio, a seguito dell’intervento di Paul Blokker e su invito del comitato, è stato ascoltato Pierre Garrone, giurista della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (Commissione di Venezia). Fra le altre attività, Garrone è stato uno degli estensori del Codice di Buona Condotta in Materia di Referendum. Continua a leggere
Prima commissione legislativa: resoconto della seduta del 29 gennaio
Mercoledì 29 gennaio si è riunita la Prima commissione del Consiglio provinciale di Trento per dare avvio all’iter legislativo del disegno di legge di iniziativa popolare n.1/XV sulla democrazia diretta. Continua a leggere
Breve resoconto dell’assemblea del 13 gennaio 2014
Breve resoconto dell’assemblea del 13 gennaio 2014:

Ci siamo trovati a Villa Lagarina, che oltre ad essere il primo comune a quorum zero del Trentino, è anche la sede dell’associazione Borgoantico.E presso la sede dell’associazione ci siamo tosto trasferiti, allettati dall’offerta di una fetta di “becca”. Dopo una breve discussione su come veniva preparata e chiamata dalle nostre nonne nelle varie zone del Trentino, che è servita ad attendere i ritardatari, abbiamo iniziato la riunione. Continua a leggere
Una nuova stagione per la democrazia in Trentino
Il 22 novembre, in coincidenza dell’insediamento del nuovo Consiglio Provinciale, il ddl 328/XIV “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale “ è stato trasmesso ufficialmente all’attuale legislatura e rinominato. D’ora in poi si parlerà del ddl n. 1/XV di iniziativa popolare.
Il meccanismo che ha determinato questo passaggio è disciplinato dal comma2 dell’art.132 del Regolamento interno del Consiglio provinciale: “I disegni di legge d’iniziativa popolare, qualora il loro esame non sia stato completato nel corso della legislatura in cui sono stati presentati, non decadono e vengono trasferiti all’esame della legislatura successiva”. Continua a leggere
Ddl sulla democrazia diretta: si parte con la discussione!
Il 30 maggio doppio appuntamento con la democrazia diretta a Trento.
Al mattino tavola rotonda presso la Facoltà di Sociologia di Trento dove, in un incontro organizzato da Paul Blokker e Zubair Shaid, si discute sulla crisi della sovranità popolare e ci si chiede come rafforzare la democrazia.
Nel pomeriggio hanno luogo le prime audizioni propedeutiche alla discussione sul ddl n.328/XIV in seno alla Prima Commissione del Consiglio Provinciale, alla quale saranno invitati tutti i consiglieri provinciali considerata l’importanza dell’argomento.
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Dorigatti: “Votare non basta: oggi occorre partecipare, non delegare”
“Votare non basta: oggi occorre partecipare, non delegare, perché con la nostra mancata partecipazione sociale e politica faremmo un torto a chi ha dato la vita per avere un Paese più libero e democratico, nel quale i principi della Costituzione siano attuati” sono le parole scandite dal Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Dorigatti, agli studenti del Liceo da Vinci di Trento venerdì 10 maggio. Continua a leggere
Lista soggetti locali per audizioni in Prima Commissione
Ill.ssimo Presidente della Prima Commissione, Sig. Renzo Anderle
Gentili consigliere ed egregi consiglieri
A distanza di quasi 10 mesi dal deposito della proposta di legge sulla democrazia diretta ed a nome del comitato civico Più Democrazia in Trentino, il primo firmatario ed i relatori del ddl 328/XIV desiderano anticipare alcune questioni ai consiglieri provinciali con l’auspicio di contribuire costruttivamente allo svolgimento dei lavori connessi alla discussione del ddl:
– La necessità peraltro già sottolineata di definire una serie di date nella quali si intende iniziare e svolgere la discussione del ddl di iniziativa popolare in oggetto prima che abbia termine la XIV legislatura. Continua a leggere
Relazione incontro 3 aprile ’13
Il 3 aprile 2013 scorso si è riunito il comitato civico Più Democrazia in Trentino presso il municipio di Villa Lagarina. Oltre agli attivisti che hanno contribuito all’iniziativa fin dalla costituzione del comitato si sono uniti alla discussione anche altri soggetti interessati alle proposte contenute nel disegno di legge di iniziativa popolare 328/XIV. Tra gli altri i promotori dell’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Agricolo del Garda ed esponenti di SEL, M5S, PD, Rivoluzione Civile e Verdi.
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Lettera e domande ai consiglieri provinciali

Alla cortese attenzione
– dell’Egr. Presidente della Prima Commissione, Cons. Renzo Anderle
– delle Gentili Consigliere e degli Egregi Consiglieri provinciali
Questa e-mail fa seguito all’invio della Guida alla Democrazia Diretta effettuato nel mese di novembre ’12 ed alla lettera del 4 gennaio scorso in cui si suggeriva una lista di esperti internazionali in tema di democrazia diretta da ascoltare in udienza presso il Consiglio Provinciale.
A distanza di 6 mesi dalla presentazione del ddl di iniziativa popolare n.328/XIV in Prima Commissione, i membri del comitato promotore che rappresentano i circa 4000 firmatari auspicano una pronta ripresa della trattazione dello stesso. A questo scopo con la presente si trasmette una lettera indirizzata al presidente della Prima Commissione permanente chiedendo che la stessa sia inoltrata ai componenti della commissione ed a tutti i consiglieri provinciali.
Nella lettera in allegato sono contenute una serie di domande precedute da alcune di considerazioni sui diversi punti contenuti nel ddl di iniziativa popolare con l’intento di esplicitare le posizioni dei Consiglieri e di favorire un dibattito pubblico. Per facilitare il lavoro di compilazione delle risposte che le consigliere ed i consiglieri vorranno mettere a disposizione dei cittadini alleghiamo anche un apposito file.
Si coglie inoltre l’occasione per chiedere informazioni riguardo la futura programmazione del disegno di legge visto che a seguito della richiesta inoltrata il 4 gennaio non abbiamo avuto nessuna risposta.
Si porgono i più cordiali saluti.
Il progetto di legge che il comitato Più Democrazia in Trentino ha presentato mira a migliorare gli strumenti di partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni politiche. In questi anni il distacco tra i cittadini e “la politica”, in particolare in Italia, è divenuto sempre più accentuato. Ma non ovunque si presenta questo fenomeno.
Nella vicina Svizzera, a noi per altro affine sia orograficamente che per tradizione di autogoverno dei beni comuni nelle comunità locali, tale frattura non si presenta, e anzi vi è una generale soddisfazione di come i politici gestiscono la cosa pubblica. Questo risultato è ascrivibile in larga parte alla presenza ad ogni livello della possibilità di disporre di strumenti di democrazia diretta efficaci, quali l’iniziativa popolare e i referendum confermativi, senza limiti di argomento e senza quorum, che contribuiscono a mantenere un sostanziale allineamento tra le decisioni politiche e la volontà popolare.
Le leggi sottoposte a referendum hanno un esito che nella maggior parte dei casi si conforma con le raccomandazioni del parlamento. Anzi, questa quota è aumentata negli anni, indice di un sempre miglior allineamento tra le decisioni dei rappresentanti eletti e del popolo. Per questo un capitolo del libro “Guida alla democrazia diretta” che vi abbiamo inviato è titolato: Iniziative, referendum e votazioni popolari: una componente indispensabile della moderna democrazia rappresentativa.
La Svizzera è anche il paese europeo che meglio ha superato la crisi di questi ultimi anni, nella quale invece noi siamo ancora pienamente coinvolti. E questo non è un caso. Gli studi mostrano che dove vi è un più diretto coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni, anche di carattere economico e fiscale, l’economica funziona meglio. Non per nulla Economie Suisse, l’associazione delle imprese svizzere, è tra i maggiori sostenitori della democrazia diretta di modello svizzero.
E d’altronde quasi 17 anni fa, nel 1996 The Economist, rivista economica inglese di rilevanza internazionale, scriveva: “… the next big change in human affairs will probably not be a matter of economics, or electronics, or military science; it will be a change in the supposedly humdrum world of politics. The coming century could see, at last, the full flowering of the idea of democracy. … If democracy means rule by the people, democracy by referendum is a great deal closer to the original idea than the every-few-years voting which is all that most countries have.”
Il progetto di legge da noi proposto mira ad introdurre anche a livello provinciale una serie di strumenti di partecipazione popolare che sono utilizzati con successo nel modo per migliorare la partecipazione popolare e la qualità delle scelte politiche.
In previsione della ripresa della discussione in Prima Commissione del progetto di legge di iniziativa popolare n.328/ XIV, e dell’auspicata discussione e voto in aula entro la fine di questa legislatura, vorremmo provare a rendere più pubblico e aperto, nello spirito della legge, il dibattito sulla legge stessa.
A questo fine abbiamo preparato una serie di domande, che abbiamo inviato a tutti i consiglieri provinciali, sugli elementi principali della proposta di legge. Se Lei fosse così cortese da voler rispondere, le risposte verranno pubblicate sul nostro sito.
Cordiali saluti,
Lettera firmata da:
Stefano Longano – Estensore della lettera e relatore della legge
Alex Marini – Primo firmatario e relatore della legge
Lettera ai consiglieri provinciali
Di seguito la lettera inviata la sera del 4 gennaio ai funzionari della Prima Commissione del Consiglio Provinciale e chiedendo che sia reindirizzata al Presidente della commissione ed ai consiglieri provinciali:
Trento, 3 gennaio 2013
Illustrissimo Presidente della Prima Commissione
Sig. Renzo Anderle
Gentili consiglieri ed egregi consiglieri provinciali Continua a leggere
1972 – 2012: il passaggio dal vecchio al nuovo sistema
“Una data storica per il Trentino – Alto Adige/Südtirol”
Tratto da L’Adige, 20 gennaio 1972
Trascorsi i quindici giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale entrano oggi in vigore le modifiche allo statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige… […]
Ecco le dichiarazioni rilasciateci dal presidente della Giunta provinciale di Trento, avv. Bruno Kessler:
«Con oggi, il nuovo statuto di autonomia entra in vigore. Con oggi, tutto il lungo processo di una vicenda che ha origini lontane e che ha fatto annotare alterne fasi, si conclude. Le genti trentine hanno da oggi titolo più pieno e più diretto di ieri al proprio autogoverno, all’esercizio della loro autonomia. La vicenda trentina che oggi segna un traguardo significativo e importante, ha avuto inizio ancora all’epoca austriaca, con le richieste e le aspirazioni all’autogoverno locale. Non ripercorro le varie tappe delle rivendicazioni trentine… […]”
La storia dirà come la gente trentina avrà saputo cogliere questa ulteriore occasione. Ho già avuto modo di mettere in risalto il significato e l’importanza del momento che stiamo vivendo. Credo infatti che siamo davanti a una svolta, a un fatto destinato ad incidere profondamente e a lungo nel nostro tessuto sociale.
Una pagina della nostra storia si chiude, un’altra se ne apre. Ma non è che si debba ripartire da zero e che ci si trovi sprovveduti ad affrontare questo momento. Quasi venticinque anni di esperienza autonoma non sono passati invano, anzi ci hanno fatto più maturi e più responsabili, meno emotivamente stimolati, ma più realisticamente consapevoli di che cosa significhi assumere pienamente la gestione del proprio avvenire.
Se dunque nulla è andato e va perduto, tutto può cambiare. Le prospettive nuove verso cui ci avviamo – rapporti nuovi e comunque diversi con l’Alto Adige, posizione diversa con lo Stato, responsabilità più diretta, come trentini, del nostro sviluppo – possono dunque offrirci l’occasione per rivendicare il nostro impegno civile, la nostra capacità di imprimere il senso che vogliamo alla nostra società, la volontà di riuscire. Già ho avuto modo di dire che più ampia sarà, per effetto del nuovo statuto, la nostra possibilità di manovra, la nostra sfera di autogoverno, ma quindi anche sarà più ampia la responsabilità di tutti noi, come popolo, come gruppo, nel valorizzare la nostra personalità e dare concretezza operativa alle nostre capacità. Tutto ciò non è e non deve costituire materia per pochi, per i soliti “addetti ai lavori”, ma dovrebbe anche costituire motivo di riflessione per tutti i trentini, che sono i destinatari effettivi delle nuove misure che entrano in vigore e che quindi sono i più diretti partecipi di un nuovo disegno che si volesse concorrere a creare. Anche perché non si trovino a dover subire impostazioni e obiettivi non condivisi o non esattamente individuati o non completamente rispondenti alle reali aspettative del corpo sociale.
Qualche gruppo non ha perso tempo e si è già fatto avanti manifestando un certo tipo di aspettative e una certa fascia di esigenze: lo spazio è aperto quindi per tutti per farsi avanti, per partecipare al disegno che giornalmente si crea circa il proprio futuro, senza mugugni, senza borbottamenti sottovoce, senza continuare quello spirito di critica che non sa proporre nulla di alternativo e che sa soltanto ancorarsi a un certo malinteso senso di tradizione o di prudenza per bloccare ogni nuovo discorso e ogni nuova prospettiva. Diventiamo d’ora in avanti un piccolo ambito geografico con immensi problemi da affrontare, siamo a contatto di gomito con ambiti geografici, culturali, economici e sociali molto più dinamici e più vivaci di noi e soprattutto molto più forti e più agguerriti: il nuovo ordinamento regionale che sta sempre più prendendo piede nel nostro Paese provocherà un confronto più accentuato sulle capacità reali di ciascuna regione, con la necessità conseguente di tener conto di tutto quanto accade attorno a noi. Più di prima dunque, per una molteplicità di aspetti – da quelli istituzionali a quelli operativi – dobbiamo sentirci stimolati a tenere il passo con le altre regioni, a non chiuderci in visioni anguste, limitate, ma a sfruttare ogni occasione e ogni stimolo per avanzare. Anche questo non si creerà dal nulla, né di colpo.
Stiamo occupandoci responsabilmente della fase più delicata che si apre ora, cioè del passaggio effettivo di competenza da un ente all’altro (da un ente al popolo verrebbe da dire ndr); stiamo operando affinché non si inceppi nulla, in questo passaggio dal vecchio al nuovo sistema. Abbiamo infatti presenti le esigenze particolari di questo momento specie sotto il profilo economico-sociale, per cui non ci devono essere vuoti né ritardi. In un contesto di questo genere può apparire talvolta che l’aspetto tecnico-giuridico della questione possa essere prevalente, su quello sostanziale; sono tuttavia aspetti evidentemente inevitabili, che devono essere affrontati e superati in una visione organica e con chiarezza di prospettive.
Desidero pertanto ribadire che operiamo per superare bene la fase di passaggio, avente sempre presente la vera sostanza del problema, che è quella di una maggiore possibilità di intervento, di un autogoverno più pieno e più efficace, di una rinnovata possibilità di inventare il nostro futuro.
Questo è il vero obiettivo di tutti, per il raggiungimento del quale stiamo operando».
Proviamo ad ipotizzare quale sarebbe stato il pensiero di Bruno Kessler sui preconcetti e sulle remore nella transizione verso una maggiore partecipazione dei cittadini e verso un pieno autogoverno dei trentini (e non dei soliti noti). Pur essendo state scritte quarant’anni fa, le parole contenute in questa dichiarazione sono di estrema attualità. Ci appaiono come un monito rivolto ai consiglieri provinciali che fra poche settimane si troveranno a discutere il disegno di legge di iniziativa popolare per promuovere nuovi ed efficaci istituti di democrazia diretta in Trentino.
Il comitato di Più Democrazia in Trentino ha contribuito a lanciare un’idea per “inventare il nostro futuro”. Confidiamo che questo messaggio non sia letto con “visioni anguste” ma piuttosto sia colto come uno “stimolo per avanzare in questo passaggio dal vecchio al nuovo sistema”.
Lo schema di Luca Zanin sulle proposte di riforma istituzione

